Gigi Guadagnucci Gio’ Pomodoro. Conversazione sulla natura

pubblicata il
16 Agosto 2025

Fino al 21 agosto, il Museo Gigi Guadagnucci a Villa Rinchiostra di Massa ospita la grande mostra Gigi Guadagnucci Gio’ Pomodoro | Conversazione sulla natura, che mette in dialogo i due scultori di fama internazionale, approfondendo il loro rapporto con la natura ed in particolare con il Sole. Questo tema, centrale nelle loro ricerche ed esecuzioni, viene messo in risalto attraverso le loro straordinarie opere.

Sia all’interno che nel maestoso giardino con geometria settecentesca all’esterno della Villa, i visitatori avranno l’opportunità unica di ammirare ben 18 capolavori dei due artisti, di cui 13 sculture e 5 disegni, provenienti da Fondazioni e collezioni pubbliche e private.

Elemento di elevato prestigio che impreziosirà questa già di per sé straordinaria mostra sarà la presentazione, per la prima volta in esclusiva, del disegno inedito di Gio’ Pomodoro Senza titolo (Tensioni), realizzato nel 1963 con inchiostro di china su carta e prestato per l’occasione da un collezionista privato.

Altro valore aggiunto che donerà originalità al progetto sarà l’esposizione di una dichiarazione inedita di Gigi Guadagnucci scritta di pugno, concessa e condivisa dalla moglie Ines Berti:

“Scolpire vuol dire, per me, aver acquisito tanta familiarità con le forme della natura, attraverso il disegno… ma lo scultore non deve imitare la natura, deve procedere, nella creazione, come la natura.” – Gigi Guadagnucci (Massa, 18 aprile 1915 – Massa, 14 settembre 2013)

La frase affiancherà uno scatto realizzato dal celebre fotografo Romano Cagnoni che ritrae Guadagnucci davanti ad un suo fiore di marmo, al fine di approfondire il rapporto che l’artista aveva con la scultura e di metterlo in relazione con quello di Gio’ Pomodoro.

Infatti, l’esposizione nasce con l’obiettivo di mettere in relazione i due Maestri, offrendo un’occasione unica di riflessione sul tema della natura attraverso le loro opere. Durante la conferenza stampa, il curatore Mirco Taddeucci ha raccontato le similitudini e le differenze tra i due scultori, dichiarando:

“Guadagnucci e Pomodoro condividono non solo la ricerca sul rapporto con l’elemento naturale ma possiedono anche una profonda padronanza tecnica e un’enorme curiosità, elementi che hanno permesso loro di sperimentare materiali particolari, come ad esempio la pietra di Trani, il marmo statuario delle Apuane e il bronzo, fino a realizzare anche opere su carta.

Gli esiti formali delle opere dei due artisti sono simili per certi versi, ma seguono percorsi differenti: all’approccio più emozionale di Gigi Guadagnucci si contrappone quello più razionale e fedele allo studio di Gio’ Pomodoro.”

La natura che celebrano e indagano i due artisti è intesa sia come quella facente parte del luogo in cui hanno operato per un lungo periodo della loro attività – ai piedi delle Apuane – sia, anche, come natura concepita in quanto pretesto per trattare del movimento, di strutture architettoniche, spazio e rapporti tra pieno e vuoto, che sono, come cita Gio’ Pomodoro, “l’ossessione di ogni vero scultore”.

Ulteriore elemento prestigioso del progetto espositivo che creerà un “ponte” con la Villa sarà l’installazione dell’opera monumentale in bronzo Sole Deposto di Gio’ Pomodoro nel centro storico poco distante dall’obelisco meridiana di Piazza Aranci in via Dante a Massa.

Informazioni

  • Ideazione Tuccio Guicciardini e Patrizia de Bari
  • Coreografia Patrizia de Bari; composizioni originali Sabino de Bari
  • Produzione Giardino Chiuso
  • In collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo onlus
  • Museo Gigi Guadagnucci
    Villa Rinchiostra Via dell’Acqua, 175 54100 Massa
    +39 0585 490204
    museoguadagnucci@comune.massa.ms.it

La mostra, ideata dall’Amministrazione Comunale di Massa ed in particolare dall’Assessorato alla Cultura è curata da Mirco Taddeucci, in collaborazione con Bruto Pomodoro, figlio dell’artista e vicepresidente dell’Archivio Gio’ Pomodoro – diretto da Rossella Farinotti – e presenta i testi critici di Paolo Bolpagni, storico dell’arte e direttore della Fondazione Ragghianti.

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