Martina Cioffi | Maria Elisabetta Novello | Michela Pomaro
Komorebi
BI-BOx Art Space, Biella
21 febbraio – 16 maggio 2026
In giapponese la parola Komorebi descrive un particolare fenomeno atmosferico: la luce, fragile e cangiante, che attraversa le fronde degli alberi generando un intreccio indistricabile di ombre e riflessi naturali. Fin dal titolo, la nuova mostra di BI-BOx Art Space suggerisce questo sentimento di raccoglimento e quiete.

Per la prima volta riunite nella collettiva Komorebi, le artiste Martina Cioffi, Maria Elisabetta Novello e Michela Pomaro trasformano con le loro sculture gli ex magazzini del caffè, dove ora si trova la galleria, in un moderno giardino d’inverno.
Mettendo in dialogo l’identità industriale e naturale di Biella e del suo territorio, stravolgono un luogo anticamente adibito allo stoccaggio in una serra in cui fiori, piante e alberi potrebbero crescere incessantemente. Le opere esposte, infatti, mostrano ognuna a modo suo la materia come un organismo vivo e sensibile, intendendo la scultura come atto di ascolto interiore.
Fin dal 2014 Maria Elisabetta Novello si dedica alla serie dei Sopralluoghi. Sono momenti in cui l’artista si mette in cammino esplorando spazi urbani e naturali, documentando fotograficamente il percorso e raccogliendo materiale che sarà poi, in un secondo momento, ricomposto in un’opera.
Le Carte della Terra, realizzate nel 2025, nascono proprio dalla raccolta di vegetazione ormai secca impressa, successivamente, su matrici in piombo. Per il processo di stampa è stata adoperata la tecnica della fisiotipia, molto in voga nel secondo Ottocento per la realizzazione di illustrazioni scientifiche, spesso utilizzate in enciclopedie ed erbari.

Anche la pratica di Martina Cioffi prende avvio da una riflessione sulla classificazione e la documentazione analitica del dato naturale. L’artista modella una wunderkammer mutante, composta da frammenti vegetali in cui sono inseriti elementi in ceramica e metallo. L’aggiunta di questi elementi non va recepita come un innesto esterno, apparentemente alieno rispetto a un organismo autosufficiente, bensì come l’unica ulteriore possibilità di crescita per queste “carcasse vegetali”.
Un esempio di tale straniamento avviene in Hedera Felix (2023), dove la pianta si trasforma in un’entità “altra”. La scultura – realizzata in ceramica, stagno e ferro – ribalta l’immaginario collettivo sulla pianta “dei legami e dell’amore” sottolineandone il carattere monoico. L’edera infatti possiede, pur separatamente, gli organi riproduttivi maschili e femminili. In questo modo viene superato il rigido binarismo di genere che ancora guida il nostro antropocene.
L’edera di Cioffi si arrampica sull’Osservatorio Naturale (2025-2026) di Michela Pomaro. L’opera, esposta per la prima volta in occasione della mostra, è composta da una serie di strutture in ferro. Nasce dall’interesse dell’artista verso la decostruzione dell’immagine della casa come rifugio.
Le strutture compongono una torre, emblema urbanistico – dalle torri civiche dell’Italia comunale ai grattacieli del contemporaneo – della disparità sociale. L’Osservatorio, dunque, indica la necessità, umana e politica, di riconquistare verticalmente lo spazio in cui abitare. Una proposta in cui felicemente coesistono sia il dato umano sia quello naturale ritorna nella serie Blume (2026), anch’essa inedita: dieci forme di fiori realizzate in acciaio e ferro successivamente verniciate e brunite.

Commenta Davide Rui, che ha curato il testo critico:
“Tutte le opere presentate in Komorebi invitano lo sguardo del visitatore a una continua riflessione sull’ordine delle cose, permettendo, nello stesso momento, di sostare placidamente nel nostro presente.
È solo prestando la giusta attenzione che potremmo, finalmente, scorgere l’instancabile e quasi impercettibile mutare della materia. Una trasformazione costante e, insieme, fragilissima come i raggi del sole che in primavera timidamente discendono dalle chiome degli alberi”.
Martina Cioffi | Maria Elisabetta Novello | Michela Pomaro
Komorebi
- 21 febbraio – 16 maggio 2026
giovedì e venerdì 15-19.30 | sabato 10-12.30 e 15-19.30; o su appuntamento - BI-BOx Art Space
via Italia, 38 – 13900 Biella
Informazioni
www.bi-boxartspace.com | info.bibox@gmail.com
Ufficio stampa BI-Box Art Space
laWhite | press@lawhite.it
marta@lawhite.it
silvia@lawhite.it
A partire dal 27 febbraio 2025, la galleria romana Raw Messina ospita BI-BOx Archive. Tracce di un percorso. L’esposizione è un modo per leggere con un sguardo nuovo i quindici anni di attività della galleria.
“Portare BI-BOx Archive a Roma, negli spazi di Raw Messina”, commenta la direttrice di BI-BOx Irene Finiguerra, “significa offrire uno sguardo trasversale su ciò che una galleria indipendente può essere: un luogo di sperimentazione, ascolto e costruzione di senso”.







