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Alice Padovani | Limes: frammenti di realtà

data dell'evento
13 Giugno 2025

luogo
Forlì

Alice Padovani
Limes: frammenti di realtà
13 giugno – 31 luglio 2025
Fondazione Dino Zoli,  Forlì

Il 13 giugno la Fondazione Dino Zoli inaugura Limes: frammenti di realtà, mostra personale di Alice Padovani.

L’artista modenese ha vinto il “Premio Dino Zoli Textile” in occasione dell’edizione 2023 di Arteam Cup.

Nel corso delle prime visite all’azienda è emerso immediatamente l’interesse dell’artista per le collezioni tessili per arredamento, prodotte e commercializzate in più di 50 anni di attività. Dall’archivio, composto di articoli entrati in collezione, campioni e studi, sono state estrapolate e affidate a Padovani 1900 referenze.

immagine per Alice Padovani
Alice Padovani, Ordine laterale, 2025, opera a parete, assemblaggio di stoffe

Uno degli aspetti più ricorrenti nella poetica di Alice Padovani è la sua profonda esplorazione dell’idea di raccolta e conservazione come mezzi per sondare le memorie individuali e collettive.

Questo impulso verso l’archiviazione va oltre il semplice accumulo di oggetti. È manifestazione di un collezionismo ossessivo e metodico che trova la sua espressione nella pratica del recupero, della catalogazione e dell’ordinamento. Tali azioni si trasformano in veri e propri atti di memoria. Ogni oggetto diventa testimonianza di un passato vissuto o di una storia da raccontare.

Alice Padovani ha cercato di stabilire un sistema ordinato e rigoroso, conferendo all’opera d’arte la funzione di misura del passato.  Un’ideale bilancia tra ciò che è stato e ciò che si conserva.

Nel processo creativo, tuttavia, l’immaginazione ha un ruolo predominante rispetto al rigore scientifico.

La pratica artistica di Alice Padovani si arricchisce di una serie di abbinamenti inaspettati. In questo contesto, di accostamenti materici che sovvertono le aspettative tradizionali.

La classificazione diventa così un’esperienza poetica ed emozionale, dove la logica dell’archivio si trasforma in un viaggio sensoriale. L’opera d’arte, non più solo contenitore di memorie, diventa una porta aperta verso nuove interpretazioni e significati.

«È un approccio che sentiamo nostro in Dino Zoli Textile» racconta Monica Zoli «dove le performance tecniche, come la resistenza all’uso e la praticità nella manutenzione, si integrano costantemente con l’attenzione per gli aspetti sensoriali. Colore, texture e tocco diventano elementi chiave per generare benessere e appagamento in chi sceglie di vivere un rapporto autentico e personale con i nostri tessuti

Nel contesto della sua residenza presso l’azienda tessile, Alice Padovani sviluppa un nucleo inedito di opere site-specific, pensato in dialogo diretto con i materiali forniti dall’azienda.

Il suo intervento, a cura di Nadia Stefanel, si articola in tre progetti distinti ma concettualmente intrecciati, che riflettono, ciascuno secondo una propria grammatica visiva, il tema della classificazione e della raccolta.
immagine per Alice Padovani
Alice Padovani, Vials, 2025, installazione a pavimento, ampolle di vetro, ritagli di stoffa

La prima opera, un’installazione di grandi dimensioni, si presenta come una struttura composta da gabbie metalliche, che contengono una moltitudine di tessuti. È accompagnata da un tappeto sonoro registrato, composto dai nomi dei tessuti stessi.

Qui, l’atto del raccogliere si materializza come gesto spaziale, quasi performativo, dove ogni elemento diventa frammento di un catalogo immaginario. L’intento è stato quello di rappresentare, all’interno di un unico ambiente, la complessità e la densità della produzione industriale della Dino Zoli Textile, racchiudendo l’essenza stessa della ricerca insieme alla memoria storica.

Segue un lavoro a parete, simile a un arazzo scomposto, in cui i tessuti si sovrappongono, si disgregano e si riconfigurano in una tessitura discontinua. Quest’opera richiama le tassonomie visive dei campionari industriali o degli erbari, ma ne sovverte la logica ordinatrice attraverso un linguaggio frammentato.

Un’opera composta da ampolle di vetro contenenti ritagli di stoffa, infine, agisce come un archivio poetico e criptico. Ogni ampolla diventa un microcosmo: oggetto di studio, reliquia e contenitore del tempo. L’atto della raccolta qui si fa intimo e quasi rituale, trasformando il materiale in segno, in traccia, in memoria sedimentata.

Con questo trittico, Alice Padovani restituisce una riflessione stratificata sul concetto di raccolta, mettendo in tensione il rigore dell’archiviazione con l’instabilità della materia e della memoria. Un’indagine che si muove tra ordine e disordine, tra metodo e perdita, tra oggetto e narrazione.

A completamento delle installazioni site-specific, sarà presente una selezione di opere dell’artista che esplorano il tema della classificazione nei suoi molteplici aspetti. Include teche entomologiche e opere composte da frammenti, offrendo un panorama delle diverse declinazioni del tema della catalogazione.

Laureata in Filosofia e in Arti visive, dopo aver lavorato per diversi anni nell’ambito del teatro contemporaneo, Alice Padovani sviluppa il proprio percorso di artista visiva.

Espone in mostre personali, collettive, fiere d’arte e riceve numerosi premi e riconoscimenti a carattere nazionale e internazionale. I suoi lavori fanno parte di alcune importanti collezioni in Italia e all’estero, private e pubbliche.

Impiegando differenti tecniche, materiali e linguaggi espressivi con uno spirito classificatorio simile a quello neo-settecentesco, Padovani unisce alla spontaneità dell’impulso creativo il rigore del metodo scientifico. Passando attraverso installazioni, scultura, disegni e performance, nelle sue opere propone frammenti di una natura decontestualizzata e crea collezioni che sono, al contempo, cumuli e tracce, dove le memorie si fondono.

Alice Padovani
Limes: frammenti di realtà

  • A cura di Nadia Stefanel
  • Inaugurazione 13 giugno 2025 ore 19.00
    13 giugno – 31 luglio 2025
    da martedì a giovedì 9.30-12.30, venerdì, sabato e domenica 9.30-12.30 / 16.30-19.30, chiuso lunedì e festivi
  • Fondazione Dino Zoli
    Viale Bologna 288 – Forlì (FC)
  • Ingresso libero
Info

T +39 0543 755770 | info@fondazionedinozoli.com | www.fondazionedinozoli.com

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Ufficio Stampa

Roberta Melasecca