La città di Siracusa ha ospitato Ortigia Contemporanea, il primo festival internazionale d’arte contemporanea in Sicilia nell’isola di Ortigia.
Il progetto è pensato appositamente per questo centro storico della città, tra le più belle del Mediterraneo, ricca di monumenti, siti archeologici, architettura barocca nonché meta turistica per i visitatori da tutto il mondo.
L’evento principale del Festival è la mostra collettiva Story yet to be told, curata da Domenico de Chirico in collaborazione con Eleonora Angiolini.
La selezione prevede la partecipazione di ventuno artisti, nazionali e internazionali: AES+F, Joël Andrianomearisoa, Giuditta Branconi, Martina Cassatella, Mateusz Choróbski, Gianni Di Rosa, Marcin Dudek, Simone Forti, Abul Hisham, Alek O., Giulia Messina, Giuseppe Mulas, Nika Neelova, Karim Noureldin, Aurora Passero, GianMarco Porru, Patrizia Mussa, Przemek Pyszczek, Virginia Russolo, Nanni Valentini e Driant Zeneli.
Ad ospitare tutte le opere in mostra saranno alcune tra le più rappresentative architetture comunali dell’isola di Ortigia: l’Antico Mercato, il Cortile di Palazzo Vermexio, Palazzo Montalto e Palazzo Gargallo.
Abbiamo intervistato Domenico de Chirico per farci raccontare la sua idea di festival e di mostra.
Quando sei stato coinvolto al festival Ortigia Contemporanea, conoscevi questa piccola isola?
Certamente! Sin dai tempi del liceo classico ho avuto modo di frequentare l’isola non solo per turismo ma anche per via del Festival di Teatro Greco di Siracusa.
Il titolo della mostra è Story yet to be told come sei riuscito a pensarla per una città piena di monumenti, antichi, templi e resti archeologici che facevano parte di un passato glorioso come una delle città più importanti della magna Grecia?
Come già suggerisce il titolo stesso della grande mostra diffusa Story yet to be told,, pilastro principale di questa prima edizione del Festival d’arte, ho pensato, insieme alla mia collega e co-curatrice Eleonora Angiolini, che potesse essere il modo migliore per poter rispettosamente interagire con un contesto di indubbio spessore sia storico sia storiografico – ricco di monumenti, siti archeologici e architettura barocca. Ab origine, l’intento è stato quello di voler dare una continuità alla suddetta storia nel tentativo di rinvigorire quell’imperituro élan vital che da sempre la caratterizza, sviluppando un dialogo aperto e gentile tra l’isola stessa e la fortemente estetica eppur enormemente complessa realtà che sa dell’oggi.
Avete scelto tante belle location nel cuore di Ortigia, come l’Antico Mercato, il Cortile di Palazzo Vermexio, Palazzo Montalto e Palazzo Gargallo, c’è un luogo che ti ha colpito in particolare?
Indubbiamente l’Antico Mercato per via della sua centralità ma soprattutto per la sua imponente morfologia.
Hai scelto tanti artisti di varie discipline e varie generazione e luoghi di provenienza, come sei riuscito a inserirli in questi luoghi e che regole ti eri prefissato prima di vedere gli spazi?
In nuce abbiamo lavorato esclusivamente sulla base di immagini e planimetrie per poi, a seguito di attenti sopralluoghi, definire, insieme a ciascun artista, le opere più adatte in relazione alle quattro sedi ospitanti.
Tra tutti gli artisti che hai scelto, chi ti ha emozionato di più, vederlo in questo contesto tra antichità e contemporaneità?
Tutti, indistintamente.
L’idea di aprire il festival alle gallerie locali è stato un modo per inserirle in maniera naturale, oppure per creare un confronto alle esperienze degli artisti che hai portato?
L’idea di coinvolgere le realtà locali è stata originata e gestita da SVET Agency, l’agenzia di produzione e organizzazione dell’intero festival. SVET ha volutamente creato una programmazione che, oltre a presentare la mostra Story yet to be told, potesse dare voce anche alle realtà attive sul territorio. Difatti, oltre alle gallerie, è stato dato spazio altresì a istituzioni, curatori ed esperti culturali operanti in diverse zone dell’isola, per un ciclo di incontri ospitati presso il MADE PROGRAM Accademia di Belle Arti “Rosario Gagliardi” di Siracusa.
Dando un occhiata veloce al pieghevole della mostra ci sono tante persone che hanno supportato il Festival, con tante esperienze fatte a Milano, quale è stata la miccia che ha fatto partire tutto?
Oggigiorno è sicuramente uno dei più importanti punti di riferimento per l’arte contemporanea in Italia ed è, per di più, la città in cui io e Angiolini viviamo e lavoriamo.
All’interno del testo è molto citato Martin Heidegger e mi hanno colpito le parole che l’artista deve imparare a stare solo ma anche ad agire per rimanere in prima linea, forse oggi gli artisti riflettono meno e agiscono poco?
Assolutamente no, tutt’altro. L’intento era esattamente quello di voler corroborare la suddetta tesi nella speranza di poter acutizzare il tema. La solitudine, spesso percepita sfavorevolmente, può invece offrire una moltitudine di benefici importanti per la crescita sia personale sia collettiva nonché determinare un certo benessere emotivo.
La parte finale del tuo testo sembra un manifesto alla bellezza, parli di liturgia rarefatta come atmosfera dei luoghi a tal punto che con questo progetto vorresti rinvigorire il desiderio di vita, ora che il Festival si è concluso pensi di esserci riuscito?
Ci auguriamo sinceramente di esserci riusciti.
Questa è la prima edizione di Ortigia Contemporanea, visto i risultati positivi ce ne sarà una seconda?
Sì, ci sarà sicuramente una seconda edizione.
Salvatore Mauro nato a Siracusa, è laureato in sociologia ed antropologia, con una tesi sulle nuove forme d’ibridazione nell’arte contemporanea. È conosciuto soprattutto come ideatore ed organizzatore, assieme all'artista Anna Milano, di Box Art Festival, Roma. Già alla sua terza edizione, il Festival è stato ospitato al MACRO FUTURE di Roma. Ha eseguito un corso per curatore d’arte presso l’Associazione Futuro e uno di addetto stampa specializzato in eventi e spettacolo. È stato collaboratore artistico al Teatro Vascello di Roma è stato redattore del sito testata editoriale della rivista Next Exit, ha scritto per SUDSTYLE. Come artista, gli è stato assegnato il Premio Exibart 2022, al Premio Exibart 2024 è nella rosa dei finalisti, attualmente scrive per artapartofculture.













