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Alla A plus A Gallery Barbara Prenka, What time is it between my fingers?

data dell'evento
30 Marzo 2025

luogo
Venezia

Barbara Prenka
What time is it between my fingers?
A plus A Gallery, Venezia
30 marzo – 15 maggio 2025

Il ricamo, una tecnica artistica più antica del mito di Aracne, attacca. Attacca il filo del presente, del passato e del futuro. Muovendo le dita intreccia azioni e memorie e il tempo scorre fra le dita. Ricamo e attacco gli dèi, la filosofia, la storia, la natura, attacco la fisica. Ma in quale direzione della freccia del tempo corre l’attacco?

La mostra personale di Barbara Prenka alla A plus A Gallery What time is it between my fingers? evoca quelle vibrazioni ai bordi che, come suggerito da Hilbert [1], potrebbero invertire la freccia del tempo.

L’arte potrebbe intrecciare i piani temporali in una maniera nuova — fare e disfare la storia e le memorie come se fossero un letto.

Prenka collega passato, presente e futuro utilizzando tecniche tramandate come il disegno e il ricamo, ispirandosi però a pratiche sociali nuove, alla possibilità di una filosofia e di una fisica con nuove aperture e domande.

L’artista sembra persino chiedersi se il presente e il futuro non abbiano forse il potere di cambiare il passato.

immagine per Prenka A plus A

What time is it between my fingers? trasporta dalla A plus A Gallery fino a un letto d’infanzia in un’Europa collettiva e condivisa. Questo letto si trova in Kosovo, e siamo nel 1990.

Durante la prima guerra combattuta sul suolo europeo dopo la fine della seconda guerra mondiale, i centrini, i copriletti ricamati, i disegni e le parti del corredo realizzati dalla madre ornavano quel letto d’infanzia. Ora dialogano con la costellazione di opere in mostra.

Tra esse la serie di 24 disegni Remind me who I am, che si concentra sulla ripetizione metodica della stessa immagine di un letto con piccole variazioni di colore e della sua struttura, come se l’oggetto disegnato seguisse una funzione matematica ondulatoria.

Questo processo di ripetizione e mutamento diventa un’occasione per il risveglio. Ogni disegno cattura uno spazio intimo, simbolo di vulnerabilità e rifugio, ma anche allegoria di transizione e lucidità.

Un altro progetto in mostra è Dite e re. Si tratta di un archivio fotografico dell’ infanzia vissuta nel Kosovo che è stato trasformato in dei veri e propri tappeti ricamati.

Nella loro realizzazione Prenka ha coinvolto le donne della sua famiglia – la madre, la nonna, le zie – che tuttora vivono lì.[2]

Nell’accostare lavori realizzati negli ultimi 5 anni a oggetti d’infanzia nel Kosovo si leggono anche le tracce di ciò che è stato forzatamente abbandonato nella fuga da un paese in guerra. Le varie forme di violenza, comprese le cancellazioni forzate di luoghi e storie, sono esibite come se fossero inscritte nella stessa struttura del mondo.

What time is it between my fingers? suggerisce un agire responsabile della fisica e delle sue applicazioni tecniche e dell’impiego delle sue risorse. Il tema della responsabilità della scienza e della fisica è anche il tema della filosofia di Karen Barad, statunitense di nascita, che ha ispirato in alcuni punti centrali la personale di Barbara Prenka.

La pratica e teoria sociale di Barad poggia sul ricordo del lancio delle due bombe atomiche sulle città di Hiroshima e Nagasaki, proprio come le opere di Prenka si accostano ad un letto d’infanzia in Jugoslavia durante la guerra. La “diffrazione-temporale”, così la chiama Barad, è una coesistenza tra passato, presente e futuro, che si influenzano reciprocamente.

L’idea di What time is it between my fingers? è far espandere gli oggetti installati gli uni negli altri, proprio come suggerisce la funzione dell’onda quantistica.

“L’intra-azione”, altro concetto di Barad, osserva che i fenomeni o gli oggetti e gli umani non precedono la loro interazione, non hanno una vera e propria ontologia preesistente al loro incontro, ma piuttosto emergono attraverso particolari “intra-azioni”. Esseri umani, fauna e flora – come anche le entità materiali o quelle discorsive – non esistono separatamente e antecedentemente al loro interagire, ma emergono soltanto attraverso le loro relazioni e sovrapposizioni.

Come nel ricamo, i fili prendono senso e forma solo in relazione al tessuto e al disegno cui danno forma insieme.

Barbara Prenka vive e lavora tra Venezia, Bolzano e Berlino.

Barbara Prenka
What time is it between my fingers?

  • 30 marzo – 15 maggio 2025
    preview 29 marzo, ore 18
  • A plus A Gallery
    Calle Malipiero
    San Marco 3073, 30124 Venezia
Informazioni

aplusa.it | info@aplusa.it

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Note

1. Le equazioni di Newton, di Maxwell, di Einstein, di Heisenberg e di Schrödinger hanno come nucleo matematico l’equazione differenziale, e nulla impedisce a una equazione differenziale di rivoltarsi. Che una pietra salti di nuovo fuori dall’acqua, dopo averla lanciata dentro, non è possibile soltanto in un montaggio su tik-tok, è possibile nella realtà stessa.

“È solo un’incapacità accidentale, per la quale non siamo ancora in grado di fare una costruzione così abile, da provocare il necessario stato di vibrazione ai bordi di un lago o ai bordi di una ciotola d’acqua, per poterci riuscire per davvero”. Così afferma David Hilbert, inventore dello spazio matematico in cui la fisica osserva e calcola ormai da più di cento anni le energie quantistiche facendo acrobazie da saltimbanchi.↑

2.  Il processo prevede l’inserimento manuale di un filo alla volta in un tessuto perforato; un’antica tecnica tradizionale praticata dalle donne kosovare durante il periodo prematrimoniale, quando creavano tappeti chiamati “Jani” come parte della dote.↑