Il convegno dedicato al futuro delle imprese tra AI e biodesign ha chiuso la 15a Pordenone Design Week.
La 15a Pordenone Design Week – Città del Design si è conclusa questa sera a Palazzo Montereale Mantica con il convegno “Uno sguardo sul futuro: dal biodesign all’AI”.
Introdotto dai saluti del Presidente del Consorzio Universitario di Pordenone Paolo Candotti e dell’Assessore all’Istruzione e Università Pietro Tropeano, e moderato da Giuseppe Marinelli De Marco, ideatore e direttore scientifico della PDW, il convegno ha visto gli interventi di Elena Rausse, docente di ISIA Roma Design esperta di biodesign, Claudia Salomoni, Marketing Manager Industry Lechler Spa, Patrizio Bortolus, CEO Saratoga Dental Italy, Marco Zuzzi, Presidente Molino Pordenone, Marco Olivotto, Direttore LEF – Lean Experience Factory e Francesca Ros, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Alto Adriatico.

Insieme, i relatori si sono confrontati sul modo in cui le imprese stanno integrando Intelligenza Artificiale e biodesign nei processi produttivi e strategici, dall’ottimizzazione dei flussi attraverso sistemi predittivi fino alla sperimentazione di materiali innovativi e soluzioni ispirate ai processi biologici, mettendo in dialogo manifattura, ricerca e cultura del progetto.
Un’edizione, quella in chiusura, contraddistinta da una forte apertura europea, con la partecipazione di una delegazione di oltre trenta studenti stranieri provenienti da cinque università di design di Finlandia, Francia, Lituania, Slovenia e Spagna grazie al programma Erasmus BIP +.
«Il legame tra Università – in particolare ISIA Roma Design – sede di Pordenone – e cultura in questa città è strettissimo», ha commentato Paolo Candotti, presidente del Consorzio Universitario di Pordenone.
«Con la Pordenone Design Week la didattica esce dalle aule e dialoga con negozi, imprese e cittadini: un modo concreto e virtuoso per rendere ancora più viva la presenza universitaria sul territorio».
Un’edizione da incorniciare, molto partecipata da giovani e aziende, che ha riempito tanto le aule del campus quanto le vie del centro. «I progetti si sono rivelati di grande qualità – ha aggiunto Candotti –.
Le imprese trovano qui un bacino di creatività e visione, mentre gli studenti mettono alla prova le proprie competenze su sfide reali. Spesso le collaborazioni proseguono oltre la PDW e per molti si trasformano in opportunità professionali».
Quella di oggi è stata l’ultima giornata di laboratori e workshop: dopo cinque giorni di lavoro intenso e collettivo attraverso il design thinking, gli studenti, affiancati dai dottorandi e guidati da docenti e designer professionisti, hanno presentato a enti e aziende soluzioni di prodotti e strategie in risposta alle sfide progettuali lanciate il primo giorno.
Per Lechler, azienda leader a livello mondiale nella cultura del colore, studenti e futuri designer hanno sviluppare dei concept progettuali capaci, mediante l’utilizzo di colore, forma, materia, di supportare l’autonomia in ambito domestico nelle fasi iniziali dell’Alzheimer e delle malattie neuro-degenerative in generale: una cornice che racconta la storia della fotografia che racchiude, un servomuto che suggerisce l’ordine con cui indossare i vestiti, percorsi domestici sicuri con l’uso di vernici fluorescenti,
… Per le aziende Mediaprofili e Formenti e Giovenzana gli studenti hanno sviluppato nuove dinamiche dell’abitare attraverso mobili modulabili, trasformabili e manutenibili, per L&S Italia hanno studiato un linguaggio attraverso la luce per arrivare a costruire un sistema senziente mentre per Claber SpA hanno lavorato a un approccio sistemico, mettendo mano al logo, alle linee produttive e all’implementazione dell’Internet of Things.
Presente alla Design Week per la prima volta, l’Immaginario Scientifico di Trieste ha commissionato la progettazione del nuovo sistema di accoglienza al gruppo di lavoro, guidato da un approccio che ha voluto unire l’immaginazione con la scienza.
Ai workshop “di prodotto” si sono affiancano un laboratorio di ricerca e metaprogettazione dedicato al Low Density Design, ossia quella visione di progettazione che si allontana dal concetto di produzione di massa a favore di una ricerca “a bassa densità” e Pinocchio 2026, workshop che coniuga design, creatività e sostenibilità: il duecentesimo anniversario della nascita di Carlo Collodi è diventata l’occasione per immaginare e progettare personaggi ideati come base di stimolo per l’animazione in stop-motion, realizzati al 60-70% con materiali di scarto o recupero.
Lo sguardo è già rivolto alla prossima edizione: quella del 2027 sarà ancora più significativa, nell’anno di Pordenone Capitale Italiana della Cultura. Un appuntamento che renderà la Pordenone Design Week ancora più centrale nel panorama nazionale, rafforzandone il ruolo di piattaforma di dialogo tra creatività, impresa e territorio.
Pordenone Design Week – Città del Design è organizzata da Consorzio Universitario di Pordenone, ISIA Roma Design – sede di Pordenone, Confindustria Alto Adriatico e Associazione Culturale Pordenone Design. L’iniziativa è realizzata con il sostegno di Regione Friuli-Venezia Giulia, BCC Pordenonese e Monsile, Fondazione Friuli e Agenzia Nazionale Erasmus +, si svolge con il patrocinio di Comune di Pordenone, Pordenone – Verso Capitale Italiana della Cultura 2027 e Camera di Commercio di Pordenone e Udine e il sostegno dei partner ADI FVG, Art a Part of Culture, Comet (Cluster della Metalmeccanica del FVG) e L&S Italia.
#PDW26
Per informazioni: www.pordenonedesignweek.it
Consorzio di Pordenone per la formazione superiore, gli studi universitari e la ricerca.
Via Prasecco 3/A 33170 – Pordenone (PN)
E-mail: info@unipordenone.it Telefono: 0434523072 www.unipordenone.it













