Patrimonio Dissidente di Cosimo Veneziano al MAC di Lissone

pubblicata il
8 Agosto 2024

Patrimonio Dissidente: la mostra  Cosimo Veneziano a cura di Anna Detheridge e promossa dalla Fondazione Connecting Cultures è in corso al MAC Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (MB)  e racconta la ricerca dell’artista focalizzata sulla nozione di patrimonio e di identità culturale ad esso correlata, guardando con approccio critico alle narrazioni plasmate durante i diversi periodi storico-politici e mutate in relazione alle nuove tendenze e sensibilità della società.

Patrimonio Dissidente, attraverso la realizzazione di un archivio di opere fotografiche rielaborate artisticamente, documenta e racconta una variegata memoria non soltanto scomoda ma talvolta persino imbarazzante di statuaria, monumenti, architetture e paesaggi principalmente italiani, commissionati per motivi diversi e che hanno provocato proteste o polemiche, talvolta vandalizzati o persino rimossi, durante tutto il Novecento e fino ai nostri giorni.

Fra questi la stele di Axum, il Bigio di Brescia, un colosso nudo alto 7 metri e mezzo, il monumento al giornalista Indro Montanelli ai giardini di via Palestro a Milano, la statua di Lenin a Kyiv, rimossa soltanto nel 2015 in seguito alle proteste dell’Euromaidan, alcuni simboli del colonialismo occidentale come la statua di Cristoforo Colombo, abbattuta a Rhode Island e quella del mercante di schiavi Edward Colston, finita nelle acque del porto di Bristol nel 2020.

Nella raccolta anche due controversi monumenti dedicati a figure femminili: la Violata, realizzato ad Ancona in ricordo delle donne vittime di violenza e quello dedicato all’attrice Manuela Arcuri a Porto Cesareo.

“Ho dipinto quello che c’è dietro ai monumenti perché volevo sottolineare il distaccamento che c’è tra il paesaggio in continuo movimento e la staticità di queste statue. Ho voluto dare maggior risalto al contesto e ho voluto restituire, attraverso la tecnica ad anilina con i pigmenti sciolti direttamente sulla fotografia, la presenza molto forte della natura”. (Cosimo Veneziano)

La mostra si apre con le 14 fotografie rielaborate dall’artista che sono allestite in modo bifacciale su casse di legno – le stesse utilizzate solitamente per la movimentazione e la spedizione di opere d’arte – a voler rimarcare il carattere temporaneo dei monumenti, in quanto oggetti precari in costante mutamento e ricollocazione.

La scelta di intervenire sulle immagini con un trattamento manuale di coloritura ad anilina, riportando l’attenzione verso il contorno dei monumenti, rappresenta un tentativo di stabilire una connessione con l’ambiente circostante e i suoi mutamenti, sulla continua oscillazione tra il concetto di monumentalità e la sua stessa decostruzione.

Il percorso espositivo si snoda al primo piano del Museo, rivelando fin da subito il focus della ricerca di Veneziano basato

Come scrive Rica Cerbarano:

“Veneziano esce fuori dalla cornice fotografica, contaminando il bianco della carta con la vitalità del colore. L’ambiente in cui è collocato il monumento si prende il proprio spazio, allargandosi al di là dell’inquadratura che ne fissa, ancora una volta, la forma, soffocando la dimensione instabile dello spazio in cui vivono, insieme a noi, i monumenti”.

Le 14 opere fotografiche realizzate da Cosimo Veneziano nell’ambito del progetto, saranno acquisite dal MAC Museo d’Arte Contemporanea di Lissone nella sua collezione permanente.

Info mostra Patrimonio Dissidente

  • Mostra a cura di Connecting Cultures
    Fino al 6 ottobre 2024
    MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone
    Viale Elisa Ancona 6, Lissone
  • museo@comune.lissone.mb.it

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