prossimi eventi

Shu Takahashi. Un artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis

data dell'evento
2 Luglio 2026

luogo
L'Aquila

Shu Takahashi.
Un artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis.
Un mondo fluttuante tra Oriente e Occidente

secondo progetto di
七転び八起き Nanakorobi Yaoki
Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava
2 luglio – 4 settembre 2026
Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, L’Aquila

Giovedì 2 luglio 2026 la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre inaugura il secondo progetto di Nanakorobi Yaoki Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava. Si tratta di Shu Takahashi. Un artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis. Un mondo fluttuante tra Oriente e Occidente. [1]

La manifestazione è inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, sostenuta e promossa dal Comune dell’Aquila.
Il progetto si avvale del patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia e dell’Istituto Giapponese di Cultura a Roma (Japan Foundation 国際交流基金).

immagine per Shu Takahashi, Apologue
Shu Takahashi, Apologue, 1980, serigrafia su tela

La mostra intende approfondire il dialogo culturale tra Italia e Giappone attraverso il rapporto umano e intellettuale che legò Shu Takahashi, artista tra i più rappresentativi del legame tra le avanguardie europee e la tradizione orientale, vissuto a lungo in Italia, a Giorgio de Marchis, già Soprintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e poi Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo.

Esito di tale amicizia fu il dono di una serie di opere, conservate oggi nella Collezione della Fondazione, che costituiscono il nucleo principale dell’esposizione. Accanto ad esse prestiti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, italiane e giapponesi. L’esposizione è frutto di un percorso curatoriale legato alla valorizzazione del lavoro dell’artista.

La serata di inaugurazione si svolgerà alla presenza di Anna Imponente, Ari Takahashi, figlio di Shu Takahashi, e di Yusuke Okamura, allievo e assistente del maestro. Sarà arricchita da un intervento di Giuseppe Di Natale – Docente di Storia dell’Arte Contemporanea Università degli Studi dell’Aquila.

Come scrive la curatrice Anna Imponente:

«Strana l’eleganza, lo splendore, l’intensità ineguagliata della sua arte. Fatta di semplificazioni estreme, l’innocenza di sensazioni tattili, l’epifania di nuovi materiali, i colori di lacca. La levigatezza delle cose perfette negli incastri delle superfici centinate in legno cariche di fatica senza sforzo apparente e il paradosso di galleggiare aeree antigravitazionali. […]

Con la permeabilità del suo spirito Takahashi trasforma in realtà il sogno sublime di attraversare i muri dello studio unendo in un continuo fluire Oriente e Occidente, contenere universi di modernità e tradizione. […]

Nei quadri di Takahashi i bordi tracciano i grandiosi confini del mondo, estasi in solitudine dinanzi a cielo, terra, vento, fuoco, acqua nelle opere recenti sulle pareti di una pagoda buddista in Giappone. Contengono l’emozione dell’infinito come i “tagli “di Fontana, il nero è logica delle tenebre, velo del nulla, buio che può fagocitare

Martedì 14 luglio 2026 alle ore 17.30 avrà luogo un incontro di approfondimento sul tema Dialogo sulla poetica di Shu Takahashi. Geometrie del profondo.
immagine per Shu Takahashi, Senza titolo
Shu Takahashi, Senza titolo, 1973, litografia – prova d’artista

Shu Takahashi nasce nel 1930 nella prefettura di Hiroshima e si avvicina alla pittura come una “profonda, liberatoria esigenza di espressione”. Deve evadere da una realtà lavorativa alienante vissuta inizialmente in un ufficio e presso una casa editrice. Ottiene il primo grande riconoscimento in patria nel 1961 vincendo il Gran Premio dei Nuovi Artisti/Premio Yasui. Tale successo gli permette di trasferirsi a Roma nel 1963 grazie a una borsa di studio del Governo italiano.

All’arrivo in Italia rimane profondamente affascinato dallo spazialismo di Lucio Fontana, senza rimanerne però troppo influenzato. Sebbene la sua produzione iniziale sia segnata da una fase spirituale, “stretta” e monocroma di chiara matrice zen, l’anno 1966 rappresenta un “audace cambiamento di rotta”. In occasione della sua prima personale alla Galleria del Cavallino di Venezia l’artista si apre al “colore della vita che nasce e che scorre”. Introduce smalti nitrati e acrilici in tonalità vibranti di blu, rosso e arancio per rappresentare una “forma erotica” intesa come gioia di vivere e spinta energetica.

Il suo percorso artistico evolve verso una personalissima conciliazione tra l’artificiosità costruttivista occidentale e il vitalismo organicista orientale, attingendo alla teoria dei colori della pittura tradizionale Ukiyo-e dove il colore tende a “tingere tutto lo spazio”. Sviluppa una tecnica innovativa basata sulle “shaped canvas” o tele sagomate. Qui i margini curvilinei e i solchi profondi tra i colori conferiscono all’opera una dimensione oggettuale e spaziale che supera la distinzione tra pittura e scultura.

Takahashi manifesta inoltre una forte vocazione per l’arte pubblica, credendo che essa debba uscire dai musei per “comunicare direttamente con le persone” e trasmettere pensieri di “gioia, coraggio e libertà”.

Il suo ruolo di “profondo e raffinato interprete di culture lontane” consacra Takahashi come una figura fondamentale capace di fondere l’essenzialità giapponese con le avanguardie europee in un linguaggio universale.

immagine per Shu Takahashi Giorgio de Marchis

Shu Takahashi.
Un artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis.
Un mondo fluttuante tra Oriente e Occidente

  • secondo progetto di
    七転び八起き Nanakorobi Yaoki
    Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava
  • Inaugurazione 2 luglio 2026 ore 18.00
    2 luglio – 4 settembre 2026
    giovedì 11.00-19.30 | venerdì e sabato 17.30-20.00 | domenica 11.00-13.00 / 17.30-20.00
  • Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
    Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila
  • Ingresso libero
Info

www.fondazionedemarchis.it | fondazione.demarchis@gmail.com

Facebook

Ufficio stampa
Roberta Melasecca_associazione blowart
roberta.melasecca@gmail.com | info@melaseccapressoffice.it

Note

1.  A cura di Anna Imponente, già Direttrice di Sezione alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, nonché Soprintendente emerita ai Beni Culturali della sede aquilana, in collaborazione con Ari Takahashi. Con l’ideazione, promozione e direzione artistica della Fondazione Giorgio de Marchis.