Dorota Gawęda e Eglė Kulbokaitė
Spit and Image
Basement Roma
28 aprile – 10 luglio 2026
Spit and Image segna la prima mostra personale a Roma del duo artistico composto da Dorota Gawęda (PL/CH, 1986) ed Eglė Kulbokaitė (LT/CH, 1987). La loro pratica indaga come identità e incarnazione si formino attraverso reti digitali ed ecologiche, e come dimensioni spettrali, sensoriali e collettive si intreccino all’interno di questi sistemi.
Il loro lavoro si fonda su processi di traduzione tra corpi e immagini, codice e gesto, visibile e invisibile. Il titolo Spit and Image, che in origine indica una “somiglianza perfetta”, viene qui ampliato per suggerire una duplicità più complessa. Parla di una condizione che genera dimensioni polifoniche e porose all’interno di una struttura apparentemente speculare e ripetitiva.
Lo spazio espositivo si trasforma in una zona ambigua di liminalità, in cui i confini della percezione si dissolvono in un campo di sovrapposizioni, intrecci e disorientamento. Sé e doppelgänger, corpo e tecnologia, reale e virtuale, profumo e nebbia: mentre diverse materialità e temporalità attraversano questo ambiente, emerge una forma di “hauntology” contemporanea, sospesa tra presenza e spettro.
Le artiste situano il proprio retroterra culturale slavo e baltico all’interno di una prospettiva di ancestralità. Piuttosto che indulgere in una dimensione nostalgica, il loro lavoro mira a riattivare soggettività non moderne e marginalizzate attraverso forme riorganizzate e rimesse in movimento.
Al centro di questa costellazione compare la figura dell’upiór, un vampiro dotato di due anime. Una presenza liminale che esiste tra vita e morte, umano e non umano. In questa figura risuonano le voci dei marginalizzati e dei senza nome, portatrici di identità fluide e di molteplici possibilità narrative. Da questo punto di vista, Spit and Image si configura come uno spazio complesso di interstizio.
In Yield (twinning) (2025), il pubblico si confronta con il proprio riflesso nitido in specchi floreali in acciaio inox. Questi oggetti perturbanti, derivati da uno specchio da trucco in plastica un tempo diffuso nell’Europa orientale, assumono ora la funzione di dispositivi di sorveglianza che scrutano rigidamente chi si avvicina. I fiori sembrano così mettere in scena la dinamica paradossale di osservare ed essere osservati, offrendo al contempo una testimonianza sensoriale della frattura storica tra natura e cultura, tra sé e ambiente.
Spit and Image 1 (2025) e Spit and Image 2 (2025) mostrano come il doppio e la condizione intermedia possano operare come strategie di superamento. Le distorsioni e le metamorfosi del corpo evocano un’esperienza quasi trance-like, che tenta di recuperare agency e sovranità di fronte al dominio degli algoritmi e del capitale.
Un corpo mostruoso emerge per confrontarsi con una realtà altrettanto perturbante. Un sé frammentato resiste alla logica della vita controllabile e replicabile. Un doppelgänger radicale dissolve le identità istituzionalizzate e si trasforma in un ibrido frankensteiniano di soprannaturale e tecnologia – oggetto insieme di terrore e di fascinazione.
Questa dinamica trova la sua espressione più diffusa nell’installazione olfattiva Mirror Mirror (2025). Qui due fragranze speculari attraversano il corpo attraverso il ritmo del respiro, “infettando” la vita e trasformandola in un medium incarnato a livello molecolare, capace di oltrepassare ogni dualismo imposto.
La cosmologia di Spit and Image si fonda su questa apertura dialettica. Si configura come una costellazione diffusa in cui stregoneria e algoritmi coesistono, e l’orrore convive con la poesia.
Gli spettri del passato entrano in risonanza con le proiezioni del futuro all’interno di un labirinto di specchi, nebbie, membrane e profumi. Più che offrire una risposta univoca, le artiste costruiscono un flusso continuo: una promessa di trasformazione incessante, uno spazio percettivo persistente ma instabile, ancorato al movimento turbolento dell’incertezza.
Dopo il diploma al Royal College of Art di Londra, il duo artistico composto da Dorota Gawęda (PL/CH, 1986) ed Eglė Kulbokaitė (LT/CH, 1987) sviluppa una pratica multidisciplinare che spazia dalla pittura alla scultura, dalla performance al video. Nel loro lavoro le artiste esplorano i confini porosi tra corpo, tecnologia e ambiente.
Hanno esposto negli anni a livello internazionale, tra gli altri presso: UCCA Center for Contemporary Art, Pechino; The Renaissance Society, Chicago; Thaddaeus Ropac, Parigi; Centre Pompidou, Parigi; Vilnius Biennial; Kunsthalle Mainz; Kunstverein Hamburg; Istituto Svizzero, Palermo/Milano; Swiss Institute, New York; Julia Stoschek Collection, Düsseldorf; Kunsthalle Fribourg; Lafayette Anticipations, Parigi; Palais de Tokyo, Parigi; Athens Biennale; Kunsthalle Basel; Institute of Contemporary Arts, Londra; Museum of Modern Art in Warsaw, tra gli altri.
Sono inoltre le fondatrici dello Young Girl Reading Group (2013–2021). Tra i riconoscimenti ricevuti figurano l’Allegro Artist Prize 2022, la CERN Collide Residency 2022 e lo Swiss Performance Art Award 2021.
Dorota Gawęda and Eglė Kulbokaitė
Spit and Image
- A cura di CURA
Ilaria Marotta, Andrea Baccin - Testo di Yang Beichen
- 28 aprile – 10 luglio 2026
mer–sab 14.30–18.30 e su appuntamento - Basement Roma
Viale Mazzini 128, 00195 Roma
Informazioni
basementroma.org | hello@basementroma.org
Basement Roma è un centro per l’arte contemporanea e una organizzazione no-profit fondata a Roma nel 2012, diretto da CURA.
La mostra è realizzata grazie al supporto di Pro Helvetia.
Basement Roma fa parte del programma Cultura Lituana in Italia 2025–2026. Il programma Cultura Lituana in Italia 2025–2026 è realizzato dall’Istituto Lituano di Cultura e dall’Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana.
In partnership con Istituto Svizzero.
Thanks to: Matteo Binci, Indipendenza Roma, Soho House Rome.












