Giuseppe Tubi
Frammenti per un’autobiografia del dissenso
7 novembre – 6 dicembre 2026
MUACC Museo universitario delle arti e delle culture contemporanee, Cagliari
Il MUACC Museo universitario delle arti e delle culture contemporanee dell’Università degli Studi di Cagliari ospita l’antologica di Giuseppe Tubi Frammenti per un’autobiografia del dissenso. Curata da Raffaella Perna, docente di storia dell’arte contemporanea alla Sapienza Università di Roma, la mostra è patrocinata dal Dipartimento di Storia, antropologia, religioni, arte, spettacolo dell’Ateneo romano.
L’esposizione si inserisce nella programmazione del MUACC orientata all’esplorazione dei linguaggi e all’approfondimento delle istanze critiche della società contemporanea. Rafforza la collaborazione interistituzionale e lo scambio con altre realtà accademiche nazionali
Voce radicale dell’arte italiana contemporanea, da oltre trent’anni Giuseppe Tubi fa dell’anonimato una scelta politica e della critica al sistema dell’arte un terreno di scontro. Dal 1992 opera dietro uno pseudonimo mutuato da un personaggio dei fumetti Disney. Questa scelta dell’artista si presenta come un atto di sottrazione alle logiche dell’autorialità, del mercato e della spettacolarizzazione. Un rifiuto militante di farsi merce e icona.
Con oltre venticinque opere, dagli esordi negli anni Novanta fino alle opere recenti, la mostra ricostruisce un percorso coerente e marcatamente politico, che riflette sui meccanismi di controllo tecnologico, sulle migrazioni forzate, sui conflitti e le trasformazioni geopolitiche che attraversano il presente.
Al centro della ricerca di Tubi c’è un’attenzione costante per il linguaggio verbale. Un’opera come Terrorist.txt (1994-2000), composta dall’elenco dei nomi di gruppi legati alla lotta armata, si propone come una tassonomia della parola pubblica e, insieme, come una riflessione critica sugli anni di piombo. Si tratta di un lavoro di scavo politico nell’archivio collettivo, un ‘dispositivo archivio’ in cui la memoria personale si salda a quella della comunità, e la parola diventa il luogo dove si depositano violenza, sorveglianza e ideologia.
Questa tensione verbo-visiva raggiunge forse il suo esito più compiuto in White Christmas, esposto per la prima volta a Cagliari e parte di una serie di dittici monocromi bianchi a cui l’artista lavora, senza ancora mostrarli, dal 2019. Sono opere apparentemente silenziose, scritte bianco su bianco, eredi della lunga tradizione del monocromo novecentesco.
Grazie a frasi a doppio senso, però, riattivano episodi rimossi della storia recente. È ciò che accade appunto in White Christmas, il brano usato come segnale in codice per l’evacuazione finale delle truppe statunitensi da Saigon nel 1975. Le lettere in rilievo sono composte con i capelli dell’artista, che vi deposita il proprio DNA. Un gesto paradossale, dato l’anonimato scelto da Tubi, che trasforma ogni scritta in una traccia identitaria nascosta e insieme rivelata.
Accanto a questi lavori sul linguaggio, la mostra presenta una selezione di quadri digitali degli anni Novanta e Duemila, tra cui Human Migration, Desert Snow, Air Control, che affrontano i grandi nodi del presente. I flussi migratori, la crisi climatica, le nuove forme di controllo tecnologico, attraverso una pratica che mescola cultura alta e bassa.
Nell’insieme, la mostra racconta un artista che ha fatto della clandestinità e della militanza politica la propria pratica estetica, prima ancora che il proprio soggetto.
Giuseppe Tubi ha esposto in mostre personali e collettive. Tra le altre istituzioni, presso: Flash Art Museum, Trevi; MLAC – Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea della Sapienza Università di Roma; MAN, Nuoro; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Palazzo Racani Arroni, Spoleto; Palazzo delle Esposizioni, Roma; Palazzo dei Diamanti, Ferrara; Centro per le Arti Contemporanee, Pesaro; Acquario Romano, Roma; MACRO, Roma; Ex Mattatoio, Roma; Cartiere Vannucci, Milano; Palazzo Bonoris, Brescia; Galleria Comunale di Arte Moderna, Roma.
Giuseppe Tubi
Frammenti per un’autobiografia del dissenso
- A cura di Raffaella Perna
- Inaugurazione 7 novembre 2026 – h. 18.00
7 novembre – 6 dicembre 2026
martedì-domenica 10-18 - MUACC Museo universitario delle arti e delle culture contemporanee
Via Santa Croce 63, 09124 Cagliari
Info, prenotazioni e visite guidate
www.unica.it | muacc.info@unica.it
ticket.orientare.it | museiunica@orientare.it












