Anno nuovo, libri nuovi. Ed è proprio tra questi che spicca Che significa diventare adulti? (Feltrinelli Editore), il nuovo saggio di Banana Yoshimoto.
Banana Yoshimoto, nota autrice giapponese, è particolarmente apprezzata in Italia per la sua penna delicata e giudiziosa, capace di tradurre l’apparente banalità del quotidiano in una contemplazione – che è a volte ammirazione – dell’ordinarietà.
Il saggio, in parte autobiografico, ha un intento preciso: spronare chiunque lo legga a rimanere fedele a sé stesso, a prescindere dall’età e dal contesto sociale, fisico e morale. Un traguardo possibile da raggiungere, ma decisamente complesso.

Banana, pseudonimo di Mahoko Yoshimoto, sostiene di essere diventata “grande” già alle scuole medie, quando sua sorella maggiore – di sette anni più grande – lascia la casa di famiglia per andare a frequentare l’Università a Kyoto.
Il testo si apre come un sipario su uno “scenario” familiare, nel vero senso della parola: la scrittrice si confida senza indugio con il lettore, introducendolo già dalle prime pagine a una madre un po’ avanti con l’età, un padre immerso nel lavoro e una sorella in partenza, rea di aver aver lasciato alle sue spalle un vuoto emotivo che porterà Mahoko a soffrire di depressione sin dall’adolescenza.
«Nei momenti in cui vi sentite scoraggiati o così abbattuti da perdere la fiducia in voi stessi riprendete queste pagine, rileggetele, e vedrete che riuscirete a ritrovare la sintonia con la vostra interiorità e a rimettervi in carreggiata. Ho cercato di scrivere un testo che funzionasse un po’ come un amuleto. Pieno zeppo dei miei migliori auspici.
La mia speranza è che questo libro accompagni le notti insonni di chi per età è ancora bambino e di chi, pur essendo già adulto, continua a prendersi cura del bambino che porta dentro di sé».
Questa è la premessa che l’autrice definisce nell’introduzione al saggio: se da una parte diventare adulti è inevitabile, dall’altra è doveroso fare visita al bambino che ancora abita dentro di noi.
Si potrebbe dire che il testo voglia porsi come un’autoriflessione, una ponderazione messa per iscritto e offerta a chi necessiti di disporne. Una sorta di balsamo lenitivo, quindi, destinato a chiunque avverta lo strappo interiore prodotto dall’abbandono della sfera dell’infanzia.
Descrivendosi come una “strana combinazione di faccia tosta e delicatezza”, Banana riconduce ancora una volta il lettore all’interno di un mondo narrativo basato su una prosa semplice, sì, ma pittoresca, dove la suggestività è la principale chiave di lettura.
È il mondo di un Giappone che riesce ad apparire sempre attuale, in grado di fornire al lettore uno strumento identificativo in cui riconoscersi: denso di immagini e sensazioni, lo stile di Banana Yoshimoto trova la sua forza espressiva nell’uso semplice della parola e nel flusso di frasi brevi ma intrise di significato.
Il linguaggio è evocativo, l’atmosfera è accogliente: si presagisce già un nuovo successo per la scrittrice.
Book Editor, linguista e illustratrice, Serena Orlando nasce a Torino, poi si laurea in Editoria e Giornalismo a Roma. Crede nel valore della parola e della creatività, abitando il mondo della scrittura e del disegno come un luogo sicuro e fantastico.


