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A Gentle Collapse @ Andrea Nuovo Home Gallery

data dell'evento
21 Febbraio 2026

luogo
Napoli

Zoë Pelikan | Matteo Silverii | Dorottya Vékony | Flora Villaumié
A Gentle Collapse
I don’t much care where so long as I get somewhere
Andrea Nuovo Home Gallery, Napoli
21 Febbraio – 18 Maggio 2026

La Andrea Nuovo Home Gallery invita all’opening di A Gentle Collapse, I don’t much care where so long as I get somewhere mostra collettiva con Zoë Pelikan | Matteo Silverii | Dorottya Vékony | Flora Villaumié, a cura di Marta Ferrara.

“Mi diresti, per favore, che strada dovrei prendere da qui?”
“Dipende molto da dove vuoi arrivare”, disse il Gatto.
“Non mi interessa molto dove…” disse Alice.
“Allora non importa che strada prendi”, disse il Gatto.
“…purché io arrivi DA QUALCHE PARTE”, aggiunse Alice come spiegazione.
“Oh, lo farai sicuramente”, disse il Gatto, “se solo cammini abbastanza a lungo.”
(Lewis Carrol, Alice nel Paese delle Meraviglie, capitolo VI: Maiale e Pepe)

 

Il titolo della mostra, come spiega Marta Ferrara, prende in prestito una parafrasi da Alice nel Paese delle Meraviglie: una frase che indica non una direzione, ma uno stato di attraversamento. Non importa dove si arrivi, purché il movimento avvenga.

immagine per Gentle Collapse Andrea Nuovo

A Gentle Collapse, mostra corale a cura di Marta Ferrara, inaugura alla Andrea Nuovo Home Gallery sabato 21 febbraio 2026 con la partecipazione degli artisti Zoë Pelikan, Matteo Silverii, Dorottya Vékony e Flora Villaumié. I loro lavori si collocano dentro un ampio ventaglio formale e linguistico, che va dalla pittura alla scultura in terracotta passando per la fotografia e l’incisione.

Il progetto espositivo indaga lo status psichico-emotivo dell’individuo – o del sistema – in cui quegli stessi fattori che hanno favorito un evolversi della società sotto un certo aspetto rammentano di continuo l’assoluta necessità di un obiettivo definito, un percorso o un punto di arrivo perché, in assenza di ciò, qualsiasi processo decisionale non avrebbe senso.

Un ragionamento lineale ma fragile nel mondo odierno, dove le strade possibili sono infinite ma per nulla definite. E dove spesso il punto di arrivo come in una spirale abduttiva non è altro che la scoperta delle simmetrie nascoste nella reciprocità dei sistemi complessi, come appunto si verifica nelle pratiche artistiche. La contemporaneità (e non solo) ha dimostrato che lo smarrimento, lo squilibrio e l’incertezza sono all’origine di comportamenti creativi, rivoluzionari e inaspettati – singoli e collettivi – nei quali a far da guida sono la curiosità, la fiducia e la ricerca.

«La mostra si muove in questo spazio instabile, dove l’assurdo, il distorto e l’impossibile non appartengono a un altrove fantastico, ma si insinuano dolcemente nel quotidiano. Le opere rivelano la loro stranezza con lentezza, in un dettaglio che improvvisamente non torna. Come nel mondo di Alice, ciò che appare giocoso o surreale porta con sé una sottile crudeltà: regole arbitrarie, proporzioni che cambiano, certezze che collassano senza preavviso. È un universo in cui l’assurdo è uno strumento per osservare la realtà da una prospettiva obliqua, senza possibilità di evasione.

A Gentle Collapse è il momento in cui le strutture familiari si incrinano con grazia. Un crollo non violento, quasi elegante, che apre a nuove possibilità di senso. Le opere abitano questa soglia: tra controllo e perdita, tra logica e sogno, tra ciò che riconosciamo e ciò che ci destabilizza.

Il riferimento ad Alice non è dichiarato nel titolo, ma attraversa l’intero progetto come una corrente sotterranea: un invito a perdersi senza panico, ad accettare l’incoerenza come parte del percorso, a continuare a muoversi anche quando la direzione non è chiara» (M. Ferrara).

immagine per Gentle Collapse Andrea Nuovo
Dorottya Vekony, Extended Blooming, UV print acrylic, textile, fabric, 225 x 150 cm, 2026
Dorottya Vékony (Budapest, 1985) indaga i confini tra corpo biologico e corpo sociale. In Extended Blooming, attraverso una serie di “ritratti di piante hackerate”, immagina fiori geneticamente modificati per risultare più attraenti ai loro impollinatori, generando un’estetica che oscilla tra seduzione e inquietudine.

Il progetto prende avvio dalla crisi dell’impollinazione, causata dal declino degli insetti, dalle monocolture e dall’uso intensivo di pesticidi, per aprirsi a una riflessione più ampia sul concetto di fertilità in un mondo alterato dall’azione umana. Il tema della riproduzione come spazio politico e simbolico, già centrale nel suo interesse per i diritti riproduttivi, si sposta qui dal corpo umano a quello vegetale.

immagine per Gentle Collapse Andrea Nuovo
Matteo Silverii, Figurines Birds, 2023, acrilico su tela, 120 x 100 cm
A questo sguardo sul vivente e sulle sue trasformazioni risponde la pittura di Matteo Silverii (Napoli, 1994), che costruisce immagini come si costruiscono spazi: con rigore e tensione emotiva. La sua pratica ruota attorno all’archivio come strategia affettiva: disegnare e dipingere ossessivamente lo stesso soggetto diventa un gesto di resistenza alla velocità con cui le immagini scompaiono nella vita contemporanea.

In Hyésouhyiòs, paesaggi acidi e frammentati appaiono come immagini catturate di scatto, quasi glitchate, sospese tra pittura e astrazione. Non descrivono un luogo ma suggeriscono uno stato. Nelle Figurines, oggetti trovati – statuette, souvenir, cianfrusaglie da mercatino – vengono sottratti al loro contesto: la scala alterata e la familiarità perturbante di queste piccole figure generano un cortocircuito tra il riconoscibile e l’assurdo.

immagine per Gentle Collapse Andrea Nuovo
Flora Villaumie, Night Shop. Magasin de nuit aux articles divers et variés, 2024, acquaforte, lastra 50 x 70 cm, carta 76 x 96 cm, edizione 2 di 3
Anche Flora Villaumié (Parigi, 1999) lavora sulla superficie tranquilla delle cose per rivelarne le tensioni nascoste. La sua pratica si concentra sull’incisione e sull’immagine stampata, con cui costruisce paesaggi antropici apparentemente calmi che, nei dettagli, si rivelano attraversati da violenza latente, ironia e critica sociale.

I suoi soggetti sono gli spazi e i rituali della vita contemporanea – il night shop aperto all’alba, gli oggetti abbandonati sul marciapiede, i piccoli gesti di resistenza e sopravvivenza – osservati con uno sguardo che sa trovare il prezioso nel residuale, il tragico nel quotidiano. Nelle sue opere, personaggi in abiti seicenteschi si misurano con le dinamiche del capitalismo e del potere; bottiglie di birra economica e accendini diventano nature morte di una democrazia in declino. Ogni segno inciso trasforma frammenti di realtà urbana in scenari meditativi e perturbanti, sospesi tra il grossolano e il delicato, tra la contemplazione e la critica.

immagine per Gentle Collapse Andrea Nuovo
Zoe Pelikan, Out of touch, 2023, terracotta, tovaglia, dimensioni variabili
È in questo stesso territorio di distanza e desiderio insoddisfatto che si muove Zoë Pelikan (Vienna, 1996) con la sua installazione performativa Out of touch, indagine sull’impossibilità di soddisfare reciprocamente bisogni ed esigenze. Pelikan costruisce un set di tazze e recipienti in terracotta in cui il gesto quotidiano del bere il caffè diventa impossibile: il liquido si disperde, l’incontro fallisce, e le tazze macchiate restano come tracce tangibili di una distanza incolmabile.

Pelikan lavora con materiali tattili e arcaici – legno, rame, argilla, cera d’api, carta – per rendere visibile ciò che di solito non lo è: le distanze emotive e il desiderio insoddisfatto che accompagnano le relazioni umane.

Marta Ferrara (Napoli, 1999) è una curatrice indipendente. Attualmente è responsabile dei servizi educativi del Museo Madre e Phd Student in Visual Arts and Creative Practices presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha collaborato con enti culturali pubblici e privati per la curatela, il coordinamento e la gestione di progetti d’arte contemporanea.

Tra questi la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Museo Madre, La Biennale di Venezia, la Fondazione Made in Cloister, la Fondazione Morra Greco, la Galleria Alfonso Artiaco, Associazione Barriera a Torino, lo spazio UNOBIS Padova.

Dal 2022 co-cura il progetto Quartiere Latino museo-condominio d’arte contemporanea a km 0. Ha studiato Comunicazione e Didattica dell’arte all’Accademia di Napoli e nel 2024 ha preso parte a Campo 24, corso di studi e pratiche curatoriali, organizzato dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Scrive per le riviste di settore Exibart e Segno Attualità internazionali d’arte.

La mostra sarà visitabile fino al 18 Maggio 2026 negli orari d’apertura della galleria.

Zoë Pelikan | Matteo Silverii | Dorottya Vékony | Flora Villaumié
A Gentle Collapse
I don’t much care where so long as I get somewhere

  • a cura di Marta Ferrara
  • Opening 21 Febbraio 2026 11.30 > 19.30
    21 Febbraio – 18 Maggio 2026
    martedì-venerdì 10.30-13.00 / 16.30-19.00 | sabato su appuntamento
  • Andrea Nuovo Home Gallery
    via Monte di Dio 61, Napoli
Info e contatti

www.andreanuovo.com | info@andreanuovo.com | T +39 081 18638995

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