La bookmaker olandese Irma Boom per la prima volta in mostra in Vaticano, in dialogo con il patrimonio librario (futurista e non solo) della Biblioteca Apostolica Vaticana.
180.000 volumi manoscritti e d’archivio, 1.600.000 libri stampati, circa 9.000 incunaboli, 300.000 tra monete e medaglie, oltre 150.000 stampe, migliaia di disegni e matrici, oltre 200.000 fotografie: il patrimonio della Biblioteca Apostolica Vaticana è sconfinato.
All’interno delle sue mura giacciono, apparentemente silenti, beni dal valore inestimabile che conservano impressa tra le righe la storia dell’umanità.
Un patrimonio largamente eterogeneo in termini geografici, cronologici e disciplinari.
Un tesoro prezioso, che affonda le sue origini moderne nell’intuizione di Papa Niccolò V (1447-1455) e che prosegue tutt’oggi grazie al lavoro di specialisti, studiosi e restauratori che ne promuovono la conservazione, la valorizzazione e l’incremento delle collezioni.
Questo luogo, apparentemente inaccessibile, sceglie di sorprenderci: la Biblioteca Apostolica Vaticana spalanca le sue preziosissime porte al mondo, e per farlo di dialoga con gli artisti contemporanei.
La dicotomia tra presente e passato permette di affiancare di volta in volta i lavori di importanti artisti odierni con le collezioni della Biblioteca, in un sapiente gioco di rimandi, analogie e contrasti.
Dopo le prime due esposizioni dedicate rispettivamente a Pietro Ruffo (Tutti. Umanità in cammino. Dalla cartografia di viaggio alle mappe utopiche e allegoriche: la Biblioteca Apostolica Vaticana incontra Pietro Ruffo, novembre 2021-febbraio 2022) e a Maria Lai (L’arte di tessere la libertà. Maria Lai Incontra La Biblioteca Apostolica Vaticana, maggio-luglio 2022), è ora il turno di Irma Boom (dicembre 1960), a cui i curatori Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo e Delio V. Proverbio dedicano la sua prima mostra vaticana, dal 18 novembre 2022 al 25 febbraio 2023, e titolata Book! Boom! La Biblioteca Apostolica Vaticana incontra Irma Boom, affiancata da un’importante e cospicua donazione di opere da parte dell’artista (anch’essa curatrice della mostra).
Boom è al tempo stesso il nome della protagonista dell’esposizione, ma anche il risultato dell’incontro tra l’energica esplosione dei lavori della bookmaker olandese e la classicità degli spazi della Biblioteca.
Per il titolo della mostra, i curatori hanno giocato sulle parole Boom/Book: proprio queste, fluttuanti sullo scalone d’ingresso, ci regalano fin da subito un inaspettato e sorprendente effetto “wow”.
Entriamo, dunque, e lasciamoci avvolgere dalle suggestioni dei contrasti, dall’imprevisto dei rimandi e dal disorientamento misto a stupore che ci pervade non appena avvertiamo la trasformazione di quel luogo colmo di storia e di potenza in un laboratorio di colori, di sperimentazione e di innovazione.
L’ambiente d’ingresso è interamente dedicato al lavoro di Irma Boom: sulla parete di destra sono affiancati, in rigoroso ordine scientifico, trentuno teche di plexiglass contenenti i bozzetti dei più importanti libri realizzati dalla designer olandese, cui fanno da contrappunto allestitivo le matrici posizionate sulla parete opposta da lei utilizzate per la realizzazione di un omaggio al più iconico i suoi profumi della Maison Chanel, le très précieux parfum Chanel n°5 (2013).
Dominano l’ambiente il caleidoscopico ricordo di Ellsworth Kelly (2016) e la commissione realizzata nel 2018 per l’importante e lussuosa casa di moda Viktor&Rolf, per cui la Boom progetta un volume matrioska pienamente in linea con la sua concezione del libro-oggetto in grado di plasmarsi a seconda del contenuto al suo interno.
Per questo, nessuno dei suoi libri è uguale all’altro, proprio come se fossero dei vestiti pensati e cuciti su misura in base alle esigenze di chi lo indossa.
Il contenuto determina la forma: è questo il filo rosso che lega tutte le sue creazioni, e lo scopriamo proseguendo la visita nell’ambiente espositivo centrale, dove sono stati allestiti una grande quantità di volumi di grande interesse.
Incontriamo così dei veri e propri gioielli editoriali (di cui qui proponiamo una breve rassegna): Renault = Présent, realizzato nel 2016 per il noto brand automobilistico stampato su carta alluminio, in cui le pagine si riflettono l’una sull’altra richiamando la lucentezza delle carrozzerie dei veicoli; Kleur/Colour (2004), nel quale ottanta opere di maestri antichi e contemporanei vengono tradotti in diagrammi cromatici a loro volta condensati in strisce verticali colorate; Rembrandt × Rijksmuseum (2019), un voluminoso libro in composto da più di 800 pagine, che raccoglie i lavori dell’artista presenti nella collezione del Rijksmuseum; Bryophytes and lichens of Letterewe (2019), la cui finitura grossolana del taglio laterale delle pagine è proprio ispirata dai muschi e dai licheni che popolano l’area del Letterewe delle isole britanniche.
Contrariamente alle nostre aspettative, l’esperienza che ci troviamo ad affrontare è dunque quella di un viaggio tra forme, colori, suoni, odori (Thyssen-Bornemisza Art Contemporary: The Commissions Book, del 2020 ne è un esempio), texture: l’idea della biblioteca fredda e polverosa è un lontano ricordo che abbiamo lasciato all’entrata dello Stato del Vaticano.
Non è tutto: ogni esposizione qui realizzata è per gli addetti ai lavori occasione di scoperta e riscoperta del patrimonio della collezione della Biblioteca.
Ecco che in sala, accanto ai libri-oggetto di Irma Boom, troviamo una splendida selezione dei più importanti manifesti e libri prodotti dagli artisti futuristi, con cui la Boom condivide l’ammirazione per una tipografia rinnovata.
Ironici e rivoluzionari, gli oggetti qui esposti sono solo una piccola parte della grande collezione dell’erudito novecentesco Don Giuseppe de Luca, grazie alla quale i curatori hanno creato per l’occasione una vera e propria galleria futurista, in cui la tipografia tradizionale esplode (boom…di nuovo!), per lasciar spazio alla rivoluzione visiva inaugurata da Filippo Tommaso Marinetti e i suoi compagni.
Testi preziosi, testimoni di uno dei più importanti movimenti d’avanguardia del secolo scorso: spicca fra questi il Depero futurista. 1913-1927, capolavoro editoriale la cui copertina è straordinariamente legata da due bulloni di alluminio.
La scelta allestitiva è dettata da un debito intellettuale: pur conservando la sua spiccata originalità, è indubbio che Irma Boom abbia tratto ispirazione della forma antica e moderna del libro, dalla sua storia nei secoli, dalle sue diverse mise en page, dai suoi svariati formati.
Per questo, in occasione della mostra i depositi vaticani hanno restituito dei veri tesori che danno conto della vicinanza tra gli oggetti di “ieri” e quelli di “oggi”.
Calligrammi antichi e moderni, importanti libri e trattati, come il celebre De architectura di Vitruvio, nella traduzione volgare di Cesare Cesariano stampata nel 1521, che viene riproposta dall’artista olandese nel 2018 nella decorazione a rilievo di un magnifico tappeto giallo a cui ha dato il nome di Vitruvius Rug.
Inoltre, le pagine di Vitruvio richiamano alla mente, sia dal punto di vista estetico che concettuale, alcune opere di Bruno Munari, di cui per l’occasione si è esposto uno dei suoi “libri illeggibili” ( quasi a farlo di proposito, nel suo periodo futurista l’artista si firmava proprio con lo pseudonimo BUM!).
Coronamento dell’esposizione, l’agenda annuale (2023) progettata da Irma Boom per la Biblioteca Vaticana, anticipata dall’installazione site specific che domina l’andito di passaggio con le sue fasi lunari e che ci trasporta in una dimensione cosmica, complice l’allestimento di alcuni libri racchiusi in piccole e grandi bolle gonfie d’aria, solitamente riempite d’azoto per la disinfestazione dei volumi… Se Stanley Kubrik li avesse visti, li avrebbe probabilmente inseriti nel suo 2001: Odissea nello spazio!
Alla fine di questo viaggio la nostra percezione temporale sarà completamente azzerata: presente e passato si fondono tra loro, la storia della cultura è scritta in un libro continuo che non prevede un numero esatto di parole, di righe, di pagine.
La lodevole iniziativa della Biblioteca Vaticana, inaugurata dal Card. José Tolentino de Mendonça e ora preseguita da Mons. Angelo Vincenzo Zani, ci dimostra un grande verità: tutta la produzione artistica è stata contemporanea.
In fondo, cos’è il tempo di fronte all’eternità dell’arte?
Info Book! Boom! La Biblioteca Apostolica Vaticana incontra Irma Boom
- A cura di I. Boom, G. Cardinali, S. De Crescenzo, D.V. Proverbio, con il sostegno dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi presso la Santa Sede
- Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano
- fino al 25 febbraio 2023
- Per acquistare i biglietti, il catalogo e l’agenda: https://www.vaticanlibrary.va/it/news/in-evidenza/mostra-bav-irma-boom.html
Giovane storica dell’arte, Chiara Buonfrate è nata e lavora a Roma. Ha studiato a Roma ed Edimburgo, conseguendo la laurea in Beni Culturali e poi in Storia dell’arte. Nel corso della sua formazione accademica ha approfondito temi legati alla legislazione dei beni culturali e alla museologia. Si occupa di arte contemporanea con un particolare focus sui decenni dal 1960 a oggi. Segue attivamente il mercato d’arte internazionale e ha collaborato con case d’asta e gallerie romane. Attualmente ha intrapreso un percorso di formazione professionale in ambito museale. È appassionata di scrittura, lettura e divulgazione d’arte.







