Post Scriptum
Un museo dimenticato a memoria
MACRO, Roma
4 ottobre 2024 – 16 febbraio 2025
Con Tolia Astakhishvili (con Thea Djordjadze, Heike Gallmeier, Dylan Peirce), Absalon, Vincenzo Agnetti, Maurizio Altieri, Alex Bag, Beatrice Bonino, Victor Cavallo, Francesca Cefis, Buck Ellison, Luciano Fabro, Hamishi Farah, Simone Forti, Pippa Garner, Alberto Garutti, Isa Genzken, Lenard Giller, Felix Gonzalez-Torres, Adam Gordon, Pierre Guyotat, Sohrab Hura, Thomas Hutton, Allan Kaprow, KUKII (aka Lafawndah), Rosemary Mayer, Sandra Mujinga, Charlemagne Palestine, Paolo Pallucco & Mireille Rivier, Lorenzo Silvestri, Diane Simpson, Gillian Wearing, Issy Wood

“Dimenticare a memoria” è un’espressione coniata alla fine degli anni Sessanta da Vincenzo Agnetti (1926-1981).
Il titolo della collettiva che conclude la programmazione del MACRO con la direzione artistica di Luca Lo Pinto la prende in prestito per suggerire l’approccio agli esiti di un progetto che in cinque anni ha portato l’istituzione museale a interrogarsi sulla propria identità, le proprie modalità di produzione e relazione con gli artisti e il pubblico.
Il museo si riflette in una mostra, diffusa in tutta la sua architettura, in una superficie di oltre 10.000 metri quadri.
Le opere sono quelle di oltre 30 artisti italiani e internazionali, tra cui quelle prodotte per l’occasione di Tolia Astakhishvili (con Thea Djordjadze, Heike Gallmeier, Dylan Peirce), Maurizio Altieri, Beatrice Bonino, Francesca Cefis e Lukas Wassmann, Pippa Garner, Lenard Giller, Thomas Hutton, KUKII (aka Lafawndah), Rosemary Mayer, Charlemagne Palestine, Lorenzo Silvestri, Gillian Wearing.
Tra le altre opere esposte quelle di artisti storicizzati, come Luciano Fabro, Isa Genzken, Felix Gonzalez-Torrres, Simone Forti, e di alcune delle voci più affermate della giovane scena artistica come Issy Wood, insieme all’opportunità di incontrare figure viste più raramente, come Pierre Guyotat o Absalon, o che hanno portato una prospettiva artistica nella moda, come Maurizio Altieri, e nel design, come Paolo Pallucco & Mireille Rivier, o ancora artisti emergenti come Hamishi Farah e Sandra Mujinga.

Post Scriptum. Un museo dimenticato a memoria è una mostra speculare a Editoriale, la collettiva diffusa in tutto il museo con cui nel 2020 si era aperta la programmazione dichiarandone gli intenti e le direzioni.
Seguendo la metafora di un magazine, il progetto si è sviluppato per cinque anni con l’impianto editoriale di otto sezioni tematiche corrispondenti alle diverse sale del museo.
Alcune hanno indagato l’idea stessa di mostra, altre l’hanno sfidata nelle sue convenzioni, includendo nella dimensione espositiva figure fuori dal sistema, e linguaggi altri, come il design, la musica, l’editoria: un palinsesto che si è composto di oltre 60 mostre, con il coinvolgimento di 250 artisti, sotto il titolo unitario di Museo per l’Immaginazione Preventiva.
Se il concetto di museo è intrinsecamente legato all’idea di Storia, qui l’istituzione stessa è stata concepita come una mostra sperimentando un approccio poetico rispetto al racconto lineare, uscendo dalla Storia del museo per entrare nelle storie delle mostre. Si è tentato di proporre un diverso modello di museo che rispecchiasse lo stato d’animo di un presente in cui ogni soggetto è costretto a un ripensamento del suo stare al mondo.
Per la sua conclusione, seguendo una precisa e coerente scrittura curatoriale e in una perfetta circolarità, il museo torna neutrale, liberandosi della struttura editoriale che l’ha definito in questi anni e dando spazio a una mostra che guarda al passato e al presente in una prospettiva futura.
La mostra non segue una narrazione lineare, crea piuttosto un finale aperto, fatto di associazioni inaspettate, linguaggi diversi, e spunti inediti – o raramente visti in Italia – alla tradizione dell’institutional critique, metabolizzandoli e restituendoli al museo in quanto entità vivente e in divenire.

Ad anticipare l’opening della mostra sarà il 5 settembre l’inaugurazione di Yard di Allan Kaprow, environment del 1961 che è ancora oggi il manifesto di un’arte capace di fondersi con gli spazi esistenti e i contesti sociali in cui è situata, criticando l’idea del potere individuale dell’artista a favore della collettività, e negando l’idea che l’opera debba necessariamente aspirare a una condizione definitiva.
La mostra Post Scriptum. Un museo dimenticato a memoria è promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo.
Post Scriptum
Un museo dimenticato a memoria
- A cura di Luca Lo Pinto
- 4 ottobre 2024 – 16 febbraio 2025
Martedì – venerdì: 12.00 – 19.00 Sabato e domenica: 10.00 – 19.00 Lunedì chiuso
Opening 4 ottobre, dalle ore 18 alle ore 21 - MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma
Via Nizza 138, 00198 Roma - Biglietti
Intero 6 € | Riduzioni e tariffe speciali 4 € | Ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni
Gratuito tutti i martedì e per i possessori della Octopus Membership
Info
+39 06 696271
info@museomacro.it
www.museomacro.it
Ufficio stampa
Maddalena Bonicelli | press@museomacro.it








