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Premio Sparti 2026 Dove finisce la città

data dell'evento
23 Maggio 2026

luogo
Ascoli Piceno

Premio Sparti 2026
Dove finisce la città
23 maggio – 28 giugno 2026
Forte Malatesta, Ascoli Piceno

Quali sono gli artisti che hanno deciso di sviluppare la propria ricerca lontano dai grandi centri del Paese? Quali pratiche virtuose è possibile individuare oggi, a sei anni da una pandemia che aveva alimentato la retorica del “ritorno ai borghi” e alle realtà di provincia? E chi, al di là dell’immaginario idealizzato, ha davvero raccolto quella visione, accettando le sfide concrete che comporta lavorare in contesti periferici, marginali e di confine?

Il Premio Sparti 2026 nasce da queste domande. Si propone di delineare una mappatura di artisti che hanno deciso di sfidare il sentire comune, voltando le spalle alle grandi città per abbracciare una narrazione di frontiera, fatta di radicamento territoriale, sperimentazione e nuove geografie della produzione culturale.

immagine per Premio Sparti 2026

Nato nel 2022 dalla volontà di Simone Sparti (dirigente dell’Impresa Sparti) e di Zeno Rossi (direttore di Frida Art Academy e direttore artistico della manifestazione), il Premio si prepara a tornare ad Ascoli Piceno con un ricco calendario di eventi. Mostre, incontri pubblici e momenti collaterali si estenderanno per la prima volta anche oltre i confini cittadini. L’obiettivo della rassegna è, anche in questa edizione, far convergere sul territorio ascolano alcuni dei nomi più interessanti e influenti del panorama artistico contemporaneo nazionale, rafforzando il carattere sperimentale che da anni contraddistingue la manifestazione.

Curatore dell’edizione 2026 del Premio Sparti è Alex Urso, da tempo impegnato in un’indagine critica dedicata agli artisti che operano ai “margini” del sistema dell’arte. Una ricerca che negli anni ha attraversato territori, pratiche e comunità creative lontane dai principali poli istituzionali, interrogandosi su cosa significhi oggi produrre e sostenere cultura al di fuori delle grandi capitali artistiche.

La sintesi di questo percorso confluirà nella mostra Dove finisce la città, cuore pulsante del Premio Sparti 2026. L’esposizione riunirà oltre venti artisti selezionati e, per la prima volta, messi in dialogo secondo il parametro della marginalità – qui intesa non soltanto in senso geografico ma anche poetico e metodologico. Visitabile dal 23 maggio al 28 giugno negli spazi del Forte Malatesta, la mostra sarà articolata in tre sezioni: Essere oltre, Essere qui ed Essere altro.
immagine per Virginia Zanetti, La danza del sale
Virginia Zanetti, La danza del sale. Bacino dei cristalli, 2023. Stampa su carta canson baryta montata su dibond, dimensioni (con cornice) 83 x 123 cm. Courtesy Building gallery

La prima sezione, Essere oltre, riunisce artisti che si distinguono per una ricerca sviluppata in territori di provincia su scala nazionale. Mette in luce pratiche nate e consolidate lontano dai principali centri culturali italiani. Figurano in questo “capitolo” del percorso espositivo Francesco Arena, Davide Maria Coltro, Deriva, Andrea Mastrovito, Luigi Presicce, Giorgia Severi, Giuseppe Stampone, Enrico Tealdi, Virginia Zanetti e Marco Maria Zanin.

immagine per Arianna Pace, Il corpo è un organo per affondare nell’esterno
Arianna Pace, “Il corpo è un organo per affondare nell’esterno, come pietra, lichene, foglia”, 2025, da Verso la foce, Gianni Celati. Opera realizzata durante la residenza Sedimenta. Ph. credit Arianna Pace. Courtesy l’artista e Sedimenta
La sezione Essere qui si concentra invece sul contesto regionale. Accogliendo artisti attivi nei territori delle province marchigiane, restituisce una fotografia delle energie creative che attraversano il tessuto locale. Ne fanno parte Riccardo Angelini, Fabrizio Cotognini, Giovanni Gaggia, Arianna Pace, Giorgio Pignotti, Alchemy Project, Paola Tassetti e Chiara Valentini.
immagine per Martino Santori, 300.000ricordi
Martino Santori in collaborazione con ciaocasa, 300.000ricordi, 2025. Courtesy Martino Santori

Con Essere altro, infine, la riflessione si sposta dalla geografia alla dimensione poetica e politica. Cinque artisti under 35 affrontano il tema della marginalità da prospettive identitarie, sociali e culturali, interrogando il concetto stesso di appartenenza e di posizione nel mondo. Co-curata da Alex Urso e Caterina Angelucci, questa parte del Premio include lavori di Sofia Boarino, Cristina Lavosi, Alessandra Leta, Eleonora Rinaldi e Martino Santori.

Ciascuna sezione di Dove finisce la città potrà essere letta come un atto autonomo, dotato di una propria coerenza interna, ma al tempo stesso come capitolo interconnesso di una narrazione più ampia. Il percorso espositivo si costruisce così attraverso un continuo gioco di rimandi tra “dentro” e “fuori”, dalle Marche al resto della Penisola. Mette in dialogo generazioni e ricerche stilistiche differenti ma accomunate da una sensibilità affine verso i territori “di confine” dell’arte contemporanea.

«Il 70% del territorio italiano è composto da località “minori”; l’Italia stessa può essere considerata una grande e diffusa provincia. A partire da questo assunto, ho selezionato oltre venti artisti che hanno abbandonato le grandi città scegliendo località meno eclatanti come propria base. Paesi di piccole dimensioni, aree montane e luoghi remoti dell’entroterra diventano, nelle ricerche di questi “outsider”, non semplici scenari pittoreschi, ma veri e propri bacini di pensiero e di pratica. Eppure si tratta di artisti pienamente attivi e con un linguaggio riconosciuto all’interno del panorama contemporaneo, capaci di trovare un equilibrio tra le dinamiche consolidate e la scelta di una quotidianità più sostenibile e autentica», spiega Alex Urso.

«In questo senso, la mostra Dove finisce la città al Forte Malatesta si propone come una piattaforma di riflessione sulle geografie contemporanee dell’arte, mettendo in luce traiettorie spesso invisibili ma sempre più decisive per comprendere le trasformazioni del sistema artistico italiano».

Sempre negli spazi del Forte Malatesta avrà luogo anche la personale di Wang Yuxiang – vincitore della precedente edizione del Premio. Curata da Niccolò Giacomazzi, la mostra presenterà un corpus di opere multimediali frutto della recente ricerca dell’artista.

immagine per Wang Yuxiang
Wang Yuxiang, Premio Sparti 2025
Sarà invece affidata a una giuria di professionisti la scelta del vincitore del Premio Sparti 2026, attribuito a uno degli artisti inclusi della sezione under 35. La Giuria [1] selezionerà il giovane artista vincitore dell’edizione di quest’anno, che verrà ufficialmente nominato il 28 giugno, in occasione del finissage e della presentazione del catalogo. Il premio consisterà nella produzione di una esposizione personale durante l’edizione del Premio Sparti 2027.

Nel periodo compreso tra il 23 maggio e il 28 giugno, la mostra sarà affiancata da un programma di iniziative collaterali che includerà visite guidate e momenti di confronto pubblico, estesi anche oltre i confini della città.

In coerenza con il tema che orienta l’edizione 2026, infatti, la manifestazione ascolana coinvolgerà alcuni luoghi d’eccellenza della ricerca artistica nelle Marche, distintisi per la capacità di far convergere, in contesti di provincia, linguaggi innovativi e protagonisti di rilievo del panorama contemporaneo. Su tutti FIUTO Art Space (galleria d’arte con sede nel borgo di Ripatransone, in provincia di Ascoli Piceno) e Casa Sponge (prima residenza d’artista delle Marche, situata a Pergola, in provincia di Pesaro e Urbino), che ospiteranno una serie di incontri trasformandosi eccezionalmente in sedi satellite del Premio Sparti 2026.

Premio Sparti 2026
Dove finisce la città

  • Inaugurazione sabato 23 maggio ore 18
    23 maggio – 28 giugno 2026
    lunedì-venerdì 10-13 | 15-19
    sabato e domenica 10-19
  • Forte Malatesta
    via delle Terme, 63100 Ascoli Piceno
Informazioni

premiosparti.it

Facebook Instagram

Ufficio stampa
Sara Zolla | press@sarazolla.com

Note

1.  La giuria – composta da Zeno Rossi (direttore Frida Art Academy), Simone Sparti (dirigente Impresa Sparti), Alex Urso (curatore del Premio Sparti 2026), Caterina Angelucci (co-curatrice della sezione Essere altro), Stefano Papetti (curatore scientifico delle Collezioni Comunali di Ascoli Piceno), Matteo Piccioni (storico dell’arte), Lorenza di Lorenzo (presidente Frida a.p.s.) – è presieduta da Gabriele Perretta (storico dell’arte). ↑