A pochi anni dalla sua scomparsa, Oliviero Leonardi, l’artista della pittura ceramica ad alto fuoco, di cui fu pioniere nella Roma tra gli anni ‘70 e ‘90, torna a far parlare di sé grazie all’immenso lavoro di recupero delle opere e archivio dei materiali mediatici di cui si è occupata l’associazione che porta il suo nome.
La sperimentazione e l’innovazione tecnica sono state elementi centrali della ricerca artistica di Leonardi. Il metodo della pittura a smalti su lastre di acciaio cotte a 900 gradi, fu all’epoca unico e all’avanguardia; ancora oggi le sue opere rappresentano la volontà di spingersi oltre i canoni tradizionali per esplorare la storia umana che, come allora, secondo il pensiero dell’artista, deve ancora compiersi.
Il culto per l’eternità è il filo conduttore del suo lavoro che ha sempre ritenuto dover resistere al tempo e viaggiare in esso, portando nel futuro la sua visione universale.
La scuola d’arte Romacrea, da lui fondata nel 1972 è l’incarnazione di questo ideale e per oltre venticinque anni ha accolto numerosissimi studenti con l’intento di far sperimentare e tramandare le sue innovative tecniche pittoriche e scultoree.
Dall’instabilità del secondo dopo guerra vissuta in giovinezza Oliviero Leonardi trae spunto per andare alla ricerca del buono e per comprendere, attraverso lo studio delle origini dell’universo, la condizione umana; allora come oggi i conflitti armati generano altrettanti conflitti interiori che spingono alla riflessione e al bisogno di mettere ordine ai pensieri e alle azioni.
I colori, impressi a fuoco sull’acciaio e poi cotti ad altissima temperatura hanno il compito di narrare e dare valore all’universo; materia e spiritualità si fondono grazie all’azione purificatrice del fuoco; l’emotività del colore si esprime nella gioia della trasformazione cromatica che grazie al calore, permette al bianco dell’acciaio di brillare e liberare tutti gli altri colori.
Mentre conscio e inconscio guidano Leonardi nella sua ricerca, la forza della natura che trasuda da queste opere è quella di una natura in pericolo che è necessario preservare e racchiudere in tanti piccoli scrigni; le lastre di Leonardi e il luccichio del metallo in qualche modo simulano quei tesori che vanno assolutamente recuperati , conservati e celebrati.
Il suo pensiero artistico, influenzato all’epoca dal surrealismo di Ernst, e dall’arte informale materica di Tàpies si esprime nell’estrema necessità di opporsi ad un ordine prestabilito; la sua indagine si traduce in un grido di libertà, nel bisogno attuale di riconnetterci al nostro corpo e alle nostre origini.
Leonardi aveva studiato le filosofie orientali, i simboli esoterici e le lingue antiche, oggetto e ispirazione delle sue opere; grazie a questo suo viaggio a ritroso nel tempo e nelle tradizioni, la sua visione dell’uomo passava attraverso spirito, energia e disciplina, tutti elementi presenti nella materia che egli trattava e proiettava su più dimensioni.
Egli era profondamente affascinato dalla scienza e dalla cosmogonia e questa sua infatuazione si manifestava attraverso forme astratte e colori vibranti che evocavano galassie lontane, maschere, simboli esoterici, antichi guerrieri, figure extraterrestri e astronavi spaziali, tutte immagini tra di loro, strettamente interconnesse
La magia dell’inconscio lo guidava nella sua ricerca cosmogonica per poi tornare al futuro che è un presente in continuo divenire.
In una delle sue opere più rappresentative, L’uomo del futuro ha viaggiato a ritroso nel tempo per poi tornare sulla terra, e solo dopo aver sperimentato l’universo ancestrale, è in grado di ricongiungersi al suo io reale.
Questa sorta di metamorfosi lo ha reso cosciente del suo passato e pronto ad affrontare il futuro con occhi nuovi; egli sa di far parte di una storia umana in continuo mutamento; il suo viaggio gli ha permesso di captare i segnali del cosmo sconosciuto e di affidarli a Leonardi perché li traduca nelle sue opere e li blocchi per sempre su una fredda lastra di metallo, che per lo stesso principio di mutazione, una volta surriscaldata, ricorda il passaggio tra l’era glaciale e quella attuale
L’uomo del futuro di Leonardi è di per sé l’avveniristica visione dei bisogni odierni legati ai cambiamenti del pianeta e al nostro cercare di comprenderli in un’ottica globale, che includa il rispetto della natura, di noi stessi e del nostro patrimonio emozionale.
Copyright 2024 Association Oliviero Leonardi.
Simona Albani nasce a Roma dove vive e lavora. Ha studiato Storia dell’Arte e Letteratura Moderna e Contemporanea all’Università La Sapienza laureandosi in Storia e Critica del Cinema. L’amore e la passione per l’arte fanno parte di un’eredità familiare che si tramanda da almeno un paio di secoli, a partire dal padrino del suo bisnonno e al bisnonno stesso, entrambi pittori di cui restano testimonianze in più parti d’Italia. Da anni si dedica all’elaborazione di testi critici per cataloghi e presentazioni di mostre e artisti sia a livello nazionale che internazionale. Ha curato personalmente alcuni progetti di arte urbana e collaborato con alcune gallerie di Roma in occasione di mostre ed eventi. È co-fondatrice dell’associazione culturale “Progetti Smarriti” un luogo dove raccogliere, condividere e dare spazio all'arte e alla creatività e con la quale promuove l’arte contemporanea in tutte le sue forme.







3 risposte
Onorato di averlo “conosciuto” di essere stato suo allievo e anche ospite in via Aurelia per un mese in un periodo difficile della mia vita alla morte di mia madre e che coincideva anche per il Maestro con un periodo di amarezza per doversi recare in Francia per trovare un luogo dove sistemare tutte le sue opere in seguito allo sfratto imminente , correva l’anno 1997 e sarò per sempre grato al al Maestro Leonardi e a sua moglie per i suoi insegnamenti nell’ arte ,filosofia
e per il suo supporto umano .
Oliviero mio grande maestro per tanti anni riuscito a farmi trovare un mondo dell’arte tutto mio per poter parlare con le mie opere e farle essere vive e utili e per poter trasmettere la pittura , ceramica e…molto di più agli altri. A lui un grande abbraccio dove si trova.
Era il 1976 ed avevo 9 anni. Non ricordo esattamente dove eravamo, credo al Piper: c’era Oliviero Leonardi che ha firmato delle stampe con dedica a me, mio fratello e i miei genitori. Mio padre fece incorniciare queste 3 riproduzioni di sue opere che mise in sala. Sono cresciuta con queste sue immagini: in sala studiavo, ripassavo e spesso lo sguardo si intrecciava nelle sue opere dai colori vivaci, si fermava sulla sua firma libera e decisa, con il logo dal sapore geometrico. A queste immagini è legata la mia infanzia, a queste immagini ho raccontato un po’ di me e loro un po’ di se’ accompagnando il mio percorso da Biologa, microbiologa. Ed ora a distanza di 50 anni mi portano in un istante a quel tempo. Loro sono casa, sono emozioni, sono me.