Metropolitz e Gianni Asdrubali

Se vi trovate al quartiere Prenestino di Roma andate a vedere il wall painting di Gianni Asdrubali.

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Lo spazio  – Metropoliz, poi MAAM – è uno scalcinato residuo industriale, un capannone vuoto che ha fatto gola ad architetti e designer, artisti e registi teatrali che, seguendo la logica del recupero, hanno aperto un luogo di sperimentazione e produzione. L’opera di Asdrubali occupa una parete intera dove s’apre una porta ed è del tutto lontana da ogni contaminazione e subordine ambientale.Concepita come dichiarazione di coordinate spaziali s’impone all’occhio quale fenomeno visivo. Il verbo imporre è d’uopo se consideriamo la veloce energia che guida il reticolato di cellule che sembrano franare nel nero di fondo. È un modo di impostare lo scarto spaziale tra stanza e opera che ricorda le questioni moderne in un’ottica che infrange lo specchio su cui si riflette la prospettiva bunelleschiana e mostra il piano dell’artificio. La messa in scena del crollo s’oppone anche alla logica delle ambientazioni e proponendosi come anti – architettura sbilancia la costruzione verso un l’abbandono psico-fisico del gesto ripetuto personale e regolato.

Ogni tratto del reticolo è diverso, è una posizione, una postura che s’incatena a un’altra, è una frase che da suono si fa rumore per poi bloccarsi nel silenzio.

Anche l’immagine che si forma questa pratica vacilla tra la cancellazione e l’insistenza del segno sul fondo quasi si volesse a tutti i costi smuovere la bidimensionalità in avanti.

La riflessione spontanea è quella di trovarci davanti a un marchio moderno che pretende dalla cifra uno stile e da esso uno sguardo, senza rimandi mescolati nel calderone dello studio, senza proiezioni mentali elaborate come schema preconcetto, insomma senza una preparazione che, di solito è pre-testo. L’opera cosi eseguita oscilla tra modulo e azione, tra logotipo e incidenza.

  • Metropoliz /  MAAM-Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia
  • via Prenestina 913, Roma
Marcello Carriero

Marcello Carriero

Classe 1965, Marcello Carriero è Laureato in Conservazione dei Beni Culturali ed Ambientali presso l’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo (città natale e dove attualmente risiede), Specializzato in Archeologia e Storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Siena e con Stage / master in Cura critica ed installazione musale presso il MLAC dell’Università “La Sapienza “ di Roma. E' storico e critico d'arte e curatore nonchè docente universitario. Ha curato e organizzato mostre in spazi pubblici e privati, ha partecipato a Convegni e Seminari, redatto cataloghi e scritto saggi e articoli collaborando con riviste di settore e quotidiani. Dal 2001 scrive sulla rivista specializzata "Arte e Critica", sui Siti web www.oparts.it, www.luxflux.net, www.exibart.com, www.merzbau.it, e sul webmagazine "art a part of cult(ure)". Attualmente è impegnato nel progetto curatoriale "la testa tra le nuvole" che, inaugurando con una prima mostra (omonima, il 12 dicembre 2009 a Viterbo), fonda le basi per aprire una Galleria d'Arte Contemporanea pubblica e istituzionale nella città di Viterbo.

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