Chiara Ventura
Ti lascio qui
15 febbraio 2026 – 8 marzo 2026
Villa Rospigliosi, Prato
Ti lascio qui è il titolo del progetto presentato da Chiara Ventura negli spazi di Villa Rospigliosi a Prato, accompagnato da un testo critico di Angel Moya Garcia.
La mostra – promossa e sostenuta dalla direzione artistica di Chorasis-LoSpaziodellaVisione [1] con il contributo di Toscanaincontemporanea2025 e Publiacqua – si sviluppa attraverso una selezione di opere della ricerca più intima di Ventura. Propone anche due performance inedite, realizzate in occasione dell’inaugurazione e del finissage.

A Villa Rospigliosi
“Con Ti lascio qui Chiara Ventura costruisce un dispositivo attraversabile, suddiviso in tre ambienti, in cui il corpo, l’amore e l’eredità agiscono come campi instabili e mai pacificati, esposti a una continua riscrittura.
La mostra si articola attraverso fratture e sospensioni, assumendo il rischio del non detto e della contraddizione come metodo. Una ragnatela di stimoli, suggestioni, trappole, ambiguità e tensioni in cui lasciare non equivale a rinunciare, abbandonare o rifiutare, ma a interrompere ciò che si è naturalizzato come normale, come pratica e come metodo. Un tentativo di creare uno scarto da cui possa emergere il soggetto imprevisto, un corpo che rifiuta la compensazione, che abita il conflitto e che, proprio all’interno di questo, tenta una forma radicale di libertà” scrive Angel Moya Garcia nel suo testo critico.
“Nel loro insieme, i lavori presentati nelle tre sale non si offrono come tappe lineari né come momenti risolutivi, ma come campi di forze in continua tensione, come dispositivi che espongono la soggettività al rischio della trasformazione senza mai definire l’esito.”

Le opere esposte nella prima sala costituiscono il nucleo politico e affettivo della mostra. Nel luogo del rifiuto del maschile tossico e dei meccanismi patriarcali emerge un nuovo soggetto capace di imparare a dire di no, senza vergogna o timore.
La successiva sala esplora l’eredità. Tutto ciò che siamo è vincolato alla genetica, ai retaggi, ai determinismi che le generazioni precedenti ci hanno trasmesso, ma è proprio in questa consapevolezza che si apre la possibilità della rottura. Ogni tentativo di emancipazione è costantemente attraversato da ritorni, ripetizioni e legami invisibili che chiedono di essere riconosciuti prima di poter essere disinnescati.
Nella terza sala, infine, Ventura accetta il limite come condizione strutturale della relazione. Là il linguaggio si incrina e ciò che resta è una prossimità fragile, fatta di vuoti condivisi e di silenzi. Dove non tutto può essere pronunciato, il vuoto viene riconosciuto come ultimo spazio possibile di relazione.

Le due performance 2×2 ampliano questi temi. Veicolano una quotidianità in cui le problematiche, le urgenze e le istanze si sviluppano in una sequenza ininterrotta. Un tempo sospeso in cui una coppia stenta a trovare un accordo definitivo, una comunicazione funzionale, un’intesa condivisa o un’armonia senza conflitti. L’amore, spostato nello spazio pubblico, accetta il rischio della vulnerabilità e diventa gesto di coraggio, di difesa dei diritti, di esposizione di un affetto che non può più restare confinato.
Il lavoro di Chiara Ventura non propone una soluzione. Costituisce piuttosto un invito ad abitare il conflitto senza risolverlo, ad attraversare l’amore, l’eredità e l’alterità senza addomesticarli.
In questo spazio instabile, Ti lascio qui si configura come un esercizio di responsabilità affettiva e politica, in cui la libertà non coincide con l’assenza di vincoli, ma con la capacità di riconoscerli, attraversarli e nominarli, accettando talvolta di restare senza fiato pur di non tornare indietro.

Chiara Ventura (Verona, 1997) è artista visiva e performer. Il suo lavoro è genuinamente di carattere esistenziale, dove la biografia diventa cifra. Ossessionata dal doppio, cerca di capire cosa va e cosa non va “tra me e te”.
Le pitture, sempre al limite tra figura e astrazione, incarnano i macrotemi delle opere plastiche, concettuali e performative. L’analisi sul corpo, sulle relazioni e reazioni che questo ha con psiche, emotività e l’Altro, è stata il punto di partenza per gli sviluppi di una pratica, prevalentemente performativa, dove il punto scomodo, non protetto, per chi fa e per chi guarda, è al centro dell’attenzione. Ventura indaga e denuncia gli aspetti più subdoli delle forme di violenza presenti nella contemporaneità ed è interessata agli aspetti politici del comportamento umano.
Nel 2020 co-fonda plurale, un concetto che trova forma nel fare arte collettivo, una dinamica in cui l’artista individuale si fonde in una prospettiva comune. plurale manifesta intuizioni e istanti di chiarezza attraverso gesti performativi, installazioni, video, musica e progetti editoriali, in una pratica quotidiana di confronto col mondo.
Chiara Ventura ha esposto, realizzato performance e interventi presso Lemme Centre D’art Contemporain (Sion, CH), Tenuta Dello Scompiglio (Lucca, IT), Mart – Galleria Civica di Trento (Trento, IT), Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia, IT), Villa Rondinelli (Fiesole, IT), Museo Gypsotheca Antonio Canova (Possagno, IT), FAO (Roma, IT), Galleria ME Vannucci (Pistoia, IT), GATE26A (Modena, IT), Viafarini (Milano, IT), M9 – Museo del ‘900 (Mestre, IT), Spazio In Situ (Roma, IT), tra gli altri.
Ha collaborato, tra gli altri, con Exibart (Roma), Adiacenze (Bologna), Osservatorio Futura (Torino), Attiva Cultural Projects (Napoli), Studio Savarin (Modena).
Chiara Ventura
Ti lascio qui
- testo critico di Angel Moya Garcia
- 15 febbraio 2026 – 8 marzo 2026
inaugurazione 15 febbraio 10.00 – 19.00 - opening 15 febbraio ore 16.00
Performance 2×2. COME FINISCE L’AMORE (dimenticarmi di te) – 90’ ca. - finissage 8 marzo ore 16.00
Performance 2×2. GUARDA CHE LUNA, GUARDA CHE MARE – 40’ ca. - Villa Rospigliosi
via Firenze 83, 59100 Prato - visita gratuita su appuntamento M 348 7814430
Info e contatti
chorasis.spaziovisione@gmail.com
Note
1. ChorAsis–LoSpazioDellaVisione. APS è un’associazione culturale di sostegno agli artisti, sperimentazione, produzione di progetti espositivi e promozione di forme d’arte contemporanea. Ha sede presso la settecentesca villa Rospigliosi (già villa Aldobrandini) di Prato.
Il progetto di ricerca indaga sulle relazioni tra il passato e il presente, in dialogo tra arte, natura e storia e in costante interazione con il territorio. Punto focale è la cura del processo creativo. Gli artisti sono invitati a rapportarsi liberamente con gli ambienti della villa e il suo parco giardino nella creazione site specific di opere e interventi installativi, performativi, laboratoriali. Dal 2019 ad oggi ChorAsis ha realizzato 29 progetti espositivi. ↑







