Uwe Jaentsch e la sua Stanza di Compensazione alla Vucciria di Palermo.

Sviluppato attorno alla settecentesca piazza Caracciolo, e racchiuso tra la Scalinata di Sant’Antonio in via Roma, la barocca piazza San Domenico e il porto turistico della Cala, è il più antico mercato di Palermo. Qui negli ultimi anni ‘90 un gruppo di artisti venuti dalla Mitteleuropa al seguito di un’associazione di mecenati, si stabilì nel nobiliare palazzo Palazzo Rammacca nel cuore del quartiere, regalando una nuova stagione allo storico mercato oramai caduto nell’abbandono dopo i fasti degli anni ’70.

Il gallerista Jurgen Weishaupl, gli artisti Uwe Jaentsch e Croce Taravella furono i primi artisti a fare delle piazze della Vucciria lo spazio fisico per la propria comunicazione, regalando un nuovo volto a quei luoghi che da allora iniziarono ad attrarre pittori, scultori, registi e fotografi italiani e stranieri.

Oggi, a distanza di più di quindici anni l’incantesimo si è rotto. Il mercato ha cambiato nuovamente veste, travolto dalle speculazioni commerciali, dalla cultura dei supermarket e dalla movida che anima la notte del quartiere. E così come i commercianti anche molti degli artisti hanno abbandonato il mercato, arresi al suo incessante e progressivo declino.

Rimane ancora qui Uwe Jaentsch, austriaco di nascita ma palermitano d’adozione, che con la compagna Costanza Lanza di Scalea continua a vivere e lavorare in Vucciria.

Uwe, artista noto per avere fatto della piazza Garrafello un vero e proprio museo a cielo aperto, si presenta oggi in una veste inedita e intima: la sua Stanza di Compensazione, allestita nella casa-studio di Palazzo Mazzarino, la Banca Nation da lui creata nel 2007.  Alla stanza si accede passando prima per il bancomat, la “roccaforte-vedetta” di Costanza, porta d’ingresso alla casa-museo dove sono gli stessi Uwe e Costanza ad accompagnarci.

La Stanza di Compensazione racchiude in pochi metri quadri l’essenza del lavoro e della storia di Uwe Jaentsch: sul soffitto l’affresco delle delicate rose di Uwe con cui l’artista ha decorato il rudere dell’ex Loggia dei Catalani dopo l’ultimo crollo del 2014, e che nel 1999 tappezzavano le 19#stanze, il primo intervento realizzato in piazza Garraffello, prima scintilla a portare nuova luce che dopo decenni di oblio.

Nelle pareti ancora un omaggio alla sua Vucciria si ritrova nella raffigurazione degli uomini e delle donne che la popolano. Le Icone Palermo, opera unica composta da ventisei ritratti in vetrocromia tradizionale immortalano gli ultimi commercianti dell’antico mercato, un patrimonio umano che sta scomparendo inghiottito da una globalizzazione sempre più distruttiva e devastante.

Ci sono proprio tutti: dagli ambulanti con le loro bancarelle, ai posteggiatori abusivi, ma anche gli spacciatori.

Le donne della Vucciria si ritrovano invece in Apocaliptic Rider, una tavola di smalto su legno rappresentante uno scenario apocalittico inquietante, realistico e visionario al tempo stesso: sullo sfondo i Quattro Canti di Palermo, al centro un imponente cavallo bianco – bianco forse come il cemento, arrivato a tonnellate dopo l’ultimo crollo del 2014, forse come la cocaina, simbolo della movida notturna – cavalcato da un guerriero che ha appena tagliato la sua testa. Attorno al cavallo, a bloccarlo, donne in minigonna e tacchi alti. Dice Uwe:

“Le donne della Sicilia non temono l’apocalisse, ma anzi la amano”

Ma cos’è l’Apocalisse? Facile rispondere per Jaentsch, che ricorda così il suo arrivo in città:

“quando sono arrivato qui, nel 1999, il giorno seguente sono crollati due palazzi alla Vucciria! Nel 2014 il nuovo crollo della Loggia dei Catalani è stato spaventoso. Soltanto per caso e per fortuna non è accaduto nulla, perché nessuno era sul posto a quell’ora, ma se fosse accaduto la notte quando questa piazza è piena zeppa di ragazzi, sarebbe stata una strage!”.

Uwe questi ruderi li ha trasformati letteralmente, colorando, dipingendo e dando luce e anima a queste spoglie dimenticate. L’effetto è di lasciarci per un attimo interdetti, catalizzando l’attenzione sull’indifferenza con la quale assistiamo allo sbriciolarsi di un mercato unico al mondo nel silenzio delle Istituzioni che ci governano.

Ma c’è un altro aspetto della Stanza di Uwe, per il quale l’artista attende ancora una compensazione. Si tratta di un conto rimasto aperto con l’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana che ha commissionato a Jaentsch, un progetto a fronte di un pagamento di 25 mila euro non ancora saldato. Un debito per il quale l’artista attende ancora una risposta, o meglio, appunto: una compensazione.

“Attendo qui i dirigenti regionali, per discutere dell’accaduto. A loro offro oggi la possibilità di una compensazione”.

La Stanza di Compensazione è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 19 ancora per questa settimana al bancomat di Piazza Garreffello. Uwe e Costanza vi guideranno aprendovi la porta di luoghi unici divenuti crocevia di cultura e d’incontri, di bellezza e di amore per l’arte e per Palermo.

Le foto della galleria di immagini sono di Marta Tagliavia.

Info

  • 41° intervento a Piazza Garraffello di Uwe Jaentsch
  • STANZA DI COMPENSAZIONE – BANCA NAZION BANCOMAT
  • fino al 26 giu 2016
  • orari: lun – dom 09 – 19
  • http://www.costanzalanzadiscalea.it
Sofia Li Pira

Sofia Li Pira

Avvocato, palermitana di nascita ma romana d'adozione, nella sua attività si occupa prevalentemente di diritto d'autore,dei beni culturali e legislazione dello spettacolo. Scrive di arte contemporanea e fotografia, ma anche di lifestyle, cultura e viaggi.

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