8 albe
Tramonti: Cosmogonie e Fini dei Mondi
Video Art Program | Terza edizione
Dimora delle Balze, Noto
31 luglio – 28 agosto 2025
Tramonti: Cosmogonie e Fini dei Mondi è il titolo di 8 albe 2025.
La rassegna d’arte contemporanea promossa da Dimora delle Balze è a cura di Lucia Pietroiusti, responsabile del dipartimento di ecologia presso la Serpentine Gallery di Londra.
Venticinque opere di video arte di sedici artiste e artisti internazionali fanno da guida attraverso tempi di profonda trasformazione.
Dalle origini mitiche ai lamenti melanconici, dalle tradizioni antiche e spirituali alle favolose cosmiche, le opere di Tramonti: Cosmogonie e Fini dei Mondi immaginano come nuove vite e conoscenze possano emergere proprio dai momenti di fine.
Piuttosto che proporre visioni utopiche o apocalittiche, queste opere video offrono spazi di possibilità: mondi che si generano con tenerezza, mentre impariamo l’arte di lasciar andare. Perché Tramonti non è un addio, ma un passaggio.
Quattro serate compongono un ciclo di videoarte dai titoli volutamente ripetitivi: How We Ended, How We Began, How We Ended and again How We Began. Iniziando provocatoriamente con la fine si invita a riflettere sul tempo non come una linea retta, a un’unica direzione prevista, ma come un processo metabolico di trasformazione continua.
Le opere offrono uno sguardo profondo su un mondo in costante mutamento, fatto di forme, vite, spazi e saperi destinati, per loro natura, a essere temporanei.
Dai resti delle civiltà passate ai silenzi lasciati dalle conoscenze cancellate dal colonialismo o dalle catastrofi, ci raccontano ciò che resta e ciò che si perde. E che è destinato per sua natura a perdersi. E ci suggeriscono di riflettere sul senso di questa fine che è in realtà rilancio, apertura e nuovi inizi.
Gli artisti presentati [1] si interessano a questioni climatiche con una pratica che dialoga con scienze e filosofie che aiutano a pensare il mondo contemporaneo. Evidente è la necessità di rivedere il nostro concetto di civilizzazione in una prospettiva che includa la natura e la sua dimensione selvaggia. Che invece ci ostiniamo a tenere fuori da noi.
Al centro della proposta artistica di questa edizione c’è una domanda urgente: come possiamo immaginare la fine del nostro mondo, mentre lo abitiamo?
Le certezze che lo hanno sostenuto sembrano oggi meno solide, e le crisi ambientali e sociali ci chiedono di confrontarci con possibilità di trasformazione radicali. Questi processi sono già in atto, ci vengono quotidianamente spiegati, narrati, mostrati. La nostra percezione e la nostra consapevolezza restano però inerti.
Afferma Lucia Pietroiusti:
«Impariamo della nascita e della caduta di magnifiche civiltà, o dei relitti dell’incursione coloniale. Molto ci viene raccontato dal silenzio di quelle forme di sapere e di costruzione dei mondi che sono state cancellate dal tempo, dal potere o dalla catastrofe.
Eppure, quando viviamo un mondo dall’interno, la sua fine può cadere al di fuori del dominio del pensabile. Può essere impossibile immaginare che il nostro mondo finisca del tutto. Una sfida quasi impossibile, sembra: immaginare noi stessi – noi qui, che condividiamo questo momento silenzioso – come appartenenti a un tale mondo.»
I film di 8 albe 2025 offrono l’infrastruttura concettuale per indagare la nostra capacità di progettare un modo diverso di vivere sul Pianeta. Dimostrano che le cosmologie indigene e le intuizioni delle tradizioni filosofiche e scientifiche occidentali condividono profonde verità sulla natura dell’essere.
Alcuni, ad esempio, raccontano di un’origine alternativa – immaginaria – della specie umana, vista come una simbiosi tra esseri umani e fiori. Altri esplorano visioni apocalittiche del futuro. Altri ancora ruotano attorno alla ricerca di una mediazione tra il concetto imperante di civilizzazione intesa come unica modalità di vita sul nostro Pianeta, contrapposto all’idea che la vita è di per sé selvaggia.
Ci spingono a domandarci come si possa far sì che la foresta esista dentro di noi, nelle nostre case, nei nostri cortili. Affinché diventiamo capaci di elaborare un pensiero nuovo, che rimetta al centro la natura nei processi di progettazione delle nostre città e della nostra vita futura.
8 albe 2025 evolve per una precisa volontà della proprietà che organizza la rassegna. [2]
«Nel 2023, prima edizione di 8 albe, abbiamo approfondito i concetti di ‘parentela’ e ‘convivenza’ tra specie diverse. Nel 2024 abbiamo esplorato il tema dell’acqua e dell’oceano.
8 albe 2025 intende proseguire la sua ricerca radicale e interdisciplinare nei territori della Natura, dei suoi elementi fondamentali e del tempo che la nutre e la determina. E delle logiche che la sostengono, contro le quali le azioni e il linguaggio dell’uomo si ostinano a muoversi.
Pensiamo che lo sguardo dell’arte sia lo strumento ad oggi più efficace per dire, là dove la voce e gli avvertimenti della scienza restano inascoltati.
Siamo, con questa terza edizione, ai confini del mondo che chiamiamo civilizzato. Vogliamo invitare tutti a superare questo limite e a renderlo permeabile. Nella sua fisicità e nella sua proposta filosofica ed esistenziale.»
8 albe
Tramonti: Cosmogonie e Fini del Mondo
Video Art Program | Terza edizione
- A cura di Lucia Pietroiusti
- 31 luglio Opening | 7 agosto – 21 agosto – 28 agosto 2025
Proiezioni ore 21.30 - Dimora delle Balze
SS287, km 6/3 – Noto (SR) - Ingresso gratuito su prenotazione a info@8albe.com
Info
Ufficio Stampa
Maria Grazia Vernuccio
Note
1. Alice Bucknell, Yin-Ju Chen, Marcus Coates, Kyriaki Goni, Camille Henrot, Karrabing Film Collective, Asim Khan, Ailton Krenak, Lina Lapelyté, Peter Nadin, Eva Papamargariti, Agnieszka Polska, Revital Cohen & Tuur Van Balen, Cauleen Smith, Aimée Toledano, Natsuko Uchino ↑
2. Dimora delle Balze è una tenuta del 1800 situata a Noto, nella Sicilia Orientale, sull’altipiano degli Iblei, in una estesa vallata di 27 ettari a pochi chilometri da Palazzolo Acreide, città della Val di Noto riconosciuta nel 2002 dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.
Il luogo in cui sorge, intriso di storia e mediterraneità, è oggetto di un progetto di restauro curato dalla famiglia Lops. Il credo è preciso: plasmare un futuro rivoluzionario attraverso scelte consapevoli per portare un contribuito a tutto il pianeta .↑








