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Ingrid Seall partecipa al sottobosco del Padiglione della Guinea Equatoriale

data dell'evento
9 Maggio 2026

luogo
Venezia

Ingrid Seall
Manar
Palazzo Dona’ dalle Rose
9 maggio – 22 novembre 2026

Dalla più grande riserva d’acqua dolce sotterranea del mondo alla foresta equatoriale, dal Paraguay alla Guinea Equatoriale:  alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia si traccia un ponte tra continenti, culture e immaginari.

Dal 9 maggio al 22 novembre 2026, a Palazzo Dona’ dalle Rose, all’interno del Padiglione della Repubblica della Guinea Equatoriale – per la prima volta nella sua storia presente nella programmazione ufficiale della Biennale – l’artista paraguayana Ingrid Seall presenta Manar. Un’opera che nasce dal cuore della terra per proiettarsi verso l’alto, lungo il filo invisibile di un patrimonio naturale e simbolico che appartiene all’intera umanità.

immagine per Ingrid Seall Guinea Equatoriale
Ingrid Seall, Manar, 2024 Courtesy of the artist

Manar: abbondare, sgorgare, fluire. Un processo generativo che trasforma ciò che resta, gli scarti, gli errori, in nuova materia viva, capace di produrre significato. L’opera – realizzata in carta, cellulosa, ferro, impasto di manioca – crea un movimento continuo che si espande verticalmente. Riconnette l’essere umano alla propria dimensione più profonda e ancestrale.

All’interno del percorso espositivo The Forest: The Undergrowth, tema e titolo del padiglione [1], Manar si inserisce come un organismo in tensione in una foresta simbolica dalle mille forme. Dialoga con l’immaginario del sottobosco – luogo dell’inconscio, spazio di relazione tra visibile e invisibile – e ne attiva una lettura contemporanea.

L’opera non rappresenta la natura, ma ne riattiva la presenza, restituendone la dimensione spirituale e rigenerativa. Le opere di tutti i protagonisti del padiglione diventano così presenze vive, elementi di un ecosistema artistico che riflette sul legame profondo tra essere umano e ambiente, tra cultura e natura, tra memoria e trasformazione.

Il Padiglione della Guinea Equatoriale è quindi una foresta di opere d’arte.
immagine per Ingrid Seall Guinea Equatoriale
Ingrid Seall, Manar, 2026 Courtesy of the artist

Nelle sue opere Ingrid Seall esplora la figura umana come una scusa per porre domande, con la complicità di forme organiche e astratte che si manifestano come elementi in continua mutazione.

Discendente da immigrati tedeschi e spagnoli, cresce in un ambiente multiculturale. Bronzo, ceramica, ferro, cartapesta, argilla, cera d’api e fibra di vetro sono i materiali che plasmano i suoi lavori.

Inizialmente guidata dai maestri Patricia Ayala, Hermann Guggiari e Gustavo Beckelmann, nelle sue prime opere unisce la scultura e la passione per la danza. Crea figure che esplorano l’estetica delle linee umane e le possibilità della loro trasmutazione, nella continua ricerca di nuovi materiali che le permettano di esprimere al meglio il movimento.

Parallelamente alla carriera espositiva, realizza opere per commmissioni pubbliche e private, progetta scenografie per spettacoli teatrali e di danza. È docente di Arti Visive presso la Goethe Schule School di Asuncion (Paraguay).

Ingrid Seall
Manar

  • 9 maggio – 22 novembre 2026
  • Palazzo Donà dalle Rose
    Cannaregio 5038, 30121 Venezia
Informazioni

www.equatorialguinealabiennale.org

Ufficio Stampa HF4
marta.volterra@hf4.it | eleonora.durbano@hf4.it | annarita.canalella@hf4.it

Note

1.  The Forest: The Undergrowth, con il Patrocinio dell’Ambasciata del Paraguay in Italia, è un percorso espositivo che mira a condurre il visitatore nel fiabesco sottobosco della fantastica foresta della Guinea Equatoriale. La curatela del Padiglione della Guinea è affidata al catalano Prof. Joan Abelló, sotto la direzione della Commissario brasiliano Prof. Paulo Speller, con un comitato d’eccezione composta dall’editrice e curatrice Anna Balzani, l’Arch. Vito Corte, la Project Manager e curatrice Chiara Modìca Donà dalle Rose, il Prof. Andrea Guastalla, il Curatore Internazionale Massimo Scaringella ed Anna Solano Lopez e Carlota Muiños.