La Crocifissione di Hans Memling (Seligenstadt, Germania, 1435/1440 circa – Bruges 1494), databile intorno al 1467-1470 circa, proveniente dal Museo Civico di Palazzo Chiericati del Comune di Vicenza, è un capolavoro di uno dei più importanti artisti del Rinascimento fiammingo ed è al centro della mostra al Museo Diocesano di Milano, titolata Hans Memling. La Crocifissione. Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoro, in cui la l’importante tavola quattrocenteca è oggetto di dialogo con le opere di Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli.

Crocifissione con Maria Vergine, i santi Giovanni Evangelista, Giovanni Battista, Maddalena, San Bernardo e il committente Jan Crabbe, 1467-1470, Olio su tavola, cm 84,5 x 66, Museo Civico di Palazzo Chiericati, Vicenza

Crocefisso a punti oro (da Hans Memling), 2026, Vernice base oro su telo antipolvere, 168 x 250 cm, Courtesy l’artista
Teschio (da Vincent van Gogh), 2025, Cera pongo su manifesto montato su pannello, 69 x 49 x 2 cm, Courtesy l’artista

Sacrificio smontato (d’après Hans Memling, Crocifissione, dal Trittico di Jan Crabbe, 1470 circa) 2026, N .3 olio su lino, 86 x 66 cm, cassa da trasporto in multistrato; pulitura pennello su straccio, cassa da trasporto in multistrato; n. 3 incisioni calcografiche, acquaforte su rame, 50 x 35 cm, 52 x 42 cm, 57 x 42 cm, cornice in multistrato; cavalletto in legno di multistrato, neon soffiato, dimensioni ambientali variabili, Courtesy l’artista & Monitor, Rome – Lisbon – Pereto (AQ)

Non si può dividere ciò che è uno (per Memling), 2025-2026, Fotografia da installazione scultorea (argilla bianca, lino blu e bianco), stampa fine art su Canson Platine 310 g, Cornice in legno di noce, 225 x 145 cm, Edition: unique piece, Courtesy l’artista

Il Cristo di stracci (Silentium Lucis), 2026, Video più due video-animazioni, durata 2’54” (sincro e loop continuo), Olio su tela, 5 x 5 cm, Courtesy l’artista
L’opera di Memling, donata ai Musei Civici di Vicenza nel 1865 dai conti vicentini Matteo e Ludovico Folco, raffigura al centro Cristo Crocifisso, circondato sulla sinistra da San Giovanni Evangelista, che sorregge la Vergine addolorata, e dalla Maddalena, inginocchiata ai piedi della croce; mentre dall’altro lato appaiono San Giovanni Battista, che regge un agnello, e San Bernardo di Chiaravalle, protettori del committente, l’abate cistercense Jan Crabbe (1426-1488), nel dipinto inginocchiato in primo piano, che tra il 1467 e il 1470 avrebbe richiesto l’opera per l’Abbazia delle Dune presso Bruges, di cui era titolare.
Formatosi probabilmente tra Colonia e Bruxelles, proprio intorno al 1465 il giovane Memling si era trasferito nella città delle Fiandre, da tempo un fiorente centro artistico. Sullo sfondo della scena si apre un fiabesco paesaggio collinare a volo d’uccello, reso con meticolosità tipicamente fiamminga, dove si scorgono una città circondata da mura, con torri e campanili, alberi, rocce e un fiume che scorre placido verso l’alto orizzonte.
I colori smaltati e brillanti, la resa analitica dei volti dei personaggi, i contorni nitidi e taglienti dei panneggi richiamano i modelli di Rogier van der Weyden, punto di riferimento fondamentale per Memling.
La tavola costituiva in origine il pannello centrale di un trittico, smembrato in un momento non precisato e ricostruito idealmente grazie ad una copia settecentesca, realizzata probabilmente proprio allo scopo di fissarne il ricordo prima dello smembramento. Secondo una pratica piuttosto diffusa nel XVIII secolo, le ante laterali sono state recise in modo da poter vendere separatamente le varie sezioni.
I recti dei due sportelli laterali sono conservati alla Pierpont Morgan Library di New York e raffigurano probabilmente la madre e il fratello di Jan Crabbe, Anna e Guglielmo, affiancati dai santi omonimi. Sui versi delle ante, conservate al Groeningemuseum di Bruges, appaiono invece le due figure dell’Annunciazione, la Madonna e l’Arcangelo Gabriele.
I lavori degli artisti chiamati dai curatori Valeria Cafà, Giuseppe Frangi e Nadia Righi a mettersi in dialogo con il capolavoro di Memling sono caratterizzati dal ricorso a linguaggi diversi.
Stefano Arienti (Asola, 1961) propone una riflessione sul tema del Crocifisso, asse visivo e simbolico dell’opera di Memling. È pittura su tela quella proposta da Matteo Fato (Pescara, 1979) concepita come parte di un’installazione di cui il cavalletto costruito dall’artista è parte integrante. Julia Krahn (Jülich,1978) offrirà con un dittico fotografico un’immedesimazione nella figura di Maria sotto la croce. Danilo Sciorilli (Atessa, 1992) lavora su un trittico di video, mettendo al centro le immagini di una perfomance realizzata nel suo paese d’origine.
Il percorso espositivo che consente un approfondimento sia storico artistico che spirituale grazie ad apparati didattici, immagini, video e musiche, che permettono una riflessione sul dipinto e sul suo significato.
Informazioni Hans Memling. La Crocifissione. Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoro: Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn, Danilo Sciorilli
- A cura di Valeria Cafà, Giuseppe Frangi e Nadia Righi
- In collaborazione con Casa Testori; con il patrocinio del Comune di Milano
- Fino al 17 maggio 2026
- Museo Diocesano Carlo Maria Martini, piazza Sant’Eustorgio 3 – MM Vetra – Milano
- Orari: martedì – domenica, ore 10.00-18.00 (ultimo ingresso ore 17.30) – lunedì chiuso
- Ingresso e info: T +39 02 89420019; www.chiostrisanteustorgio.it
- Catalogo Dario Cimorelli Editore
- Ufficio Stampa Museo Diocesano: Anna Defrancesco comunicazione press@annadefrancesco.com