Marcello Maloberti per il Premio Matteo Olivero a Saluzzo

pubblicata il
12 Giugno 2025

Inaugurate nell’ex Tribunale di Saluzzo (piazza Buttini) due nuove opere realizzate da Marcello Maloberti per la 47° edizione del Premio Matteo Olivero.

Promosso dalla Fondazione Amleto Bertoni, dal Comune di Saluzzo e The Blank Contemporary Art, con la direzione artistica di Stefano Raimondi, nell’ambito di START/storia e arte – Saluzzo, il Premio Olivero affida ogni anno a un artista visivo, selezionato da una giuria, la realizzazione di un’opera site-specific permanente in uno spazio pubblico della città.

Stefano Raimondi dichiara:

“Il lavoro di Marcello Maloberti si potrebbe definire umanista nel suo essere aperto al dialogo con la comunità e la geografia sociale del territorio –Le opere realizzate per Saluzzo testimoniano la sensibilità e la generosità dell’artista e si inseriscono in un crescente percorso diffuso di arte contemporanea nella città”.

Le opere di Maloberti (nato nel 1966, Codogno, vive e lavora a Milano) per Saluzzo (CUNEO) sono riconducibili alla serie MARTELLATE, iniziata a partire dal 1990. Queste opere consistono in scritte a pastello a olio nero che irrompono sul foglio bianco, che sovente l’artista riproduce anche in forma di installazione al neon.

Sono aforismi rinnovati, epigrafi che spaziano dalla poesia all’ironia, dall’uso del linguaggio verbale alla frase rubata, in un’incessante sovrapposizione di umori e di registri formali. Sono anche titoli ironici, diretti e irriverenti, frasi filosofiche, poetiche e politiche, frammenti che vengono estrapolati e decontestualizzati per darsi allo spettatore, attraverso forme diverse.

Negli spazi dell’ex Tribunale di Saluzzo, ora destinato a uffici comunali e al Liceo Classico della città, l’artista presenterà le due nuove opere appartenenti a questa serie: “LA GENTILEZZA È PUNK” e “LA PAROLA È IL SOGNO DELLA VOCE”.

Per Maloberti, le scritte hanno il potere di entrare fortemente in relazione con chi legge, creando un legame diretto con il pubblico fino a diventare una sorta di mantra difficile da dimenticare.

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