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José Ramón Cuervo-Arango, Pulchrum

data dell'evento
12 Novembre 2026

luogo
Roma

José Ramón Cuervo-Arango
Pulchrum
12 novembre 2026 – 16 gennaio 2027
Instituto Cervantes di Roma

La mostra Pulchrum riunisce, per la prima volta in Italia, oltre ottanta fotografie in bianco e nero, alcune delle quali inedite, realizzate dagli anni Settanta ad oggi da José Ramón Cuervo-Arango (Gijón, 1947), uno dei più importanti fotografi spagnoli contemporanei noto a livello internazionale.

immagine per José Ramón Cuervo-Arango
José Ramón Cuervo-Arango, Romanza sin palabras 2015, 12,9×11,3

L’esposizione, organizzata dall’Instituto Cervantes di Roma nella Sala Dalí, per la quale è stata concepita ad hoc, è a cura di Sara Moro. [1]

Come sottolinea la curatrice, José Ramón Cuervo-Arango

“riesce a esaltare il valore estetico, simbolico e persino sentimentale di ciascuno degli elementi che sceglie – siano essi persone, animali, paesaggi o oggetti – e che decide di elevare attraverso la sua macchina fotografica. In tutti emerge la medesima intenzionalità: quella che li spoglia dei valori convenzionali per donargliene altri nuovi e affascinanti. Vi è anche, nella sua volontà creativa, il desiderio di concentrare in un’immagine i cosiddetti trascendentali dell’essere, vale a dire il bene, il vero e il bello.”

Medico di professione, José Ramón Cuervo-Arango compra la sua prima macchina fotografica intorno al 1970. Comincia allora un percorso di formazione autodidatta che lo porta, già alla fine di quel decennio, a trovare un linguaggio molto personale. L’interpretazione della luce dell’immagine – per l’artista, vera e propria creatrice – si consolida come l’essenza del suo fare fotografico.

Lo sguardo di Cuervo-Arango concentra la sua attenzione principalmente sulla natura. Una natura sacra, pura, inesauribile e infinita. Questa costante ispirazione lo collega a tutto un insieme di riferimenti musicali, letterari e poetici che arricchiscono il suo mondo molto personale.

Accanto alla natura, anche il ritratto gioca un ruolo molto importante all’interno del suo corpus creativo. In questo senso l’infanzia, insieme ad altri volti significativi per il fotografo, costituisce il secondo pilastro tematico del lavoro di Cuervo-Arango. Immagini che parlano di verità, di tempo tangibile e, allo stesso tempo, fugace.

Infine, José R. Cuervo-Arango rivolge il suo sguardo a diversi oggetti che, categorizzati come nature morte, completano il suo mondo. Un esempio raffinato è la fotografia intitolata Pequeño Capodimonte (2012), che funziona come un vero e proprio ritratto, poiché in quell’oggetto di ceramica sembra racchiusa tutta la bellezza e la purezza della creazione.

“I paesaggi umili vengono trattati dal fotografo asturiano con lo stesso rispetto e la stessa devozione riservati a quelli più grandiosi. Allo stesso modo, un piccolo oggetto acquisisce ai suoi occhi la grandezza di un idolo. È per questo che la magia del suo sguardo risiede precisamente nella capacità di elevare ciò che è più profano a vette di alta solennità.” (S. Moro).

La mostra permetterà al visitatore di attraversare tutte le fasi della produzione fotografica di José R. Cuervo-Arango, con immagini che risalgono agli anni Settanta – punto di partenza della sua attività fotografica – fino ad arrivare al presente. Il percorso espositivo non sarà tuttavia cronologico, ma si svilupperà attraverso rimandi e suggestioni.

Il progetto espositivo si completa con la pubblicazione di un catalogo che raccoglierà una selezione delle opere esposte.

Così si racconta lo stesso José Ramón Cuervo-Arango: “Sono autodidatta. Ricordo di aver comprato la mia prima fotocamera verso il 1970 e di aver scattato le prime immagini senza un’intenzione particolare o conoscenza del mezzo. Negli ultimi anni di quel decennio il crescente interesse e una percezione più matura configurano una visione più ricca e definita. Prendo coscienza di un fermo impegno con questa affascinante forma di interpretare la Luce, vera creatrice dell’immagine e essenza del fare fotografico.

Per quanto riguarda il mio lavoro, non è necessario che faccia lunghi commenti. Devo solo dire che mi sento profondamente motivato dal fine e complesso ordine che percepisco nell’Universo, di aspetto spesso caotico, ma senza discontinuità, dove ogni elemento è collegato a tutti gli altri. Lo scopo è comprendere e celebrare e in questo senso mi attrae singolarmente la Natura, dove trovo una fonte inesauribile di significato, mistero e piacere, in sintonia con uno spirito romantico e incline a mostrare le proprie emozioni. Può benissimo essere la ricerca dell’Armonia, della Forma, della Bellezza, essenze di uno stesso principio, di ciò di cui sto parlando. La Musica è una forza dominante nella mia vita, i suoi ritmi, le sue armonie e le sue varie risoluzioni appaiono nella mia opera come riflessi in uno specchio.”

José Ramón Cuervo-Arango
Pulchrum

  • Inaugurazione 12 novembre 2026 ore 18.00
    12 novembre 2026 – 16 gennaio 2027
    martedì-venerdì 14.00-20.00 | sabato 12.00-20.00
  • Instituto Cervantes di Roma, Sala Dalí
    Piazza Navona 91, Roma
  • Ingresso libero

Info +39 06 6861871

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Ufficio Stampa Instituto Cervantes di Roma
paolasaba@paolasaba.it

Note

1.  In collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, alla Politica Linguistica e allo Sport del Principato delle Asturie, l’Ambasciata di Spagna in Italia, il Comune di Gijón, la Fondazione Cajastur. ↑