Giovanni Boldini e il mito della Belle Époque. Fino al 10 aprile 2023 ad Asti

pubblicata il
17 Gennaio 2023

La Belle Époque, i salotti, le nobildonne e la moda: è il travolgente mondo di Giovanni Boldini, genio della pittura che più di ogni altro ha saputo restituire le atmosfere rarefatte di un’epoca straordinaria.
Letteratura e moda, musica e lusso, arte e bistrot si confondono nel ritmo sensuale del can can e producono una straordinaria rinascita sociale e civile.

Fino al 10 aprile 2023 la mostra Giovanni Boldini e il mito della Belle Époque (a cura di Tiziano Panconi), celebra uno degli artisti italiani più amati di ogni tempo, viene celebrato con una grande mostra a Palazzo Mazzetti di Asti.

80 magnifiche opere – tra cui Signora bionda in abito da sera (1889 ca.), La signora in rosa (1916), Busto di giovane sdraiata (1912 ca.) e La camicetta di voile (1906 ca.) – sono protagoniste di una narrazione cronologica e tematica al tempo stesso. L’esposizione presenta una ricca selezione di opere che esprime al meglio la maniera di Boldini, il suo saper esaltare con unicità la bellezza femminile e svelare l’anima più intima e misteriosa dei nobili protagonisti dell’epoca.

Una mostra che pone l’accento sulla capacità dell’artista di psicoanalizzare i suoi soggetti, le sue “divine”, facendole posare per ore, per giorni, sedute di fronte al suo cavalletto, parlando con loro senza stancarsi di porle le domande più sconvenienti, fino a comprenderle profondamente e così coglierne lo spirito, scrutandone l’anima.

Farsi ritrarre da Boldini significava svestire i panni dell’aristocratica superbia di cui era munificamente dotata ogni gran dama degna del proprio blasone. Occorreva stare al gioco e accettarne le provocazioni,

rispondendo a tono alle premeditate insolenze ma, infine, concedersi, anche solo mentalmente, facendo cadere il muro ideologico dell’alterigia, oltre il quale si celavano profonde fragilità. Egli coglieva al volo l’attimo fuggente, quel momento unico in cui un’occhiata più sincera rivelava lo stato d’animo e la mimica del corpo si faceva più espressiva, l’istante in divenire fra un’azione e l’altra, quando la forza motoria di un gesto si esauriva, rigenerandosi prontamente in quello successivo. Negli anni della maturità e poi della senilità, le lunghe e vorticose pennellate, impresse come energiche sciabolate di colore, rimodellavano in senso dinamico i corpi delle sue protagoniste e il suo stile, a un tempo classico e moderno, costituiva la miglior risposta alle vocazioni estetiste e progressiste manifestate dagli alti ceti sociali.

Così afferma Maurizio Rasero, Sindaco di Asti:

“Con la mostra Giovanni Boldini e il mito della Belle Époque, Asti ospita una straordinaria esposizione di respiro internazionale capace di raccontare l’arte di un artista che ha saputo esprimere la bellezza della sua
epoca, riproducendo l’ambiente sociale in cui è vissuto e ha lavorato, e celebrando l’eleganza dell’élite.

Attraverso una notevole selezione di dipinti si può ripercorrere la vicenda artistica del ferrarese Boldini e di altri celebri pittori italiani affermatisi a Parigi, città divenuta un grande laboratorio letterario e artistico.

Questa importante mostra rappresenta un’ulteriore proposta di valore per la città, un’occasione straordinaria per gli Astigiani e un altro elemento di richiamo per i turisti, sviluppando la vocazione di Asti
verso la cultura e l’attrattività del suo territorio. La realizzazione di questo evento testimonia l’intenzione della nostra città di proseguire l’impegno degli ultimi anni, nella convinzione che la cultura rappresenta il motore principale della crescita sociale, civile ed economica della comunità.”

Info mostra Giovanni Boldini e il mito della Belle Époque.

  • Realizzata da Fondazione Asti Musei; Fondazione Cassa di Risparmio di Asti; Regione Piemonte; Comune di Asti
  • Con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Torino
  • In collaborazione con Arthemisia
  • Informazioni e prenotazioni: T. +39 0141 530 403 – M. +39 388 164 09 15
  • www.museidiasti.com
  • info@fondazioneastimusei.itprenotazioni@fondazioneastimusei.it
  • Catalogo Skira

ultime gallery