Madeleine de Sinéty
Una vita
Dal 12 giugno al 27 settembre 2026

Questa mostra, che mette in evidenza diverse serie di fotografie totalmente inedite, è la prima retrospettiva dedicata a Madeleine de Sinéty (1934-2011), il cui lavoro è stato poco mostrato durante la sua vita.
Solo il suo lavoro in bianco e nero era stato parzialmente svelato, soprattutto durante una mostra alla Bibliothèque nationale de France nel 1996 e un altro negli Stati Uniti, al Portland Museum of Art nel Maine nel 2011.
Il suo lavoro, solitario, costruito lontano da commissioni e pubblicazioni, si è intrecciato con la sua vita quotidiana e il suo avanti e indietro tra Francia e Stati Uniti.
Nata in un castello nella Valle della Loira distrutto da un incendio quando aveva quattordici anni, Madeleine de Sinéty ha iniziato la sua carriera artistica a Parigi a metà degli anni ’60 come stilista per riviste.
La voglia di creare sembra averla sempre animata; avrebbe potuto scrivere o dipingere, ma è la fotografia che unisce il maggior numero delle sue aspirazioni e che prevale.
Dopo aver studiato alla Scuola di Arti Decorative di Parigi, ha iniziato a fotografare in autodidatta, a colori come in bianco e nero.
Timidamente prima, nel 1970, con le immagini del suo quartiere – quello della stazione di Montparnasse, poi in pieno cambiamento – poi nelle strade di New York, dove soggiorna più volte con il marito Daniel Behrman, giornalista americana incontrata a Parigi; intorno ai treni a vapore, infine, una passione infantile che così estende con questo mezzo.
È anche lì che trova un’altra distanza con i suoi soggetti: fa amicizia con i ferrovieri, realizza i loro ritratti, condivide il loro tempo di riposo e scopre le realtà del mondo lavorativo.
La produzione di Madeleine de Sinéty è più spesso inseparabile dalla sua vita quotidiana: nel piccolo villaggio di Poilley in Bretagna – dove si è stabilita negli anni ’70 e ha realizzato più di 50000 fotografie nell’arco di un decennio – come a Rangeley negli Stati Uniti, luogo di residenza degli ultimi venticinque anni della sua vita.
Fotografa dall’interno le comunità che l’hanno adottata – parenti, famiglie, amici e conoscenti – attività ed eventi, oltre che il ritmo delle stagioni.
In costante preoccupazione di documentare e testimoniare, cattura i costumi, i gesti, i luoghi, le pratiche – per molti portati a scomparire –, cercando, giorno dopo giorno e con un tocco di nostalgia, di conservare la grazia fugace e i colori fragili.
Questa sete di memoria e di ricordi si riflette nel diario che ha tenuto in vari momenti della sua vita e alcuni estratti dei quali sono presentati nella mostra, in contrappunto alle sue fotografie.
- A cura di: Jérôme Sother e Quentin BajacJérôme Sother Quentin Bajac
- Scenografo: Pauline Phelouzat
- Questa mostra è co-prodotta da Jeu de Paume, in collaborazione con Médiathèque du patrimoine et de la photographie.
- 1 Pl. de la Concorde, 75001 Parigi, Francia
- In collaborazione con RATP
- Media associati: Liberazione, Categoria: Konbini, Società, Parigi Prima








