Sguardi Plurali sull’Italia Plurale
i progetti vincitori della 3ª edizione del concorso fotografico rivolto a giovani under 35
Carbonia Film Festival
11 – 15 novembre 2026
Sono tre i progetti vincitori dell’ultima edizione di Sguardi Plurali sull’Italia Plurale, concorso fotografico nazionale rivolto a giovani under 35 con background migratorio. Gli artisti premiati, – Ariman Scriba, Davide Abbas Pour e Ricardo Aleodor Venturi -, sono stati selezionati dalla giuria al termine di un’open call, conclusasi a luglio 2026, con numerose candidature provenienti da tutta Italia.

Promosso da CSC Carbonia della Società Umanitaria – La Fabbrica del Cinema, FIERI e Memory Lab – Centro di ricerca del Dipartimento di Storia Culture e Civiltà dell’Università di Bologna, in collaborazione con ARCI nazionale e Associazione Zona, Sguardi Plurali diventa, come nelle precedenti edizioni, una mostra fotografica itinerante che presenta i lavori selezionati e le diverse prospettive emerse dal concorso.
La prima tappa di Sguardi Plurali sull’Italia Plurale è in programma dall’11 al 15 novembre in Sardegna, in occasione del Carbonia Film Festival. Dal 30 novembre la mostra prosegue a Bologna, nel chiostro di San Giovanni in Monte, sede del Dipartimento di Storia Culture e Civiltà (DiSCi) dell’Università di Bologna. Nel 2027 sono previste ulteriori tappe a Torino, a Milano, nei chiostri della Società Umanitaria, e in altre città italiane.

Attraverso prospettive inedite e uno sguardo plurale, i lavori selezionati raccontano l’Italia contemporanea mettendo in discussione narrazioni dominanti e stereotipi culturali ancora diffusi e componendo così un racconto corale e sfaccettato del Paese.
Ad aggiudicarsi il primo premio Ariman Scriba, fotografa italiana di origini marocchine. La sua ricerca si sviluppa tra documentario e ritratto, indagando temi come identità, appartenenza, diaspora e rappresentazione delle comunità razzializzate.
Il suo progetto, dal titolo Grana Beldia, racconta la vita di un’etichetta discografica indipendente, fondata e costituita da persone con background migratorio, presso cui l’artista lavora. Uno specchio di quella parte della cultura musicale italiana contemporanea costruita da ragazze e ragazzi di seconda generazione che hanno trasformato esperienze spesso marginalizzate in una nuova grammatica culturale.
Secondo posto per Davide Abbas Pour, artista italo-iraniano che con il progetto Intreccio ricostruisce una memoria latente, partendo dalla necessità di recuperare ciò che si è perso. Attraverso molteplici tecniche, che vanno dal digitale all’analogico, l’artista restituisce nuova vita a foto d’archivio della sua infanzia e a scatti di un viaggio in Iran.

Terzo classificato l’artista Ricardo Aleodor Venturi con il progetto Mare, che gioca sul duplice significato in romeno della parola “Mare”: mare e grande. Di origini romene per parte di madre, l’artista esplora il concetto di grandezza anche come metafora della ricerca di un’identità in un mondo sterminato.
Oltre ai tre premi principali, la giuria ha assegnato due menzioni speciali.
La prima è stata conferita a Shuai Peng, artista nato a Xiangtan, in Cina, e residente in Italia dall’età di nove anni. Il suo progetto Paesaggio Nostrano raccoglie frammenti di un’Italia laterale e poco spettacolare, in cui elementi culturali e vegetali provenienti da altre geografie si radicano lentamente nella quotidianità.
La seconda menzione è andata a Jasmin Barri, artista visuale italo-palestinese, con il progetto Alf Mabrook, una selezione di fotogrammi del matrimonio dei genitori, in cui tradizioni e culture si intrecciano.
La giuria si è avvalsa del giudizio di Valeria De Berardinis (Produzione e coordinamento progetti per Zona – Associazione culturale che cura l’ideazione, lo sviluppo e la produzione fotografica), Pietro Cingolani (Antropologo, docente di Antropologia delle migrazioni, Università di Bologna), Mounir Derbal e Deka Mohamed Osman (Fotografi e vincitori della seconda edizione del concorso Sguardi Plurali) Yassin Dia (Antropologa e ricercatrice FIERI), Mohamed Keita (Fotografo e fondatore studio Kene, Roma e Bamako), Chiara Scardozzi (Antropologa e Fotografa, docente di Antropologia Visuale e Antropologia Digitale, Università di Bologna), Andrea Tinterri (Curatore e critico d’arte contemporanea per la Società Umanitaria), Marco Trulli (Curatore artistico e Responsabile Cultura e Giovani, Arci Nazionale), che ha contribuito quest’anno alla realizzazione di parte dell’allestimento della mostra.
Questa edizione di Sguardi Plurali si arricchisce di competenze e visioni, presentando al pubblico una nuova veste grafica, realizzata e curata da Lilia Di Bella, operatrice culturale specializzata in comunicazione visiva e design grafico; l’allestimento di parte della mostra ha goduto anche della consulenza curatoriale di Andrea Tinterri.
Dagli artisti e dalle artiste partecipanti a questa terza edizione di Sguardi Plurali sull’Italia Plurale emergono racconti che intrecciano esperienze personali, vissuti familiari e riferimenti culturali plurali. Tutti mettono in discussione le narrazioni dominanti su appartenenza, origini e cittadinanza. L’immagine è uno strumento di autorappresentazione e, al tempo stesso, un luogo di negoziazione identitaria. La fotografia diventa quindi una forma di testimonianza, capace di trasformare l’esperienza personale in un patrimonio simbolico condiviso. Queste pratiche non si limitano a conservare il passato, ma lo reinterpretano, aprendo nuove possibilità di riconoscimento.
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