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L’arte contemporanea cura. Nel pistoiese grandi artisti e bambini della Fondazione Dynamo Camp

Inerpicata tra le lussureggianti colline dell’Appennino Pistoiese, in una località chiamata Limestre, si nasconde un’oasi di 1200 ettari in cui i sogni danno forma al mondo. È la Fondazione Dynamo Camp un caso unico in Italia di riuscita sinergia tra conservazione, gestione, fruizione ambientale e attivismo sociale.

Si tratta di una struttura, aperta dal 2007, il cui obiettivo è quello di sostenere il Diritto alla Felicità dei bambini affetti da patologie gravi o croniche.

Un diritto che dovrebbe essere scontato, ma che per bambini e ragazzi sottoposti a lunghe degenze in ospedale, cure invasive o con disabilità e per i loro familiari, può risultare una conquista rara.

Al Camp, grazie alla struttura accessibile, alla presenza medica sempre vigile ma discreta (l’infermeria si chiama ClubMed e i medici non indossano il camice) e al metodo inclusivo della Terapia Ricreativa Dynamo, i bambini con patologie sono “semplicemente bambini”.

Dimenticano le loro malattie per essere curati con medicine che certamente hanno sperimentano troppo poco nel coso della loro giovane vita, l’allegria, la spensieratezza.

Durante la settimana di permanenza gratuita nel Camp, infatti, i bambini e le loro famiglie, affiancati dallo staff altamente specializzato di Dynamo e da decine di volontari formati, si cimentano con attività sportive, vita di fattoria, giochi, laboratori che difficilmente potrebbero sperimentare al di fuori di una struttura così attrezzata, organizzata e attenta a ogni esigenza dei propri preziosi ospiti.

Ma c’è ancora di più. Nello splendido spazio verde del Camp è ospitata una galleria di arte contemporanea straordinaria, nel senso letterario della parola, che probabilmente ancora in pochi conoscono, la Dynamo Art Gallery.

Dal 2009, infatti, la Fondazione ha dato vita a Dynamo Art Factory: un progetto che, partendo dalla convinzione del valore sociale dell’arte, vede artisti di fama internazionale trascorrere un periodo al Camp, donando il proprio il proprio tempo e il proprio talento per realizzare, insieme ai bambini e/o ai loro genitori, un progetto artistico pensato ad hoc.

Queste opere, che rappresentano una sintesi tra lo stile dell’artista e la creatività degli ospiti, sono poi donate alla Fondazione ed esposte nella Dynamo Gallery.

immagine per L’arte contemporanea cura. Nel pistoiese grandi artisti e bambini della Fondazione Dynamo Camp
Foto di Andrea Alfieri

Nel corso degli oltre 15 anni di attività la Dynamo Art Factory ha prodotto lavori unici, con la collaborazione di artisti di grandissimo spessore e, di anno in anno, si arricchisce di interventi nuovi, che raccontano le storie dei bambini e dei ragazzi di Dynamo Camp e del loro incontro l’Arte e col fare Arte, secondo l’approccio divertente e inclusivo proprio del metodo Dynamo.

Con questo principio è nata una collezione che spazia dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla video arte, dalle installazioni fino alla cripto arte.

Così, camminando nel bellissimo edificio esteso su due livelli che ospita la collezione, ci si imbatte in pezzi unici come il “Terzo Paradiso” (2017) di Michelangelo Pistoletto, un puzzle di mattonelle disegnate dalle singole famiglie per comporre il simbolo del terzo paradiso, emblema dell’idea di arte come responsabilità sociale portata avanti dal capostipite dell’Arte Povera.

Poi ci si immerge in “A mano A piedi A occhi chiusi” (2023), un’opera meditativa di meravigliosa delicatezza che racchiude la visione poetica di Sabrina Mezzaqui e la memoria e l’esperienza fatta da ogni genitore.

Di forte impatto emotivo è la grande installazione pop realizzata dai bambini con l’artista napoletana Roxy in The Box, in cui i 101 ritratti di “One hundred and One Paul Newman”, celebrano il divo americano che fondò il primo “Hole in the Wall Gang Camp” negli USA, del cui circuito fa parte Dynamo Camp.

Continuando ci si imbatte nella grande costruzione di mattoni (“Città Minime”, 2023) realizzata dai piccoli “camper” con Matteo Mezzadri che li ha trasformati per una settimana in ingegneri e progettisti per mettere in piedi la città in miniatura che occupa una intera stanza della galleria.

I ragazzi del Dynamo Camp si sono cimentati anche con le “cancallature” di Emilio Isgrò (“Cancellature Dynamiche, 2021) che ha usato i testi di Harry Potter per coinvolgerli nella sua poetica.

O Gian Maria Tosatti che con il suo “Quaderno dei sogni, Agosto 2017” (2017) ha fatto vivere ai ragazzi la straordinaria esperienza di creare una installazione site specific nelle ex Scuole di SMI di Campo Tizzolo (PT).

È impossibile citare tutte le opere esposte e una visita alla galleria è l’unico modo per fare una esperienza immersiva in un’arte contemporanea in cui la contaminazione – quella tra artisti e bambini del Camp – porta non solo i bambini ad approcciare nuovi linguaggi, ma anche gli artisti a sperimentare nuove fonti di ispirazione.

Come nel caso di Solomostry che, lavorando con bambini ciechi, ha compreso l’importanza di utilizzare il bassorilievo per disegnare i suoi mostri, per un’esperienza di arte inclusiva.

Andando via da questo magico luogo, ci si imbatte nella scultura all’aperto di Pistoletto che rappresenta il suo “Terzo Paradiso” composto da doghe di legno colorate sulle quali i bambini, i ragazzi e i loro genitori, possono scrivere i loro sogni, i loro desideri, le loro riflessioni sull’esperienza vissuta al Dynamo Camp.

Ogni frase è un messaggio che arriva dritto al cuore e camminare su questa passerella, leggere a ogni passo le loro frasi, aiuta ognuno di noi a capire la forza della vita: “non smettere mai di sognare”, “un sorriso guarisce”, “il coraggio di fare quello che fa paura”. “Il sole oltre le nuvole”.

Tutti i programmi di Dynamo Camp sono offerti in modo completamente gratuito e resi possibili grazie alla raccolta fondi, alla generosità di individui, aziende e fondazioni che – col loro senso di responsabilità sociale – contribuiscono a rendere possibile il Diritto di essere Felici.

Info

immagine per Maria Teresa Capacchione
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Curatrice indipendente specializzata in arte contemporanea indiana, è stata direttrice artistica dello spazio San Lo’ Arte di Roma e ha collaborato con la galleria romana Z2O di Sara Zanin.
 Nel 2014 è stata invitata a Calcutta dalla Abhishek Basu Contemporary Foundation (A.B.C.) per una Residenza per Curatori. È responsabile della comunicazione in una società di servizi e come giornalista scrive - per lo più di arte contemporanea indiana - su riviste di settore.

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