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Le Parole Sputate di Marcello Mantegazza in un campiello veneziano

data dell'evento
9 Maggio 2026

luogo
Venezia

Marcello Mantegazza
Parole Sputate
Sabato 9 Maggio 2026 dalle ore 11.00 al tramonto
Campiello Calle delle Erbe 279, Giudecca (Venezia)

Alla Giudecca, all’interno di un tipico campiello veneziano, per un giorno saranno esposte le Parole Sputate di Marcello Mantegazza. Frasi e appunti di un artista che da anni sviluppa un linguaggio che si muove costantemente tra riflessione filosofica e osservazione del quotidiano. Con opere che spesso stimolano il pubblico a partecipare attivamente ad un processo di interpretazione ed anche di immedesimazione.

«Ho avuto una vita straordinaria: si è svolta tutta nella mia testa.»

immagine per Marcello Mantegazza Parole Sputate

Ironico, radicale, immaginativo e filosofico, Marcello Mantegazza ci induce sempre a valutazioni profonde in cui memoria e costruzione simbolica coincidono. Nelle Parole Sputate la parola viene trasformata da semplice veicolo di significato a gesto che accade. Diventa la traccia di un’urgenza che prende forma nel momento stesso in cui si manifesta. Quell’urgenza che metodicamente Mantegazza scrive nei suoi quaderni ogni giorno, i Racconti del sonno.

A Venezia Mantegazza decide di metterli in piazza, anzi in un campiello. Il luogo per un giorno presta i suoi fili, di solito utilizzati dagli abitanti per stendere i panni, all’arte contemporanea.
Il campo, nella sua trasformazione in spazio espositivo, diventa così un attivatore tra arte, contesto urbano e relazione sociale. Qui la scrittura dell’artista perde la sua dimensione più intima, libera le parole dalla loro pagina e le lascia sventolare al vento, esposte, sospese tra confessione personale e decodificazione collettiva.

immagine per Marcello Mantegazza Parole Sputate

In questo scarto tra pubblico e privato, Mantegazza costruisce un intervento che cambia un luogo familiare in un campo di possibilità poetiche, ricordandoci come anche il pensiero, quando viene raccontato, possa diventare esperienza partecipativa.

«La poesia non allevia niente ti fa solo sanguinare perbene»

Le Parole Sputate sono improvvise, affiorano e scompaiono, assillano e poi svaniscono, per finire in un angolo della memoria e poi tornare ad instillare il dubbio o quella certezza che mancava.

Grazie alla disponibilità di Giovanna Scappucci e ai residenti della Calle delle Erbe 279.

Marcello Mantegazza, nato a Potenza nel 1974, si è formato presso l’Accademia di Belle arti di Roma.

Nelle sue opere – epigrafi, lenzuoli, taccuini, manifesti, tele – esplora i meccanismi della scrittura in una dimensione che oscilla tra l’ultra-privato e l’ultra-pubblico, la poesia visiva e la sintassi delle rivolte di strada, gli aforismi declamatori e la confessione segreta. Timbri, incisioni, graffiti, frottage, spray: tutto ruota intorno alla scomoda e a volte sconveniente assunzione di una postura pubblica per il pensiero nella sua emersione impudica come segno.

Il suo lavoro allude spesso alle tassonomie, alle classificazioni, agli archivi, agli inventari come rimedio sconfitto in partenza alla scomparsa, alla perdita della memoria e, in definitiva, alla morte stessa.

Dal 2019 porta avanti un progetto di poesia visiva dal titolo Racconti del sonno. Una serie di azioni che nascono in taccuini e diari, e che l’artista declina di volta in volta in formati, flussi, processi, e media diversi, fino all’affissione stradale o al “meme” sulle reti sociali.

Marcello Mantegazza
Parole Sputate

  • A cura di Serena Achilli
  • Sabato 9 Maggio 2026 dalle 11.00 al tramonto
  • Campiello Calle delle Erbe 279, Giudecca (Venezia)

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