Il Comune di Rotondi (AV) incastonato in terra beneventana, ma cinto alle spalle dalla catena montuosa del Partenio, ha collocato, in maniera perenne, nella piazza antistante la Casa Comunale, le installazioni di quattro noti artisti contemporanei.
Qui, avvio un colloquio con uno di essi: Luigi Auriemma.
La sua opera dal titolo Diritti Umani, Ovunque, Altrove realizzata in ferro e lamierati dipinta di giallo svetta con audacia al cospetto del cielo, e richiama alla memoria, la celebre frase del filosofo Kant:
“ Il cielo stellato sopra di me, le leggi morali dentro di me”.
E in effetti l’opera con le scritte contenute e parlanti, richiama esplicitamente l’attenzione sulla condizione umana in molti paesi del mondo, e in generale, essa si propone come ouverture della intensa e significativa ricerca di Auriemma, che da oltre un trentennio indaga ostinato e irriducibile i non-sense che si aggirano famelici intorno all’uomo, e che allignano sazi nel suo ventre.
Auriemma ha alle spalle due mostre di straordinaria intensità, mi riferisco a D_I_O_GENE al Museo Archeologico di Napoli nel 2016 e Corpus Carsico 2019, alla Certosa di San Giacomo a Capri: due imponenti ed esaustive rassegne in cui il maturo artista ha potuto dispiegare con efficacia i suoi motivi d’indagine, tra sacro e profano, trascendente ed immanente, vita e morte, e schegge del linguaggio.
Dai quadri specchianti e alchemici di forte offerta di senso, dove alberga e staziona il mistero del Cristo scavato nel vetro, e fatto di ostie, che induce il nostro sguardo a ripulirsi di incrostazioni mendaci accumulati nel tempo, agli Autoritratti – BERESHIT, C_END_RE – che riposano tra cenere, specchio, acciaio, polveri d’argilla, olio d’oliva, acqua, ostie – offertorio alchemico ed esoterico, dove incontrare il senso della morte con laica fermezza, e salutare la vita come congedo ultimo.
Ecco, Luigi Auriemma si aggira tra queste materie fragili, ma non le calpesta, nulla si riduce in cocci, e mentre alza il sipario su uno stato d’animo nuovo, afferma che nessuno sguardo è neutrale, e che il nostro corpo si staglia ritto davanti al mondo, in una forte relazione d’abbraccio, come annotava lucidamente Maurice Merleau-Ponty.
E’ dialogo complesso quello che l’artista sviluppa con i luoghi che coinvolge nelle sue mostre [sceglie di preferenza luoghi carichi di storia e sacralità] e installazioni site-specific, come a Rotondi, dove la sua opera è stata capace, di aprire un varco di luce e pensiero radicale, affondando il coltello nella carne dei soprusi che offendono l’umanità, riconducendola ai primordi della storia.
L’iter espressivo di Luigi Auriemma non è arte fine a se stessa, ma interrogazione caustica, attraverso tecniche espressive che dialogano con l’uomo del nostro tempo, per ritrovare sensi smarriti e sentieri cancellati dall’incuria; il mondo consueto, di cui abbiamo pratica, e la Natura, la grande cornice che tutto contiene, metafora di cura e guarigione, reclamano a gran voce, attraverso Saramago, di ritornare a vedere:
“… bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito”.
E infine, la parola, che sempre accompagna le sue opere, che guida e interroga, richiamando la sottaciuta presenza dell’uomo spettatore non invitato alla messa in scena, visto che come riferiva Pistoletto, in riferimento a uno dei suoi Oggetti in meno, l’assenza può essere più forte e significativa di una presenza.
Gaetano Romano è nato il 1955 a Ottaviano (Na), dove tuttora risiede. Formatosi all’Università Federico II di Napoli, dove ha conseguito la Laurea in Sociologia, ha collaborato con periodici e quotidiani occupandosi dei temi dell’arte e delle discipline confinanti, pubblicando Sguardi e paesaggi del blog su argomenti che spaziano dall’arte contemporanea all’ambiente, ai poeti e pensatori che hanno segnato la nostra cultura.





