Oltre trenta opere tra lavori storici e inediti di Oliviero Rainaldi (Caramanico Terme, 1956; vive e lavora a Roma) in un lungo percorso non lineare che mette in relazione le opere con le architetture medievali del Palazzo Pretorio di Certaldo (Firenze), creando un confronto vivo tra passato e presente.

Il percorso si apre con un nucleo di nuove sculture in gesso e polistirolo: forme frammentate, instabili, in cui la figura sembra nascere e dissolversi nello stesso istante.
Nella sala successiva, una potente interpretazione dell’Ultima Cena concentra l’attenzione sull’attimo in cui Cristo annuncia il tradimento: la scena, priva di ambientazione, è sospesa e drammatica, e trasforma la frattura tra i discepoli in simbolo universale della crisi del legame umano.
Il dialogo si fa più intimo con le Conversazioni, grandi tavole su fondo nero dove i corpi si cercano fino a fondersi, mentre nella sala dedicata alle Malebolge – esplicito rimando all’Inferno dantesco – il cemento dà corpo a figure dannate che precipitano, evocando il peso della colpa e della responsabilità.
Dagli abissi si risale verso un grande salone luminoso abitato da candidi corpi distesi, essenziali e primigeni: tra essi emerge Adamo, colto nell’istante successivo alla caduta.
Nella Sala del Vicario si impone la figura della Bona Dea, affiancata da dipinti ispirati all’Antico Testamento, mentre conclude il percorso un grande angelo in gesso, presenza austera che riapre la riflessione sulla scultura come frammento narrativo e possibilità di nuovo inizio.
Informazioni: Oliviero Rainaldi In Verso. Frammenti narrativi
- A cura di Beatrice Audrito e Davide Sarchioni
- Fino al 17 maggio 2026
- Palazzo Pretorio di Certaldo (FI)
- Piazzetta del Vicariato, 1
- Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it










