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@ Pirelli HangarBicocca Yuko Mohri, Entanglements

data dell'evento
18 Settembre 2025

luogo
Milano

Yuko Mohri Entanglements
18 settembre 2025 – 11 gennaio 2026
Pirelli HangarBicocca, Milano

Pirelli HangarBicocca presenta Entanglements, mostra personale dell’artista giapponese Yuko Mohri, da sempre interessata alla natura trasformativa degli elementi quotidiani e organici per produrre cambiamenti visivi e sonori. Con labili assemblaggi e sistemi interconnessi Mohri porta all’attenzione temi fondamentali legati all’ambiente e alla coesistenza sociale, come sfide globali della nostra società.

immagine per Mohri Entanglements HangarBicocca
Yuko Mohri, You Locked Me Up in a Grave, You Owe Me at Least the Peace of a Grave, 2018 (particolare). Veduta dell’installazione “Assume That There is Friction and Resistance”, Towada Art Center, Aomori, Giappone, 2018 Courtesy l’artista | Foto Kuniya Oyamada

Yuko Mohri (Kanagawa, Japan, 1980; vive e lavora a Tokyo) crea sculture cinetiche site-specific che incorporano oggetti trovati e di uso quotidiano, attingendo dall’esperienza di Marcel Duchamp (1887-1968). Rimaneggia strumenti musicali che, connessi a circuiti elettronici, rispondono a fenomeni impercettibili, transitori ed effimeri quali gravità, magnetismo, calore e umidità. Questi elementi ambientali casuali e instabili – nello specifico aria, polvere, detriti e temperatura – plasmano le sue composizioni facendole diventare degli ecosistemi organici, all’interno dei quali è centrale la componente sonora.

Mohri ha conseguito un percorso di studi interdisciplinare nell’ambito delle arti figurative alla Tokyo University of the Arts. Fin da subito il suo lavoro si è distinto per il rapporto con il suono e la musica. Durante gli anni universitari faceva infatti parte di una band punk chiamata “Sisforsound”, che ha influenzato radicalmente il suo approccio all’arte.

Spesso smonta e riassembla strumenti musicali e oggetti elettronici per creare le sue opere d’arte. Influenzata dal movimento Fluxus degli anni sessanta e dalla musica sperimentale, si avvicina anche al lavoro di John Cage (1912-1992). Con le sue opere crea una commistione tra arti visive e musica di ricerca, portando nuove prospettive e modi di interagire con il mondo circostante.

In Pirelli HangarBicocca Mohri esporrà opere realizzate dalla metà degli anni duemila fino ai progetti più recenti. L’artista li aggiorna e sviluppa continuamente modificandoli nel tempo e adattandoli allo spazio in cui vengono presentati.

«Percepisco le mie installazioni come uno spazio organico, contorto e intrecciato attraverso le parole chiave: ‘errore’, ‘improvvisazione’ e ‘feedback’».

L’artista ha inoltre una sofisticata capacità di rendere accessibili mondi spesso percepiti come di nicchia quali la musica sperimentale e l’arte contemporanea. Lo fa introducendo elementi della quotidianità o di uso domestico, con cui il pubblico si può rapportare. Grazie ai materiali da lei impiegati, Mohri riesce ad introdurre un’ironia sottile e una dimensione giocosa quasi nascosta, attingendo ai suoi riferimenti culturali, iconografici e sonori.

Entanglements, a cura di Fiammetta Griccioli e Vicente Todolí, è la più estesa mostra personale di Yuko Mohri mai realizzata in Europa. Il titolo, letteralmente “intrecci, grovigli”, evoca i legami invisibili e le interazioni complesse che esistono e sussistono tra oggetti, forze, suoni e persone.

Esplora come ogni elemento presente appartenga a un sistema interconnesso in cui niente agisce indipendentemente: tutto è parte di una grande rete di relazioni in continua evoluzione. Le sue sculture mostrano la complessità latente delle strutture naturali e artificiali che compongono il mondo e rivelano il costante flusso di energia che ci circonda.

La mostra in Pirelli HangarBicocca presenterà un nucleo di opere appartenenti a diversi corpus di lavori, riconfigurate da Mohri per rispondere alle condizioni uniche dello spazio dello Shed.

«Realizzo le mie opere in modo improvvisato. Non ho la visione di un’intera scultura fin dall’inizio. Voglio sempre valorizzare l’ispirazione ricevuta dal luogo e dall’incontro con esso».

L’artista giapponese creerà un’unica scenografia visiva e sonora attraverso una programmazione imprevedibile delle opere presenti. Darà vita a un’esperienza cinetica e acustica collettiva.
L’idea guida di ciascuna installazione risiede in un elemento che svolge il ruolo di forza motrice per innescare e attivare un particolare circuito dinamico.

In Flutter (2018), ad esempio, il fulcro dell’opera è un acquario al cui interno sono posti sensori che captano la luce e l’ombra naturalmente create dai movimenti dei pesci e delle alghe. A loro volta, essi diventano stimoli per gli altri elementi che compongono il sistema interdipendente. Il lavoro prende ispirazione dagli esperimenti sonori di John Cage quali Water Walk (1952) e Variation VII (1966), così come da Video Fish (1975) di Nam June Paik (1932-2006).

Ispirandosi all’ambito musicale, Mohri realizza anche Piano Solo: Belle-Île (2021-24) in cui l’elemento centrale è un pianoforte modificato e programmato per suonare “da solo”. Il lavoro nasce dall’impossibilità di collaborare con musicisti, come l’artista spesso fa, durante la pandemia da Covid.

Ritiratasi in una foresta, l’artista vive un momento di riconnessione con la natura e ne registra i suoni: il cinguettio degli uccelli, il fruscio del ruscello, il vento tra le foglie. La natura diventa essa stessa performer e i suoni registrati vengono convertiti e utilizzati come input per il pianoforte che li traduce in composizione musicale.

Attingendo dalla tradizione figurativa – il titolo infatti richiama Belle-Île, luogo in cui Claude Monet realizzò la sua prima serie di dipinti – Mohri proietta un video della cima di quel dirupo. Riproduce i suoni che lì ha registrato, con lo stesso intento della furniture music ideata dal musicista Erik Satie. Secondo questo concetto, la musica assume il ruolo di elemento ambientale al pari dell’arredamento, e non richiede un ascolto attivo. Si interrompe così la tradizione concertistica e la centralità dell’opera musicale come oggetto estetico.
immagine per Yuko Mohri, Piano Solo: Belle-Île
Yuko Mohri, Piano Solo: Belle-Île, 2024. Veduta dell’installazione “On Physis”, Artizon Museum, Tokyo, 2024
Courtesy l’artista | Foto Keizo Kioku

Presentata per la prima volta al di fuori del Giappone, You Locked Me Up in a Grave, You Owe Me at Least the Peace of a Grave (2018) è un’esperienza immersiva in cui suono, luce e movimento si intrecciano in una coreografia ipnotica.

L’elemento centrale è una scala a chiocciola sospesa rotante che introduce un aspetto scultoreo e allo stesso tempo dinamico. Richiama il fenomeno astronomico e sociologico del pianeta che gira intorno a un’asse.

Attorno, quattro casse distorcono il suono ampliandolo come megafoni e facendolo riecheggiare in tutto lo spazio. Due archetti elettrici (E-bow) svolgono il ruolo di fonti sonore facendo vibrare delle corde per creare diverse armonie e orchestrare suono e luce in un flusso ritmico e cadenzato grazie a un sistema computerizzato.

Il titolo deriva da una frase del rivoluzionario francese Louis-Auguste Blanqui estratta dalla sua opera scientifico-filosofica L’eternità viene dagli astri (1872), che affascinò particolarmente il filosofo tedesco Walter Benjamin. Scritta dal rivoluzionario negli ultimi anni della vita, trascorsi in prigionia, la cosmologia richiama l’idea di circolarità, chiave nella pratica artistica di Mohri. In questo spazio, aria e vibrazione, suono e rotazione, rivoluzione e desiderio di una nuova società, e movimento cosmico coesistono in un’unica immagine.

La mostra includerà anche la celebre serie Decomposition (2021-in corso), presentata nel Padiglione del Giappone alla 60. Biennale di Venezia insieme a Moré Moré (Leaky): Variations (2018-in corso).

Il primo gruppo di lavori ha come soggetto il decadimento organico, che l’artista riesce a trasformare in un sistema vivo fatto di suono e luce. Mohri connette tramite elettrodi della frutta a device elettronici. Marcendo e perdendo acqua i frutti generano elettricità che, a sua volta, attiva composizioni sonore e controlla il dimmeraggio della luce. Dipendendo dal livello di decomposizione e di idratazione della frutta, le variazioni diventano segnali udibili e visibili della natura mutabile dell’opera.

Il titolo richiama il termine opposto “composizione” utilizzato nell’ambito musicale, centrale nella ricerca dell’artista. Completano l’installazione amplificatori, casse e mobili vintage che rievocano l’atmosfera della natura morta rinascimentale attingendo ancora una volta alla formazione di Mohri nelle arti figurative.

Moré Moré (Leaky): Variations (2018 – in corso) nasce invece come serie fotografica. In essa Mohri ritraeva i metodi artigianali e le soluzioni creative con cui il personale copriva le perdite d’acqua nella metropolitana di Tokyo.

Ispirandosi a questa contingenza, l’artista realizza successivamente opere cinetiche con oggetti casalinghi come ombrelli, pentole, spolverini, suggerendo una fascinazione per il Do It Yourself. Crea dunque perdite d’acqua artificiali con una pompa e un sistema elaborato per catturare e riciclare l’acqua che cade dal soffitto. Ispirandosi ai metodi improvvisati che osservava mettere in atto nel contesto urbano giapponese ripropone l’idea di un circuito, di un sistema di forze invisibili interconnesso che collega gli oggetti.

Infine, I/O (2011 – in corso, il riferimento è ai termini Input e Output) rappresenta un ecosistema organico il cui movimento e forma saranno determinati dalle condizioni dello spazio espositivo dello Shed.

Rotoli di carta sospesi al soffitto raccolgono delicatamente da terra detriti che, letti da uno scanner e convertiti in segnali elettrici, provocano il movimento di lampadine, strumenti e utensili. Le tracce casuali che l’ambiente lascia sulla carta, una volta “suonate”, producono reazioni imprevedibili. Il rimando alla partitura musicale è esplicito.

Yuko Mohri
Entanglements

  • A cura di Fiammetta Griccioli e Vicente Todolí
  • 18 settembre 2025 – 11 gennaio 2026
    Giovedì, venerdì, sabato e domenica 10.30-20.30
  • Pirelli HangarBicocca
    Via Chiese 2, Milano
  • Ingresso gratuito
  • Catalogo Marsilio Editori

Il Public Program dedicato alla mostra Entanglements presenterà il 2 ottobre 2025 una performance dal vivo in cui la musicista giapponese Eiko Ishibashi e il musicista e producer americano Jim O’Rourke attiveranno, insieme a Yuko Mohri, le opere in mostra nello Shed di Pirelli HangarBicocca.

Informazioni

pirellihangarbicocca.org | info@hangarbicocca.org | T +39 02 6611 1573

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Ufficio Stampa e Social Media
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