Un libro taglia lo scorrere ordinario della nostra vita. Proprio come un incontro che si insinua nel divenire del nostro essere e lo inclina verso orizzonti ignoti.
Libri e incontri: è avvenuto grazie al progetto Storie di periferia. Riportare le periferie al centro della storia, voluto e sapientemente guidato dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci.
Ed è stato davvero un proiectum, ossia un “gettare avanti”, come vuole l’etimo latino, un quid proposto e lanciato nel presente e sul futuro.
L’idea è stata attuata in due territori considerati “di periferia” – Tor Bella Monaca e Caivano – ed ha proposto agli studenti del Liceo Braucci e di altri licei del territorio, dei laboratori di lettura e di scrittura, guidati dallo scrittore Massimiliano Virgilio e affidati a scrittori diversi che si sono avvicendati di incontro in incontro: Sabrina Efionayi, Domenico Dara, Paolo Di Paolo.
La sfida è stata lanciata in territori da sempre marchiati a fuoco come pericolosi e degradati, luoghi dove il mondo culturale stenta ad individuarsi ed in cui le scuole sono presidi di istruzione, inclusione e formazione irrinunciabili.
Qui, nel corso di cinque pomeriggi, ha preso vita uno scambio di esperienze, passioni e sensibilità, proprio a partire dall’oggetto libro, potente veicolo di dialogo e di confronto. E, se è vero, per dirla con Erri De Luca, che “i libri riempiono il cranio e allargano la fronte” e “leggerli equivale a prendere il largo con la barca, il naso era la prua, le righe onde”, chi ha partecipato a questo progetto lo ha sperimentato su di sé.
La lettura è stata potente detonatrice di idee, di riflessione ed anche di rottura e costruzione di nuove prospettive, arma salvifica che decodifica la complessità della vita.
Un percorso che dalla lettura ha condotto alla scrittura creativa: così è nato il racconto La leggenda della casa di ferro, scritto da Noemi Mascolo e Maria Teresa Tassetto, studentesse della classe IIIA del Liceo Scientifico Niccolò Braucci.
Il testo si è aggiudicato il Premio Leggiamoci, ex aequo con Borsa viva, tartaruga di plastica di Franca Pousa Oneto. Il riconoscimento è stato conferito il 3 giugno, durante la finale del Premio Strega Giovani, che si è svolta al Teatro Comunale di Cardito, a coronamento di un percorso condiviso tra lettura e scrittura creativa (lo scorso anno la premiazione si era tenuta al Teatro di Tor Bella Monaca).

Monica Cartia, romana, comparatista e docente di letteratura italiana e latina al liceo.

