Trasparenze Festival
dodicesima edizione
Gombola
24 – 28 luglio 2024
La dodicesima edizione di Trasparenze Festival dal 24 al 28 luglio torna ad abitare il borgo di Gombola, nell’Appennino modenese, con una tessitura di eventi, spettacoli di teatro, danza, concerti, installazioni e incontri in relazione con gli spazi naturali e architettonici.
Anche quest’anno il Festival si apre con uno spettacolo creato dal Teatro dei Venti insieme agli abitanti del territorio, Come comincia il mondo.
In questo periodo così denso di traumi e tragedie, da ‘fine del mondo’ – scrive la poetessa Azzurra D’Agostino – abbiamo ribaltato i due versi di Eliot: “così finisce il mondo / non con un boato, ma con uno sfiato”. Ma l’utopia sta nel non pensare alla fine del mondo, bensì al suo cominciamento. Ci siamo raccolti intorno alla frase, che forse è una domanda: Come comincia il mondo.
Lo spettacolo diventa un modo per prepararci al dopo di ogni avvio, a quello che accade quando qualcosa parte. Prepararci al grande viaggio che ci aspetta: quello di tutti i giorni, quello della vita, quello che ci permette di spostarlo questo mondo, anche di poco, di cambiarlo, anche di un millimetro, se lo facciamo insieme.
Le serate del 24 e del 25 luglio si chiudono con i concerti di quattro gruppi del territorio, in collaborazione con il collettivo Louder. Mercoledì 24 luglio la serata è aperta dai Monolith Grows. A seguire salgono sul palco Le piccole morti. Giovedì 25 luglio è la volta degli Overthought. A seguire i Wanderlast.
Venerdì 26 luglio inizia Amleto, lo spettacolo del Teatro dei Venti realizzato all’interno della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia, che approda al festival in versione site specific nell’antica Chiesa del borgo di Gombola. Il lavoro chiude la trilogia shakespeariana realizzata dal Teatro dei Venti nell’ambito dei progetti nelle Carceri.
La trilogia è anche campo di prova del progetto AHOS All Hands on Stage, cofinanziato dal programma Creative Europe, che prevede la professionalizzazione dei detenuti in diversi ambiti lavorativi legati al teatro, quali tecnici, macchinisti, scenografi.
In contemporanea inizia la prima replica di Tutto passa, tutto resta di Gabriella Salvaterra – SST Sense Specific Theatre, percorso sensoriale a tappe nel bosco di Gombola, per due spettatori alla volta.
“Ho provato a creare un piccolo viaggio intimo in cui cercare i legami invisibili – scrive Gabriella Salvaterra – in cui alzare lo sguardo e dare spazio all’ascolto, per vedere se riesco, se riusciamo a sentire che siamo una parte di qualcosa di molto più grande. Immaginare un’esperienza sensoriale poetica ed immersiva nell’ambiente naturale è un meraviglioso viaggio artistico.
La Natura è sempre già presente, perfetta ed incredibile nella sua imperfezione, ed è sempre più forte, più sorprendente del mio lavoro. Con la Natura si può solo giocare, la si può solo ascoltare per cercare di capire come e dove ci consente di posizionarci, quello che ci permette di fare, come diventare suoi complici nel processo creativo artistico.”
Il primo appuntamento con la danza è Stuporosa, lavoro in versione site specific del coreografo e regista Francesco Marilungo.
Piangono le cinque performer di Stuporosa, dando vita a un pianto che assume varie sfumature, ora trattenuto, ora soffocato, ora si fa musica, ora sfocia nella speranza, ora diviene canto ricalcando le sonorità di un antico lamento funebre salentino. I loro corpi si frammentano alla ricerca di forme arcaiche, lontane, che si perdono e sciolgono all’istante.
Come nel pianto rituale si assiste a una stilizzazione del pathos, una sua de-isterizzazione. La performance in sé vuole essere un invito a riflettere sullo stato di lutto, sulla necessità umana di un istituto culturale condiviso, di un rito comunitario, per superare momenti di crisi individuali.
Alle 20.00 inizia l’installazione immersiva A piedi nudi sulla terra a cura di Elio Germano, dal libro omonimo di Folco Terzani.
Togliersi le scarpe e riconquistare il contatto con la terra: ecco, forse per trovare il proprio posto nel mondo è necessario lavorare per sottrazione. Dal tramonto, per cinque ore, si può sostare, ascoltare, osservare, vivere, anche solo per un lasso di tempo, l’esperienza in un santuario temporaneo, mentre un vero ‘cela’ (discepolo del sadhu) officerà i riti dell’asram offrendo chai e cibo, come da tradizione.
Nella Chiesa del borgo alle 21.00 Voodoo, performance di Masque Teatro.
Affrontare il vuoto e scontrarsi con esso abbisogna di tenacia. È solo attraverso l’alterazione indotta che si può sperare di essere catapultati nella verità del proprio essere. L’alterazione produce simulacri. A questi ci affidiamo per recuperare le forze necessarie ad imbastire la costruzione di un altro mondo nel quale sopravvivere. Col voodoo accogliamo tutti i nostri divenire. Col voodoo abitiamo la buia luce.
La giornata del 26 luglio si conclude con Ghemon e il suo Una cosetta così, un progetto che porta sullo stesso palco musica, stand-up comedy e storytelling.
Il programma di sabato 27 si apre con Le finestre di Gombola: libri, incontri, esperienze uno spazio diviso in tre momenti che creano dialogo, discussione e confronto, condotto da Oliviero Ponte Di Pino.
Si inizia con In giro per festival: guida nomade agli eventi culturali, presentazione del libro di Oliviero Ponte di Pino e Giulia Alonzo, in dialogo con il direttore artistico Stefano Tè; si prosegue con Incontro al futuro: i teatri delle residenze in Italia, dialogo sul libro curato da Fabio Biondi e Lorenzo Donati; A piedi nudi sulla terra, incontro con Elio Germano sull’installazione immersiva dal romanzo di Folco Terzani.
Alle 17.00 replica di Tutto passa, tutto resta.
Alle 18.00 nella piazzetta del borgo inizia Stracci. Contro l’uomo medio di e con Vittorio Continelli.
L’uomo medio è un mostro. Questo è quanto afferma Orson Welles, nei panni dello scontroso regista cinematografico che interpreta, ne La ricotta di Pier Paolo Pasolini. Da quella affermazione partono una ricerca e un racconto in cui si intrecciano la sceneggiatura del film, le vicende del suo protagonista, un generico che tutti sul set chiamano Stracci, l’Italia degli anni ’60 e quella di oggi.
Il secondo appuntamento con la danza è Come neve, coreografia di Adriano Bolognino.
Benessere significa protezione, condivisione, fertilità della creazione. Intrecciando questi elementi, la performance investe lo spettatore con una nevicata improvvisa di corpi in movimento, ferma il suo tempo davanti alla serena contemplazione di un intreccio consapevole di fili che genera nuove forme. La poesia che trasforma il filato in abito rispecchia infatti la creazione artistica del ballerino, entrambi capaci di dar vita a qualcosa di unico, come un fiocco di neve che cade al suolo.
Alle 20.00 inizia la replica di A piedi nudi sulla terra, mentre alle 21.00 va in scena Pinocchio, spettacolo di Babilonia Teatri e Gli amici di Luca, laboratorio teatrale presso la Casa dei Risvegli Luca De Nigris.
Pinocchio è una scelta di campo. Ascoltare il grillo parlante o il gatto e la volpe, andare a scuola o entrare nel teatro di mangiafuoco, seguire Lucignolo o chiedere consiglio alla fata, ubbidire al padre o fare di testa propria.
Pinocchio è le nostre tentazioni. Le nostre contraddizioni. Le nostre bugie.
La giornata di sabato 27 luglio si conclude con il concerto dei Bandaradan, che meticciano le loro sonorità klezmer, gipsy e balkan con originali riverberi latinoamericani..
Domenica 28 luglio inizia con La commedia più antica del mondo, spettacolo de I Sacchi di Sabbia, che arriva a Trasparenze Festival in dittico con I Persiani – la tragedia più antica del mondo, con Silvio Castiglioni, in scena lo stesso giorno.
C’è una cosa che accomuna la tragedia e la commedia più antiche del mondo: la guerra. Non una guerra lontana, teorica: ma una guerra combattuta sulla porta di casa – una guerra che distrugge e uccide tutto ciò che si ama.
L’ultimo appuntamento con la danza è Piano solo corpo solo, di Simone Graziano e Claudia Caldarano, una performance profondamente legata al nostro tempo, un tempo di negazione del fuori e del contatto, di violazione del corpo e della libertà, di isolamento e confusione.
Trasparenze Festival XII edizione si conclude con il concerto di Gnut, napoletano classe ’81 che prende a piene mani dalla tradizione della propria terra per fonderla con suoni provenienti da luoghi lontani.
Trasparenze Festival
dodicesima edizione
- Gombola (Polinago, MO)
- 24 – 28 luglio 2024
- Parcheggio nel campo da calcio di Gombola in Via Castello; salita al borgo a piedi (durata 15/20 minuti) o con navetta gratuita
Trasparenze Festival anche quest’anno crea una connessione tra Città e Appennino e invita a diventare Spettatori Residenti, acquistando gli abbonamenti a una o più giornate di Festival per vivere tutti gli eventi a contatto con il territorio, usufruendo degli sconti nelle strutture ricettive e nei ristoranti convenzionati.
Informazioni
M +39 345 6018277
biglietteria@trasparenzefestival.it
www.trasparenzefestival.it
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Ufficio stampa
Salvatore Sofia | comunicazione@teatrodeiventi.it









