Bologna Children’s Book Fair 2016 e sguardo sull’Indonesia

Fuel the Imagination è il titolo che ha contraddistinto quest’anno la 53° edizione della Bologna Children’s Book Fair, la più grande Fiera al mondo dedicata alla letteratura per l’infanzia.

Chiusa da qualche settimana, è questa l’occasione per analizzarla a mente fredda, individuando subito che il calo che ha caratterizzato altre kermesse fieristiche non c’è stato, anzi: 1200 espositori provenienti da oltre 70 paesi, con la Germania come Paese Ospite, la quale – in collaborazione con il Goethe Institut Italia – ha presentato trenta tra i suoi migliori illustratori nella mostra Look!. Si sono inoltre festeggiati i cinquanta anni della Mostra degli illustratori” il 60° anniversario delle fiabe di Italo Calvino, e l’inaugurazione per la prima volta del Bologna Digital Media, uno spazio dedicato al mondo digitale. Il primo giorno si erano contati più di 1200 visitatori. La Fiera, infatti, come premesso, non conosce flessioni, anzi: l’editoria per ragazzi nel 2015, secondo i dati dell’AIE (Associazione Italiana Editori), è cresciuta del +7,9% con un fatturato di 182 milioni di euro, con la vendita dei diritti dei libri per ragazzi che copre oltre un terzo dell’editoria italiana. Ed è fondamentale proprio questa coesione dei diversi paesi in un unico luogo, come ha ricordato il Presidente di BolognaFiere Federico Boni:

“Il confronto tra le diverse culture nei padiglioni deve essere un momento essenziale per la formazione dei bambini nella loro crescita. La Fiera è una comunità multiculturale capace di portare nella città il valore della diversità, ma soprattutto della uguaglianza nella diversità”.

E è l’Indonesia a portare avanti questo messaggio di uguaglianza nella diversità, che è il motto stesso di questa nazione che con i suoi 250 milioni di abitanti e le sue 17.508 isole è il quarto paese più grande al mondo e il cui mercato editoriale è in continua crescita: specialmente il settore della letteratura per l’infanzia, che è al top delle categorie di vendita, coprendo il 22% dell’intero mercato grazie anche ai suoi 55 milioni di studenti delle scuole primarie e secondarie.

L’Indonesia si è presentata in questo 2016 con il titolo Return to the Island of Tales, con uno spazio espositivo molto più grande e forte dell’anno precedente – dove aveva debuttato alla Fiera con il titolo 17.000 Islands of Imagination – anche sfruttando la grande opportunità di essere stato il Guest of Honour Country della Fiera del Libro di Francoforte nell’ottobre del 2015, con ben 30 editori presenti, 2000 titoli e circa 70 autori tra cui ricordiamo Eka Kurniawan, Laksmi Pamuntjak e Ayu Utami, tutti tradotti in italiano. Non a caso, il tema grafico dello stand ha riproposto quello stesso usato a Francoforte, seppur con un diverso colore, cosa apprezzata da quasi tutti i visitatori. A differenza di molti altri paesi, non ha puntato su un singolo editore forte ma come collettivo riunito nel National Book Committee, come unione dell’Indonesia e del Ministero della Cultura e dell’Educazione, presente nello stand con Mr. Fahturahman e Mr. Sunari. Va menzionata anche la presenza di parte dello staff dell’Ambasciata Indonesiana di Parigi nei giorni della Fiera. Dunque l’Indonesia ha portato a Bologna 12 editori in catalogo, circa 200 titoli e tre illustratori. Del National Book Committee erano presenti Dessy Sekar A. Chamdi, Ridwan Amsal e Nataresmi, e inoltre in doppia vece di membri del Comitato ed editori: Lucya Andam Dewi (Bumi Aksara), Laura Prinsloo (Kesaint Blank), Sari Meutia e Yuliani Liputo (Mizan), Siti Gretiani (Gramedia Pustaka Utama), e Suhindrati A. Shinta come semplice editore per Noura Books. A seguire l’evento è arrivata dall’Indonesia anche una giornalista di Detik.com Iin Yumiyanti.

Gli illustratori erano tre:

Evelyn Ghozalli è stata invitata dall’Italian Trade Agency office di Jakarta e come Direttrice Creativa dell’Agenzia indipendente di libri per l’Infanzia Litara Foundation. Nata a Jakarta, Evelyn esordisce nel 2005 nel mondo della letteratura per l’infanzia con la serie The Adventure of Little Lily. È anche la fondatrice del Circolo di illustratori indonesiani per l’infanzia chiamato KELIR, nato nel 2009,  che conta oltre 260 iscritti e promotrice della sezione indonesiana della SCBWI – Society of Children’s Book Writer and Illustrators con all’attivo 20 membri. A oggi ha illustrato più di 50 storie per ragazzi e vinto alcuni importanti premi, ma è molto critica nei confronti dell’illustrazione in Indonesia, non ha timore a dire che per lei il livello è ancora non all’altezza, c’è molto da fare per essere competitivi. Questa è la sua seconda volta alla Fiera, dopo che nel 2014 è stata chiamata a rappresentare l’Indonesia nella prima grande esibizione di illustratori di tutto il mondo. A Bologna ha amato molto l’autore spagnolo Roger Olmos, pubblicato in Italia.

Renata Owen è invece una giovanissima e talentuosa artista al suo esordio con le illustrazioni per il libro Drue and the Tales of 5 Kingodm della famosa scrittrice Clara Ng. Le sua illustrazioni e i disegni realizzati durante i giorni della Fiera hanno ipnotizzato moltissimi visitatori e addetti del settore affascinati dalla sua tecnica; i suoi disegni sono stati usati anche per illustrare lo stand.

E poi c’è Iwan Yuswandi, nato a Bandung nel 1973 e laureato alla Graphic Design Department all’Art College di Bandung nel 1996. La sua carriera come illustratore per l’infanzia è nata e prosegue con Mizan Publishing. I tre artisti si sono esibiti durante l’Happy Hour che lo stand indonesiano ha tenuto il 6 aprile con un grande successo di pubblico e molti apprezzamenti. A conclusione dei giorni di Fiera lo stand indonesiano ha anche fatto una donazione di libri per l’infanzia all’Associazione Bibli-os che collabora con la Clinica Pediatrica Gozzadini, presso l’Ospedale Sant’Orsola nel Reparto d’urgenza pediatrica

Ci dice Yuliani Liputo del NBC:

“Noi siamo qui per conquistare sempre di più nuovo mercato sfruttando, a differenza dell’anno precedente, il felice momento di Francoforte: il primo anno è stato per noi di presentazione, era tutto ancora acerbo, ma questo anno non dobbiamo perdere l’occasione e vogliamo essere riconosciuti a livello mondiale. Ma lo sappiamo bene che non è facile, il mercato è forte e molto competitivo, perciò dobbiamo conoscere bene quali sono le nostre forze e le nostre debolezze, e puntare sulla tradizione. Ora la competizione inizia.”

Anche Laura Prinsloo conferma l’ottimismo:

“Le risposte del pubblico sono migliori dello scorso anno. Tre titoli sono stati acquistati dalla Malesia e dalla Turchia e altri 16 sono in contrattazione. I propositi per l’anno prossimo sono quelli di portare molti più titoli, 200 titoli non sono sufficienti; e anche più editori, noi ne abbiamo 12 in catalogo su 1200 che ci sono in Indonesia.”

Insomma, il mercato in Indonesia è enorme e va fatto conoscere in ogni modo, anche perché i commenti di tutti i visitatori che entravano nello stand erano gli stessi: bellissima atmosfera e calda accoglienza, design a luci veramente ben fatti, ma forse bisogna puntare di più sulla tradizione che non su imitazioni di stili occidentali. Sia gli illustratori, i grafici, le libraie e i semplici visitatori dicevano la stessa cosa così riassumibile: “se io entro nello stand dell’Indonesia penso Quando mi ricapita di avere tra le mani un libro indonesiano!’ perciò io voglio vedere ciò che non conosco, la loro ricca tradizione che in Italia non arriva, voglio conoscere il loro mondo”. Ecco perché, insieme al libro Alika – Rambut Panjang di Dewi Rieska e illustrato da Fatimah Zahra, quasi tutti hanno amato i libri più legati alla tradizione come Legenda Pohon Beringin di Murti Bunanta o Ni Terong Kuning di Putu Oka Sukanta illustrato da I Ketut Nama. Perché parla di mondi e culture completamente sconosciuti agli italiani. Ma come spiegano i membri del NBC e gli illustratori presenti, gli artisti di quei testi sono già adulti, molto grandi, mentre le nuove generazioni di illustratori sono più affascinati dall’immaginario visivo occidentale o asiatico di stampo manga.

Dunque, tirando le somme di questa lunga esperienza, possiamo dire che questa è la sfida per l’editoria per l’infanzia in Indonesia per il prossimo anno e anche uno dei temi principali da affrontare per i suoi artisti: come rendere moderna la tradizione? Puntare su quelli che sono i contenuti e il patrimonio culturale di lunga tradizione dell’Indonesia e raccontarlo mantenendo la propria originalità, senza copiare lo stile europeo, perché non ha senso venire in Europa con uno stile occidentale, non si potrà mai essere competitivi in questo modo. Come ha detto anche il famoso artista malesiano Yusof Gajah “Satu Daerah Satu Cerita”(Un Paese una Storia). Bisogna essere orgogliosi della propria tradizione perché è questo ciò che il pubblico di lettori vuole conoscere. Non a caso Mr. Goenawan Mohamad, Presidente del National Organizing Committe for Indonesia alla Fiera del Libro di Francoforte dice:

“Nell’anno 1030, Mpu Kanwa, il famoso poeta del regno Kahuripan in qulla che è oggi Giava Occidentale, finito la sua Opera magna Arjunawiwaha annunciò: Ho costruito il mio tempio del linguaggio sulla mia tavola di scrittura. Inutile dire che il risultato è un patrimonio inestimabile. Grazie agli scrittori di epoche precedenti, oggi gli indonesiani trovano le loro risorse intellettuali e artistiche nella scrittura e la lettura che sono diventate parte della loro tradizione”.

Appuntamento all’anno prossimo.

Stefano Romano

Stefano Romano

Stefano Romano nasce a Roma nel 1974, laureandosi in Psicologia ed Estetica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia all'Università "La Sapienza" di Roma. Dal 2009 lavora come fotografo tra le comunità migranti romane, collaborando anche con il Centro Culturale della Grande Moschea di Roma e con diverse ambasciate asiatiche a Roma; tiene Corsi di Fotografia Interculturale e giornalistica, seminari e Workshop, scrive inchieste e pubblica i suoi reportage su "Frontiere News".

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