Martedì 22 settembre 2026, la Fondazione Pastificio Cerere e la Fondazione Severino, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, presentano BENU, mostra personale dell’artista Eugenio Tibaldi a cura di Marcello Smarrelli.
L’esposizione sarà aperta al pubblico da mercoledì 23 settembre a sabato 28 novembre 2026.
La mostra racconta, attraverso immagini e documenti, l’omonimo progetto promosso dalle due fondazioni nato dal desiderio condiviso di portare l’arte contemporanea nella Casa Circondariale di Rebibbia Femminile.
Il progetto ha coinvolto le donne detenute in un percorso di co-progettazione artistica che ha trasformato l’esperienza creativa in uno strumento di partecipazione, dialogo e rinascita.
BENU si è concluso con la realizzazione di un’opera d’arte site-specific permanente, inaugurata in occasione del Giubileo 2025 alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“Questa mostra restituisce al pubblico il valore di un’esperienza messa a punto insieme alle donne di Rebibbia”, ha affermato Paola Severino, presidente dell’omonima Fondazione, aggiungendo: “BENU non è soltanto un’opera d’arte, ma il risultato di un processo partecipativo che ha trasformato idee, energiee creatività in un simbolo condiviso di rinascita. Un esempio concreto di come l’arte possa creareconnessioni tra il carcere e la comunità esterna.”
“Sostenere progetti come BENU significa dare forma alla mission della Fondazione Pastificio Cerere”, afferma il presidente Flavio Misciattelli, che prosegue: “Promuovere un’arte contemporanea capace di dialogare con il territorio, coinvolgere le comunità e contribuire alla costruzione di una società piùaperta e consapevole. Crediamo che l’arte possa generare relazioni, attivare processi condivisi e crearevalore nei contesti in cui opera”.
Ispirato alla fenice, simbolo universale di rinascita, BENU prende il nome da una creatura mitologica sacra agli antichi Egizi, associata al dio Ra e successivamente assimilata alla figura della fenice.
Il progetto ha coinvolto attivamente le detenute in laboratori creativi nella fase preparatoria, ma continua ad avere bisogno del loro impegno e della loro determinazione per produrre l’energianecessaria ad alimentare le sculture luminose all’interno del carcere.
Un volume, edito da Magonza, documenta la genesi del progetto e sia l’ampia esposizione negli spazi della Fondazione Pastificio Cerere. I testi del curatore Marcello Smarrelli, di Simone Ciglia e del cardinale José Tolentino de Mendonça approfondiscono le implicazioni estetiche, sociali e culturali dell’opera di Eugenio Tibaldi.
Il progetto, promosso dalla Fondazione Severino e dalla Fondazione Pastificio Cerere, è realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede e del Ministero della Giustizia.
Fondazione Pastificio Cerere
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