Giorgio Griffa. Unfinished. Il non finito è apertura e dialogo

pubblicata il
30 Marzo 2025

Dal 1968, Giorgio Griffa (Torino, 1936) esplora in cicli di lavoro paralleli le relazioni tra tempo, spazio, memoria e materia essenzialmente attraverso una pittura di colori ad acqua e segni «della mano di tutti» su tele non preparate e dipinte a terra, espressione di libertà, delle conoscenze del suo tempo e di un mondo in continuo cambiamento.
Una mostra personale dell’artista, titolata Unfinished, è in corso fino al 29 maggio 2025, alla Fondazione Giorgio Griffa, nell’Art Space nell’ex edificio industriale Michelin in via Oropa 28 a Torino.

immagine per Giorgio Griffa. Unfinished. Il non finito è apertura e dialogo
Giorgio Griffa, Undermilkwood (Dylan Thomas), 2019, acrylic on canvas tarlatana, 200×650 cm Courtesy Fondazione Giorgio Griffa _ Ph Giulio Caresio

La mostra esplora il concetto del non finito, uno dei temi cardine della pratica artistica di Giorgio Griffa e presentato non solo come tecnica, ma come pensiero e filosofia, parte integrante della sua poetica.

Il non finito è una scelta intenzionale dell’artista, che risponde e rispetta la natura dinamica del tempo e dello spazio. Con segni e campiture di colore che non riempiono mai completamente lo spazio della tela, le opere di Griffa rimangono come sospese, aperte a infinite possibilità, frammenti di un dialogo continuo con l’Universo.

Come ha spiegato lo stesso artista:

 “All’inizio fu la scelta di lasciare interrotti i segni o il campo di colore, senza dipingere integralmente la tela, perché nel frattempo la vita è passata avanti, pensiero che viene dallo Zen.

In seguito mi resi conto che in tal modo omettevo il punto finale che trasferisce il presente nel passato. Mi pare anche che resti una traccia del tempo del lavoro.

Di fronte a uno spazio indeterminato e in espansione mi pareva corretto tentare di rappresentarlo limitandomi a occuparlo, un segno dopo l’altro, senza fissare il confine. Da ultimo mi sono reso conto che un “nonfinito” non può essere perfetto.

Il punto è che il nostro concetto statico di perfezione deve essere aggiornato alla dinamica dell’Universo”.

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