AfterHuman, l’era trasformativa del post-umanesimo

pubblicata il
1 Luglio 2024

AfterHuman, a cura di Alice Zucca, e in corso fino al 31 agosto 2024 alla Galleria Steinhauser di Bratislava (Slovacchia), presenta artisti internazionali come Andreas Senoner (Italia), Chino Moya (Spagna), Dan Maczynski (Polonia), Genevieve Capitanio (Svizzera) e Rony Plesl (Repubblica Ceca) con l’intento di indagare l’era trasformativa del post-umanesimo, indagando le profonde implicazioni di un mondo in cui i confini tra uomo e macchina sono sempre più sfumati.

Questa esposizione invita il pubblico a confrontarsi e a reimmaginare l’essenza dell’umanità in un’epoca dominata dall’avanzamento tecnologico. “AfterHuman” ci invita a intraprendere un viaggio di scoperta di sé e di evoluzione collettiva, sfidandoci a immaginare un futuro in cui la distinzione tra umano e non umano, naturale e artificiale, diventa irrilevante.

Gli artisti

Andreas Senoner attraverso le sue sculture riflette su metamorfosi, eredità ed esistenza, utilizzando materiali organici come legno, piume, licheni e cera d’api. Il suo lavoro enfatizza l’interconnessione tra individui e ambienti in evoluzione, incoraggiando un dialogo sulla relazione tra umanità e natura.

Chino Moya, nella serie Deemona. immagina un mondo post-umano meticolosamente ricostruito da un’entità IA. Questo futuro distopico, privo di vita biologica, sfida il pubblico a riflettere sulle implicazioni etiche del progresso tecnologico incessante e sulle potenziali conseguenze della ricerca dell’ottimizzazione da parte dell’umanità.

I dipinti di Daniel Maczynski, ispirati alle tradizioni cubiste e surrealiste, esplorano l’identità umana attraverso tele multilayered. L’uso di collage sottolinea l’artificialità e il distacco emotivo dell’esistenza moderna, sollevando domande sull’autenticità e sull’isolamento in un mondo mediato tecnologicamente.

L’approccio psico-archeologico di Genevieve Capitanio esamina il delicato equilibrio dell’umanità tra passato e futuro. Le sue serie Hauteville e Villa Karma fondono estetiche delicate con temi di scarsità di risorse, progresso tecnologico e dubbio esistenziale, creando un dialogo tra il regno spirituale e quello fisico.

Le innovative sculture in vetro di Rony Plesl – in particolare la sua serie Thorns – esplorano l’intersezione tra mitologia, religione e condizione post-umana. L’uso di vetro fuso e elementi infusi di uranio crea oggetti sia protettivi che penetranti, simbolizzando la doppia natura del progresso tecnologico.

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