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Open Call Ninety Percent of Everything

in scadenza il
2 Aprile 2026

Ninety Percent of Everything
Open Call  per collettivi di artisti under 35
Scadenza 2 aprile 2026

U-BOOT Lab lancia la prima edizione di una call rivolta a collettivi di artiste e artisti under 35, all’interno del progetto Ninety Percent of Everything. L’associazione di Promozione Sociale attiva a Genova dal 2012 offre ai vincitori una residenza a Palazzo Ducale Genova, in porto e in navigazione per promuovere nuove ecologie del consumo globale. [1]

immagine per Ninety Percent of Everything

L’iniziativa vuole indagare l’impatto della logistica marittima sulla crisi climatica, esplorando il porto come dispositivo di relazione tra flussi commerciali, equilibri ecologici e dinamiche sociali e geopolitiche.

La call Ninety Percent of Everything, aperta fino al 2 aprile, è accessibile gratuitamente tramite il form online. L’invito è rivolto a collettivi di artisti under 35 che operano nei campi delle pratiche sonore, della data art e delle pratiche artistiche ibride.

Verranno selezionati due collettivi, rispettivamente orientati su sound e data art, oppure, in alternativa, un unico collettivo interdisciplinare che integri entrambe le competenze. Per un totale complessivo di sei artisti. Per ciascun collettivo selezionato è previsto un contributo di € 4.000,00 lordi, o di € 8.000,00 lordi nell’eventualità in cui venga scelto un unico collettivo composto da 6 persone.

La giuria dell’Open Call è composta dai rappresentanti dei soggetti promotori del progetto, e presieduta da Ilaria Bonacossa, Direttrice di Palazzo Ducale Genova.

La residenza artistica si svolge a Genova dal 15 al 30 maggio 2026. Gli spazi di lavoro si articolano tra Palazzo Ducale e la stazione marina sperimentale del CNR-IAS, situata all’interno del porto e messa a disposizione grazie alla collaborazione con Francesca Garaventa. Parallelamente è previsto un periodo in navigazione, a bordo delle navi merci operative del Gruppo Grendi. Lə artistə selezionatə hanno accesso al porto e alle infrastrutture logistiche, e vivono a stretto contatto con gli equipaggi, partecipando alla vita di bordo. Attraverso la raccolta di dati tecnici, sonori e visivi, possono indagare l’impatto del trasporto marittimo sulla crisi climatica e trasformare le informazioni acquisite in paesaggi sonori e visuali.

La residenza è guidata dalla factory di producer e musicisti Stellare (Genova–Torino) e dalla data artist Tiziana Alocci (London), con la curatela di Maria Pina Usai / U-BOOT Lab – Zones Portuaires e il supporto scientifico di Francesca Garaventa / CNR IAS. La residenza è inoltre accompagnata da un percorso di design sistemico, curato da Itinerari Paralleli, che struttura il processo di lavoro attraverso un approccio relazionale e laboratoriale ispirato ai principi del New European Bauhaus.

Gli esiti della residenza confluiscono in un’installazione immersiva, accessibile e interdisciplinare, all’interno di Palazzo Ducale di Genova, a partire da settembre. La restituzione del progetto prevede anche un public program con tre momenti di condivisione pubblica del percorso di ricerca: una performance realizzata all’interno del porto, una pubblicazione finale bilingue e un video-documentario che raccoglie contributi interdisciplinari sui temi trattati.

Il progetto è concepito come un percorso intensivo di formazione e ricerca situata, che intreccia pratica artistica, ricerca scientifica e coinvolgimento diretto delle comunità. Vuole alimentare una riflessione critica verso nuove ecologie del consumo globale e stimolare pratiche di cittadinanza attiva.

immagine per Ninety Percent of Everything

Il porto è il luogo privilegiato per lo studio dei rapporti tra economia e sostenibilità, globalizzazione e vulnerabilità ambientale, crisi climatica e consumismo. Come afferma Maria Pina Usai, curatrice e ideatrice del progetto,

«Ninety Percent of Everything nasce dopo l’esperienza sviluppata nell’arco di dieci anni con Zones Portuaires, un festival che a Genova si è fatto ricerca, aprendo il porto alla città non solo nella sua accezione di infrastruttura operativa, ma come spazio pubblico in cui la città si identifica. Uno spazio in cui relazioni e conflitti segnano le direttrici del dibattito sociale, politico, culturale, ecologico.

Il titolo del progetto richiama l’omonimo libro della giornalista britannica Rose George, che svela come il trasporto marittimo – motore invisibile di circa il 90% dei beni di uso quotidiano – strutturi profondamente la nostra cultura del consumo e, di conseguenza, il nostro impatto sul pianeta. Partendo da queste premesse il progetto indaga il legame tra logistica marittima e crisi climatica, intesa nella sua dimensione sistemica, esito delle interconnessioni tra flussi commerciali, equilibri ecologici, interessi economici e dinamiche sociali e geopolitiche».

In questo quadro, il porto si configura come dispositivo di connessione e di scambio, ma anche come simbolo della complessità del presente. Uno spazio di tensione tra la logica consumistica che sta alla base dell’economia globale e la crescente urgenza della crisi climatica, che impone una messa in discussione radicale di questi stessi meccanismi.

scarica la call

Genova, con il suo porto millenario, crocevia di rotte internazionali, è dunque il contesto generativo e privilegiato di questa ricerca. Il progetto si espande, però, verso altre due città portuali strategiche nel contesto mediterraneo: Cagliari e Marsiglia.

Dopo l’inaugurazione a Genova, l’esito della ricerca viene presentato presso il Terminal Grendi del Porto di Cagliari. Successivamente all’Embarcadère nel Vieux Port, nell’ambito del partenariato tra l’Observatoire des publics et des pratiques de la culture MESRI/AMU. Infine, la quarta città ospitante è Londra, grazie alla collaborazione con The Heath Studio.

Info

www.u-boot.it | info@u-boot.it

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Note

1.  Il progetto è realizzato da U-BOOT Lab in collaborazione con Fondazione Palazzo Ducale Genova, con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito del bando “Starter – Cultura e creatività per la sfida ambientale”. ↑