Vodka Cola
Matteo Gatti
Opening | mercoledì 26 Febbraio, dalle 18
On view: 26 Febbraio – 24 Aprile
da Lunedì a Venerdì 15.00 – 18.00 e su appuntamento
Playlist by Galleria Giampaolo Abbondio
Via Carlo Poma 18 – Milano (ingresso da via Archimede)
“Ezio si è alzato stanco, come ogni mattina da un tempo che non dice più quando è iniziato.”
Alessio Barettini

La nuova mostra di Matteo Gatti, si colloca in un punto di frattura tra epoche e ideologie, invitando a riflettere sulle intricate relazioni tra luoghi, lavoro e sfruttamento.
Con lo sguardo lucido e ironico che caratterizza tutta la sua ricerca, l’artista esplora le trasformazioni radicali che hanno segnato il passaggio dal mondo industriale tradizionale a un presente dominato dalla fluidità economica e sociale, in cui i confini tra lavoro, consumo e vita privata si dissolvono sempre più.
La mostra si sviluppa come un viaggio attraverso i resti di un passato fatto di fabbriche e confini materiali, in cui il dominio economico e politico era tangibile, visibile, persino sfidabile, e il presente, dove le logiche produttive e di consumo permeano ogni aspetto della quotidianità.
Un mondo in cui il rifiuto netto e consapevole si dissolve in una realtà liquida, che impone nuove forme di consapevolezza e creatività per resistere o adattarsi a una forma di progresso apparentemente inarrestabile.
Al centro della riflessione di Gatti si colloca l’ossessione per una produttività incessante, a cui si contrappone un’”eroica improduttività”: uno spazio di sottrazione e assenza che diventa fertile terreno per desideri e passioni svincolati dalle logiche economiche.
Qui l’inazione non è negazione, ma un atto di resistenza, un’esplorazione dell’essere al di fuori della dittatura del fare.
Un intreccio di critica politica, analisi sociologica e sperimentazione artistica si riflette perfettamente nella mostra di Matteo Gatti, che esplora le contraddizioni del presente e i confini ambigui tra ideologie, economie e identità.
Se il disincanto verso le grandi narrazioni sembra definitivo, resta aperta la domanda su nuove forme di ribellione: la rabbia, intesa come coscienza poetica e politica, non scompare, ma assume nuove configurazioni, come suggerisce un’opera in mostra che ne intercetta la latenza e la trasforma in visione.
Attraverso installazioni, fotografie e interventi site-specific, Gatti intreccia passato e presente, visibile e invisibile, costruendo un dialogo che sfida lo spettatore a interrogarsi sui propri spazi di resistenza futura.
Ad accompagnamento della mostra i testi di Alessio Barettini.
Matteo Gatti (nato nel 1989 a Olgiate Olona, vive e lavora a Torino) è un artista visivo la cui ricerca esplora l’ibridazione tra elementi naturali e culturali, sovvertendo i processi evolutivi biologici e psichici.
La sua pratica combina disegno, materiali grezzi come sale e resine, e oggetti di recupero, creando cortocircuiti visivi. Ha esposto in mostre personali e collettive.
Playlist by Galleria Giampaolo Abbondio
Via Carlo Poma, 18, 20129 Milano (ingresso da Via Archimede)
T: +39 02 00680350 / Mail: info@giampaoloabbondio.com
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 14 alle 18 / su appuntamento