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Letteratura inaspettata #80. La vita oltre l’individuo, oltre la specie, oltre la morte.

di Alessia Mottini

Il Postumano vol.1 (DeriveApprodi) è il primo volume di una trilogia dedicata ai posthuman studies, pubblicato nel 2014 e poi ripubblicato nel 2020.

L’ autrice, Rosi Braidotti, filosofa di sessantanove anni italiana, fin dal primo capitolo del libro tende a farci comprendere il contesto in cui è cresciuta e ha sviluppato le sue idee: quello attivista antiumanista degli anni ’60/’70; fin da subito prende infatti una posizione di forte distacco dall’ideale umanista che vede, come riferimento per il mondo vivente e la specie umana, l’Uomo Vitruviano.

immagine per Il Postumano vol.1 (DeriveApprodi)
Postumano vol.1, di Rosi Braidotti

Questa figura e più ampiamente l’umanesimo nei suoi principi generali, discussi ampiamente nel primo capitolo del libro, sono idealtipi di portatori dei massimi valori di libertà e uguaglianza e sono rappresentati metaforicamente e concretamente dallo stesso Uomo Vitruviano di Da Vinci.

Braidotti ci spiega però come questa razionalizzazione estrema sia invece un tramite implicito di un’ idea binaria di mondo, dove esiste l’Uomo e l’Altro uomo, capace di  generare una dialettica involontaria di riconoscimento a specchio dell’ Io/Uomo in relazione all’Altro, che esiste ma solo perché riconosciuto come diverso e quindi distante da ciò che è “normale”.

Arriva così a parlare dell’eurocentrismo, alla base della divisione binaria e della struttura culturale europea, sviluppatasi poi in ideologie più estreme e deviate come il nazionalismo protettivo o difensivo proprio perché in grado di porre enfasi sulla dimensione di homo faber.

Sono queste deviazioni dal nucleo del concetto, sempre presenti, che vengono criticate dagli antiumanisti e dalla stessa autrice, portando a difesa le idee dei movimenti e scuole di pensiero che si sviluppano in relazione a questa macro-corrente (femminismo, studi postcoloniali, black studies, ecc…).

Il libro viene diviso in quattro capitoli principali, un’introduzione e una conclusione, all’ interno dei quali viene analizzato il concetto di zoe (vita) in tutte le sue forme ed espressioni e i limiti umani in relazione ad essa.

È dal secondo capitolo che si entra nel vivo del discorso postumano: ci dice infatti che questi movimenti appartenenti ad un periodo passato sono stati utili per smuovere l’opinione delle persone su idee che ormai sembravano cristallizzate in un contesto spazio-temporale infinito, ma fatto ciò, è necessario pensare a come “andare avanti”, come reiniziare a pensare e agire in un modo sano, inclusivo e sostenibile; esattamente ciò che questi movimenti chiedevano ma non avevano le forze e il potere di realizzare.

È così infatti che agli occhi di Rosi Braidotti il concetto di postumano è in grado di implementare una nuova etica, ancora da scoprire e da applicare.

Nel periodo storico attuale consumato da una biopolitica, basata sull’estrapolazione di risorse da ogni forma di vita e da una manipolazione strategica da parte dell’economia di mercato delle nuove tecnologie avanzate, entrambe generatrici di nuove ed inevitabili forme di disuguaglianza, appare agli occhi dell’ autrice questa la miglior strada percorribile per il genere umano e allo stesso tempo per il resto del mondo vivente.

La nuova etica dovrebbe essere in grado di rovesciare la situazione lasciando spazio ad un riconoscimento interspecie di appartenenza ad una forma unica di vita e migliorare la nostra relazione con le tecnologie avanzate, potenziali mediatori in un epoca così veloce ma allo stesso tempo in ricerca costante di connessione.

Anche se a tratti può apparire dispersiva è una lettura che offre, in una innovativa chiave critica, una visione della realtà contemporanea che non si ferma alla mera descrizione oggettiva ma che suggerisce in aggiunta uno spunto riflessivo su percorsi alternativi possibili da intraprendere.

immagine per Alessia Mottini
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Il mio nome è Alessia Mottini, sono nata a Roma e attualmente studio sociologia presso La Sapienza. La curiosità verso quello che non conosco è ciò che mi fa muovere; il mio obiettivo è di scoprire persone, luoghi, sensazioni che non pensavo nemmeno esistessero.

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