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Conclusione della sessantaseiesima Biennale di Venezia. Il viaggio continua

di Donatella Pinocci

Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere è il titolo della sessantaseiesima edizione della Biennale di Venezia, ormai giunta in fase conclusiva, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco e curata da Adriano Poderosa, il primo curatore della Biennale Arte proveniente dall’America Latina.

È stata concepita, come poeticamente espresso dal Presidente, come un viaggio senza pregiudizi… Straniero tra gli stranieri è – a piedi scalzi – il viandante in cammino tra i tratturi più impervi, mendico nei cui stracci sovente si nasconde un Dio.

All’Arsenale, cartografie e traiettorie parlano di viaggi, mentre fuori, il viaggio prosegue tra barche, ancoraggi, approdi-naufragi e piccole barche di carta definendo movimenti di persone, arte e solidarietà.

ARSENALE

Bouchra Khalili è un’artista franco-marocchina nata a Casablanca, Marocco, nel 1975, vive a Vienna realizzando narrazioni raccolte da persone escluse dall’appartenenza alla cittadinanza: rifugiati e apolidi. The Mapping Journey Project raccoglie un lavoro di tre anni che parte dall’ascolto del loro vissuto, dando voce alle loro esperienze. Otto video, inquadrati a piano fisso, rappresentano una mappa geografica sulla quale una mano e una penna ricostruiscono i percorsi intrapresi.

immagine per Arsenale - Bouchra Khalili - Casablanca Marocco - Otto video inquadrati a piano fisso rappresentano una mappa geografica sulla quale scorrono una mano ed una penna che ricostruisce i percorsi intrapresi dalle persone provenienti dalle rotte e dell’Africa settentrionale e orientale, del Medio Oriente e dell’Asia meridionale. Photo by Donatella Pinocci
Arsenale – Bouchra Khalili – Casablanca Marocco – Otto video inquadrati a piano fisso rappresentano una mappa geografica sulla quale scorrono una mano ed una penna che ricostruisce i percorsi intrapresi dalle persone provenienti dalle rotte e dell’Africa settentrionale e orientale, del Medio Oriente e dell’Asia meridionale. Photo by Donatella Pinocci

Otto serigrafie traducono i viaggi in forma di costellazioni, una sorta di astronomia del viaggio che si radica nella mitologia.

immagine per Arsenale - Bouchra Khalili Casablanca Marocco. Otto serigrafie in forma di costellazioni. Photo by Donatella Pinocci
Arsenale – Bouchra Khalili Casablanca Marocco. Otto serigrafie in forma di costellazioni. Photo by Donatella Pinocci

Durante i giorni di apertura della Biennale diverse iniziative hanno colorato i canali della città lagunare con vele colorate e racconti di  viaggio via mare.

ART EXPLORER FESTIVAL
CULTURAL ODYSSEY IN THE MEDITERRANEAN

Art Explora è una Fondazione internazionale di arte e cultura non-profit, fondata nel 2019 dalla collaborazione tra Francia e Regno Unito.

La fondazione coinvolge artisti, volontari e organizzazioni culturali, per esplorare diverse espressioni artistiche con l’obiettivo di attivare trasformazioni culturali.

Durante i giorni di apertura della Biennale 2024 sono state presentate:

    • Le vele originali della banchina, alte 21 metri, commissionate da Laure Prouvost: Ideally you would sea where to go – Here we dream of no more front tears
    • L’iconica opera Love Difference – Mar Mediterraneo di Michelangelo Pistoletto, un tavolo a forma di Mediterraneo realizzato con specchi e circondato da sedie tutte differenti l’una dall’altra, a rappresentare la ricchezza culturale dei diversi paesi.
    • Mass Struggle, dell’artista libanese Avran Zataari, un’installazione pavimentale a forma di Mar Mediterraneo, commissionata dalla curatrice internazionale del festival Amanda Abi Khalil e da Danielle Makhoul.

Dalla primavera del 2024 all’autunno del 2026, la nave-museo è approdata in 15 Paesi del Mediterraneo, culla di grandi civiltà e crogiolo di molte culture, riunendo artisti, curatori di mostre, organizzazioni culturali, associazioni e istituzioni educative per immaginare collettivamente una nuova visione del Mediterraneo.

In Marocco è stata ormeggiata dall’11 al 17 ottobre 2024, presso il Quai de Bouregreg, a Rabat sono state presentate: Presents, una mostra immersiva realizzata con la collaborazione del Museo del Louvre; un viaggio sonoro nel Mediterraneo creato da Ircam in collaborazione con il Centre Pompidou, con le vele di Laure Prouvost.

L’Art Explora Festival ha concluso il suo viaggio a Málaga, Spagna, dove dal 31 ottobre al 10 novembre 2024 è stato possibile salire a bordo e visitare la mostra.

ATELIER DELL’ERRORE

Vela d’Artista è un progetto curato e coordinato da Sibille Righetti, direttrice generale di Edipo Re, in collaborazione con Silvia Pop, direttrice artistica.
Atelier Dell’Errore AdE_VELA_Rapido è un’installazione di una vela d’artista per Edipo Re, un’imbarcazione nata come peschereccio di tipo rapido costruito nei cantieri di Pola nel 1943. Questa imbarcazione ospitò Pier Paolo Pasolini e Maria Callas durante la realizzazione dell’omonimo film del 1967, scritto e diretto da Pasolini e liberamente tratto dalla tragedia di Sofocle.

In occasione della Biennale 2024, il varo ha restituito all’imbarcazione il suo ruolo da protagonista presso il bacino di San Marco, nei giorni 17-21 aprile, dalle 12:00 alle 17:00. Edipo Re è diventata un padiglione itinerante nella laguna di Venezia, fino ad approdare al Festival del Cinema di Venezia 2024.

La vocazione dell’imbarcazione è quella di salvezza per le creature terrestri, una vocazione etica, già delineata in passato, quando, al termine della Seconda Guerra Mondiale, fu utilizzata dagli italiani istriani per aggirare la cortina di ferro.

Il progetto Vela d’Artista è nato nel 2022 nel cuore di Venezia con lo scopo di connettere la Biennale Arte e la Biennale Cinema attraverso la creazione di una vela simbolo di connessione tra arte, sostenibilità e inclusione.

AdE_VELA_Rapido è un’opera site-specific di Atelier dell’Errore (AdE): una randa alta 18 metri e larga 5, realizzata con il supporto di Collezione Maramotti e il contributo di Gianni Belletti e Tokatzian, che hanno reso possibile la seconda edizione di Vela d’Artista.

AdE ha creato un’opera in cui il disegno diventa la struttura portante della vela stessa, realizzata con 50 coperte termiche utilizzate per il soccorso, unite tra loro. L’immagine raffigurata è bifronte: una “costellazione di vasi organici” tenuti insieme da un tessuto “tendineo”.

L’opera è stata progettata e realizzata da una comunità di persone neuro-divergenti che, collaborando, dimostrano come l’arte possa essere un’esperienza di inclusione, sostenibilità e bellezza.

Dopo il varo a Venezia in occasione della Biennale d’Arte e la connessione con la Biennale Cinema, l’Atelier dell’Errore continua il suo viaggio nei laboratori di arti visive che l’artista Luca Santiago Mora dedica ai bambini neuro-divergenti seguiti dalle aziende sanitarie locali di Bergamo e Reggio Emilia.

Nato nel 2002 come laboratorio di arti, dal 2018 l’Atelier si è costituito come studio d’arte cooperativo, con i genitori dei ragazzi come soci fondatori.

WHEN SOLIDARITY IS NOT A METAPHOR

Evento a cura di Natasa Petresin-Bachelez, creato da Alserkal Initiatives in partnership con Cité Internationale des Arts e LIGHTBOX. Hanno partecipato gli artisti Majd Abdel Hamid, Yana Bachynska, Rehaf Al Batniji, Paula Valero Comín, Saad Eltinay, D Harding, Adelita Husni-Bey, Nge Lay, Olivier Marboeuf, Koushna Navabi, Shada Safadi, Dima Srouji e Jasbir Puar.

Si è tenuto dal 16-21 aprile 2024, grazie al contributo di DAAR—Sandi Hilal e Alessandro Petti, Initiative for Practices and Visions of Radical Care (Bani Khoshnoudi, Magdi Masaraa, Elena Sorokina), Maya Al Khaldi e Sarouna, Zora Snake, Saul Williams e Anisia Uzeyman.

immagine per When solidarity is not a metaphor - Paula Vaiero Comin, Manifestation Vegetale. Photo by Donatella Pinocci
When solidarity is not a metaphor – Paula Vaiero Comin, Manifestation Vegetale. Photo by Donatella Pinocci

La mostra ha fornito una panoramica contemporanea e globale dell’attuale momento storico, caratterizzato da guerre civili, uccisioni, colonialismo, tossicità climatica, uso di tecnologie inadeguate e disumanizzanti, e focolai di guerra.

Questo evento è un esempio di come l’arte possa tentare di opporre resistenza rispetto alle mentalità capitaliste che guidano le scelte politiche ed economiche del pianeta.

La mostra è stata la testimonianza  come l’arte possa dare voce a situazioni di criticità, ristabilendo attenzione e ascolto ai valori umani e alla dignità dei popoli violati. Il titolo si ispira al libro Decolonization Is Not a Metaphor (2012) degli autori Eve Tuck e Wayne Yang.

La solidarietà non è una metafora, ma una pratica costante di attenzione e alleanza sociale rivolta a persone o gruppi che vivono situazioni di ingiustizia, con l’obiettivo di sviluppare il senso di solidarietà come forza di cambiamento.

La mostra d’arte, strutturata in sezioni, comprendeva installazioni, esposizioni fotografiche, video, performance, momenti di incontro e conversazione, e progettazione durante i sei giorni di apertura al pubblico.

Il viaggio prosegue nella solidarietà che non è una metafora, nei luoghi che richiedono interventi artistici per attivare, attraverso l’arte, cura e denuncia nei casi di ingiustizie e sopraffazioni.

immagine per When solidarity is not a metaphor - Nge Lay - Spring Hero #2 - 2021. Photo by Donatella Pinocci
When solidarity is not a metaphor – Nge Lay – Spring Hero #2 – 2021. Photo by Donatella Pinocci

NAUFRAGI – APPRODI
Venezia, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro

Inaugurata il 18 aprile 2024, a cura di Alessandro Zuccari, Naufragi – Approdi è l’installazione dell’artista César Meneghetti e dei Laboratori d’Arte della Comunità di Sant’Egidio.
Artisti con disabilità hanno elaborato e condiviso con l’artista riflessioni sui viaggi dei migranti e sulla tragedia vissuta lungo le rotte in mare verso l’Europa.

La mostra ha dialogato incessantemente con il tema dell’essere stranieri ovunque, per non dimenticare chi è approdato al mare e nel mare è rimasto.

L’installazione si compone di un mare digitale, che racconta naufragi e approdi attraverso un mantra scandito dalle onde. Il colore del mare cambia dal blu al rosso e si geometrizza digitalmente, con la costante rappresentazione dello scorrimento dei nomi delle persone che lo hanno attraversato e sono naufragate. Persone fragili come barche di carta, fogli piegati dalla sorte di cui resta una flebile traccia.

3129 piccole barchette di carta bianche sono state intervallate da alcune di colore rosso, che insieme hanno definito forme sul mosaico pavimentale della Ca’ d’Oro. Queste barche di carta, realizzate dagli artisti della Comunità di Sant’Egidio, riportano ad un mosaico simbolico di memoria rappresentando quanto accaduto e troppo spesso dimenticato.

Alcune barche, offerte ai visitatori, presentano una scritta stampata in rosso, ricavata dalle frasi raccolte in vari modi (registrazioni, digitazione al computer, scrittura) durante le riunioni dei Laboratori artistici della Comunità di Sant’Egidio.

immagine per Naufragi - Approdi Venezia Ca’ d’Oro - Galleria Giorgio Franchetti dell’artista César Meneghetti e dei Laboratori d’Arte della Comunità di Sant’Egidio. Photo by Donatella Pinocci
Naufragi – Approdi Venezia Ca’ d’Oro – Galleria Giorgio Franchetti dell’artista César Meneghetti e dei Laboratori d’Arte della Comunità di Sant’Egidio. Photo by Donatella Pinocci

La mostra ha il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri brasiliano, IGR (Istituto Guimarães Rosa), Ambasciata del Brasile a Roma e della Sapienza Università di Roma.

Nato nel 2015, il Programma dei Corridoi Umanitari è stato attivato da Sant’Egidio in collaborazione con la Federazione delle Chiese Evangeliche, la Tavola Valdese e CEI-Caritas. Grazie ad accordi con i ministeri dell’Interno e degli Esteri, i corridoi umanitari hanno consentito finora l’arrivo legale in Europa di 7000 persone da Libano, Etiopia, Grecia (isola di Lesbo), Cipro, Libia e Pakistan.

Si tratta di rifugiati in condizione di particolare vulnerabilità, accolti a spese delle associazioni firmatarie in un percorso di integrazione che comprende corsi di lingua, avviamento al lavoro e iscrizione scolastica per i minori.

Ad oggi, rappresenta la proposta internazionale più efficace per affrontare la realtà migratoria, ed è stata possibile grazie al sostegno della Direzione regionale Musei del Veneto e della Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro.

L’installazione si completa con due opere realizzate: da Marianna Caprioletti (artista con sindrome di Pendred), che propone una parodia grafica de La zattera della Medusa di Théodore Géricault, memore del naufragio avvenuto nel 1816 al largo delle coste africane; e da Roberto Mizzon, che, sfidando le sue difficoltà motorie, ribalta il destino della zattera: il suo trittico è dedicato all’approdo possibile realizzato dai Corridoi Umanitari, grazie ai quali sono giunti in sicurezza e legalmente in Europa oltre 7000 profughi.

NAUFRAGI – APPRODI
ROMA – Antico Complesso monumentale del San Michele – Istituto Centrale per il Restauro
dal 10 ottobre al 3 dicembre 2024

La mostra conclusasi il 15 settembre a Venezia prosegue il suo viaggio verso Roma, per un nuovo approdo nella direzione dell’antico Porto di Ripa Grande. Il giorno dell’inaugurazione, a Roma, è stato possibile ritrovare il mare digitale presentato a Venezia in occasione della Biennale, riguardo al quale l’artista César Meneghetti ha invitato i visitatori ad una ulteriore riflessione sulla necessità di distinguere il vero e l’umano dal digitale e virtuale.

L’artista ha condiviso inoltre con i presenti l’effetto commozione che ha potuto constatare nelle persone che a Venezia hanno visitato la mostra e che hanno depositato nell’installazione una barchetta di carta esattamente come in chiesa si accende una candela, con profondo coinvolgimento e sacralità.

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Alessandro Zuccari curatore Naufragi – Approdi. Inaugurazione del 10 ottobre ‘24 Antico Complesso monumentale del San Michele – Istituto Centrale per il Restauro, Roma. Photo by Donatella Pinocci

Il curatore Alessandro Zuccari, ha sottolineato come il nuovo approdo dell’installazione sia stata una  richiesta dell’Istituto Superiore del Restauro e il giorno della inaugurazione ha detto:

“La mostra è partita dalla Ca’d’Oro, non un posto qualunque, per una scelta paradossale, la casa più bella di Venezia, città di mare e regina del Mediterraneo per vari secoli.
Doveva essere il luogo dove fermarsi ad ascoltare, un luogo bello, un luogo significativo, un luogo di passaggio, un luogo attrattivo, per immergersi in qualcosa che spesso guardiamo distrattamente…
Venire oggi dalla Ca’d’Oro all’ex Carcere femminile del San Michele, poi trasformato in Carcere minorile ha un grande significato, è luogo di silenzio, ovvero di ascolto.”

Il San Michele diventa così luogo di eccellenza culturale,  nel quale ritrovare virtualmente il mosaico della memoria della loggia veneziana della Ca’d’Oro che ci permette di non dimenticare quelli che sono scomparsi… ciascuno è persona, è valore, è vita e merita di essere ricordato soprattutto quando è ignorato e quando la propria vita è finita nel naufragio.

 

Il video dialoga anche con le opere di Marianna Caprioletti che reinterpreta l’iconica opera di Géricault, e quella dell’artista Roberto Mizzon, Corridoi umanitari, che nell’insieme costituiscono una narrazione da ascoltare tra le barche di carta realizzate dalla comunità di Sant’Egidio.

La mostra sarà aperta al pubblico ogni giovedì dalle ore 10:00 alle 18:30 si concluderà il 3 dicembre in occasione  della giornata Internazionale delle Persone con Disabilità.

Il viaggio continua,
continuano le traiettorie di barconi lungo le rotte che inseguono sogni e speranze,
continuano a morire persone in mare, in guerra e in situazioni di sopruso,
continua il viaggio nella solidarietà che non è una metafora,
continuano a lavorare le piccole comunità costituite da persone speciali che non vogliono dimenticare chi resta senza un nome.

immagine per donatella pinocci
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Artista visiva e curatrice indipendente. Vive e lavora a Roma. Ha studiato presso la Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma. Inizia il proprio percorso professionale come architetto, per occuparsi successivamente di design e arte. È co-curatrice di 100%PERIFERIA (centoxcentoperiferia) progetto di riqualificazione culturale urbana e di QUADRATONOMADE, Museo itinerante, costituito da opere d’arte in scatola, di cui al sito: http://www.centoxcentoperiferia.com Dal 2008 al 2018 conduce un’intensa attività di ricerca artistica in forma di eteronomia che le ha permesso di lavorare in anonimato. La sua ricerca analizza e misura il reale in rapporto alla stato dell’evoluzione umana e a quello della ricerca scientifica. Il suo intento è di riuscire a rappresentare il reale in forma di onde (frequenze sonore e luminose) con l’idea di ascoltare la luce e vedere il suono. Ha partecipato a diverse mostre, tra cui: Centro Congressi La Nuvola di Roma; Cavallerizza di Palazzo Costantino e di Napoli ai Quattro Canti a Palermo, Galleria Nazionale di Cosenza; Pinacoteca Civica di Reggio Calabria.

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