Jeremias Rumpl, Diego Azzola, Huang Zhe
He Spoke To The Birds
AAIE Center For Contemporary Art, Roma
17 giugno – 28 luglio 2026
AAlE è lieta di presentare He Spoke to the Birds, una mostra di tre artisti curata da Fanfan Yuxuan Fan, con Jeremias Rumpl, Diego Azzola e Huang Zhe. L’esposizione prende il titolo dal racconto di Carolyn Christov-Bakargiev su San Francesco d’Assisi: «parlava persino agli uccelli» («il parlait même aux oiseaux»). [1]
La frase evoca un’etica fondativa dell’Arte Povera: un mondo in cui umano e non umano, tutta la creazione, esistono sullo stesso livello, dove l’uomo si identifica con la natura. L’arte è tornata alla sua condizione più elementare, mettendo in primo piano l’energia e il linguaggio intrinseci dei materiali. Questa sensibilità persiste nelle pratiche: zinco corroso, tubi zincati e fumo persistente.
Jeremias Rumpl lavora con lastre di zinco. Trasferisce le immagini dai suoi quaderni di schizzi sulle superfici prima di sottoporre il metallo ad incisione con acido, saldatura e agenti atmosferici per indurre la corrosione.
Questa ruggine è il risultato della reazione dell’acido con lo zinco, l’iscrizione fedele della sua esistenza. Il materiale completa ciò che l’immagine da sola non può. Emerge una doppia narrazione, poiché le raffigurazioni di rovine e decadimento rispecchiano la corrosione delle lastre di zinco stesse. Il tempo non è solo rappresentato, ma inscritto nell’oggetto.
Le installazioni di Diego Azzola affondano le loro radici nell’elementare. Le tubazioni zincate richiamano la logica degli acquedotti romani, sistemi che un tempo trasportavano la linfa vitale della città, ora spostati dalla funzione e messi in dialogo con la pittura figurativa.
In sintonia con l’estraniamento dalla natura e aperto al potenziale di nuovi materiali, Azzola mette in scena l’organico accanto all’industriale, il fluido accanto al fisso. La sua costante attenzione ai mondi acquatici e marini indica una vitalità primordiale: la materia come luogo dove la natura perduta riemerge, dove la vita prende forma e l’energia circola.
Il fumo satura lo spazio della memoria che Huang Zhe costruisce sul lino. Le forme ricorrenti derivano dalla sua infanzia in una famiglia buddista nel sud della Cina, dove l’incenso e la sua foschia vagante modellavano la trama della vita quotidiana.
Il fumo, nel suo lavoro, è un residuo di percezione, che collega figura, tempo e assenza, permeando e disperdendosi attraverso la tela. In quanto materiale più leggero e meno afferrabile, diventa filtro emozionale, trasponendo l’esperienza sensoriale latente nel presente della pittura e liberando la contingenza, la deriva delle microemozioni.
Presentata a Roma, una città sedimentata in strati di pietra, rovine e acqua, He Spoke To The Birds dialoga con l’Arte Povera. Non per aggiungere idee alle cose, ma per scoprire ciò che è già lì: la contingenza, il flusso di energia, una soggettività rinnovata attraverso il contatto con la materia. Parlare agli uccelli significa credere che ogni creatura abbia una voce degna di ascolto.
I tre artisti lavorano con la stessa fede, secondo cui lo zinco, i tubi e il fumo non sono strumenti di espressione, ma interlocutori. Corrodendosi, ricordando, andando alla deriva e dissolvendosi, ognuno rilascia l’energia latente già trattenuta nel mondo. Perché gli uccelli non erano mai gli unici a farsi sentire.
Jeremias Rumpl, Diego Azzola, Huang Zhe
He Spoke To The Birds
- a cura di Fanfan Yuxuan Fan
- 17 giugno – 28 luglio 2026
- AAIE Center For Contemporary Art
Via Sermide 7, 00182 Roma
Info
Note
1. Wychowanok, Thibaut. Les chefs-d’œuvre de l’Arte povera s’exposent à la Bourse de commerce. Numero, 10 ottobre 2024. ↑












