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Virginia Ryan, Vous Êtes Ici. Una moltitudine di fotografie per altrettante esistenze

data dell'evento
13 Marzo 2026

luogo
Roma

Virginia Ryan
Vous Êtes Ici
nell’ambito del progetto Umanità?! a cura di Mesia Space
col patrocinio dell’Ambasciata della Costa d’Avorio in Italia
Mesia Space – Largo Mesia, 3 / Via Vulci, 32 – Roma
dal 13 al 28 marzo 2026
dal martedì al sabato ore 10.00 – 20.00
inaugurazione venerdì 13 marzo dalle 17.00 alle 20.00
finissage sabato 28 marzo dalle 17.00 alle 20.00
lo spazio di Via Vulci apre il 13, 14 e il 28 marzo o per appuntamento

Una moltitudine di fotografie per altrettante esistenze: dal cuore dell’Africa all’Italia, fino ad aprirsi a una dimensione universale.

immagine per Virginia Ryan, Vous Êtes Ici
Virginia Ryan, Vous Êtes Ici

Virginia Ryan, artista nata in Australia e cittadina italiana da oltre quarant’anni, restituisce attraverso questo progetto le storie di donne e uomini che, nel corso degli ultimi cinquant’anni, hanno vissuto a Grand Bassam, in Costa d’Avorio – città costiera africana, un tempo capitale coloniale e oggi patrimonio mondiale UNESCO – segnata da un tragico evento avvenuto sulla spiaggia, nel quale persero la vita diciannove persone, tra cittadini ivoriani e stranieri.

Tra gennaio 2013 e dicembre 2015 Virginia Ryan ha vissuto e lavorato a Grand Bassam, con studio situato nella zona coloniale, a pochi passi dal litorale: luogo di svago e villeggiatura, ma anche spazio di lavoro quotidiano per i pescatori e simbolo della vita collettiva della città.

L’opera prende origine da una ricerca condotta tra il 2013 e il 2014 nelle numerose boutique fotografiche disseminate nel tessuto urbano, molte delle quali stavano progressivamente chiudendo a causa della scomparsa della pellicola analogica e dell’avvento della fotografia digitale.

Nei loro archivi giacevano migliaia di immagini – nascite, matrimoni, celebrazioni ed episodi della vita quotidiana – destinate alla distruzione e, con esse, una parte significativa della memoria visiva e culturale locale.

Senza operare alcuna selezione né censura, l’artista ha acquisito l’insieme delle fotografie destinate allo smaltimento, ricomponendo un vasto archivio collettivo capace di restituire una visione corale della vita a Grand Bassam dagli anni Settanta al 2012.

«Non possiedo i negativi delle fotografie», afferma Ryan, «ciò che desideravo era sostenere una tradizione fondamentale che rischiava di scomparire. Ho voluto compiere un gesto di salvaguardia affinché queste immagini continuassero a parlare. L’installazione invita a riflettere su ciò che accomuna esistenze appartenenti a culture diverse e geograficamente lontane».

L’installazione, finora mai presentata a Roma, è stata esposta a Grand Bassam presso la Maison du Patrimoine Culturel (marzo 2015), a Napoli presso 1Opera Gallery, in forma ridotta nella mostra personale alla Fondazione Pino Pascali (aprile 2014), alla Galleria Arte e Tessuti di Spoleto (2016) e alla Women’s Art Biennale di Trieste (2021).

Il progetto pone al centro il tema della memoria, osservando simultaneamente i processi di trasformazione sociale ed evoluzione culturale.

L’artista auspica che, in futuro, l’intero archivio fotografico possa fare ritorno alla città di Grand Bassam, completando simbolicamente il ciclo della memoria.

Nella presentazione a Mesia Space, l’installazione è dedicata al ricordo delle vittime innocenti – ivoriane e straniere – tra cui la sua amica personale, la dott.ssa Henrike Grohs, direttrice del Goethe-Institut in Costa d’Avorio, assassinata il 13 marzo 2016, nel decimo anniversario della tragedia.

Si ringrazia l’Ambasciata della Costa d’Avorio in Italia per il patrocinio