Ho fatto un sogno circa 7 anni fa, poi mi sono svegliata ed ho voluto aprire la prima libreria di Tor bella monaca, la libreria Le Torri. Un luogo che mancava, ma soprattutto un luogo utile, un contenitore pieno di libri, di storie e di vita.
Nasceva dalla volontà di due donne, unite dallo spirito solidale e dal desiderio di lasciare qualcosa di buono alle nuove generazioni.
Una ero io, Alessandra Laterza classe ‘76 mamma di Ginevra, animata dalla voglia di cambiare il mondo attraverso i libri, l’altra era Elisa Costanzo classe ‘76 giornalista Rai. La storia di Elisa è triste, nell’ottobre del 2017 una malattia l’ha strappata alla vita terrena, ma non al “progetto libreria” che gode ancora del suo pensiero e del suo amore per il prossimo.
Ma torniamo al sogno. Per sei lunghi anni le difficoltà sono state le più disparate, ogni giorno ne capitava una, ogni giorno il progetto era messo alla prova e la sostenibilità economica mi ha fatto spesso pensare che più che un sogno, fosse un incubo.
Ma la vita a TorBella (come si dice nello slang della periferia) mi ha sempre riportata a sperare, a trovare nuova motivazione, e ad aprire la serranda con fiducia ogni santo giorno.
Un anno fa il Premio Strega è arrivato al teatro di Tor Bella Monaca con la premiazione del “premio strega giovani” e in quell’occasione ho conosciuto chi con passione e amore per i libri, organizza la kermesse libraria più famosa in Italia da quasi ottant’anni.
La Fondazione Maria e Goffredo Bellonci sono stati una ventata di ossigeno e di speranza per la libreria, ma soprattutto per le scuole, per i ragazzi e le ragazze, per i bambini e le bambine del nostro territorio.
Nel mese di ottobre l’incontro con la fondazione si è fatto in carne ed ossa e attraverso la responsabile dei progetti abbiamo cominciato a collaborare.
Chi mi conosce lo sa, per me fare la libraia a TorBella non è solo un lavoro. Si fonda su rapporti, stima, fiducia, grande corrispondenza di ideali. Questo ha rappresentato l’incontro con Serena Ferraiolo. Una donna colta, intelligente, una che sa mettersi al servizio e che ha il mio stesso senso del dovere.
Ne è nata un’amicizia potente, capace di finalizzare il mio sogno: portare libri, cultura, sapere, grandi nomi della letteratura, nel quartiere più povero della Capitale.
La sua professionalità affiancata dal Direttore Stefano Petrocchi e dai suoi collaboratori Anna Chessa e Michele Zacchia mi hanno accompagnata per sei lunghi mesi con il progetto “Storie di periferia” all’interno di scuole, del teatro e nella casa museo, della stessa fondazione.
Una fiaba, voluta dagli stessi bambini, su Maria, Goffredo e i loro gatti, sono stati il fil rouge degli incontri e le illustrazioni della fiaba, per mano dell’artista Laura Re, sono stati la cornice perfetta per conoscere la storia di due grandi personalità del ‘900, che hanno dato all’Italia non solo un Premio, ma un modo nuovo per conoscere la letteratura internazionale e del nostro grande paese.
Nelle scuole i bambini e le bambine si sono appassionati alle loro vicende, hanno fatto le più disparate domande, le illustrazioni sono diventate colorate e così nei mesi di laboratorio, “la libraia” si è sentita un po’ più “strega” del solito.
In libreria gli incontri tenuti da Elena Stancanelli e dai suoi ospiti, Gaja Cenciarelli e Daniele Mencarelli hanno donato ai ragazzi e alle ragazze dei licei e delle scuole medie inferiori, momenti di riflessioni e di crescita; mi auguro possano continuare anche il prossimo anno.

Ma non finisce qui!
Abbiamo fatto conoscere la storia di Maria e Goffredo anche ad un’associazione, “La Rosa dei venti” che assiste e accoglie ragazzi e ragazze fragili del territorio. Gli abbiamo raccontato la fiaba, abbiamo fatto colorare le illustrazioni ai loro ospiti e alla fine con un pulmino tutto rosa, donato dalla città metropolitana, li abbiamo accompagnati in una gita alla casa museo.
Questo è stato “storie di periferia” per me, una valanga di emozioni, la bellezza del fare attraverso una grande realtà. Custodisco il ricordo degli occhi curiosi ed innamorati, dei ragazzi per questo oggetto sconosciuto a TorBella per tanto tempo, ma che ora c’è con ancora più vigore, questo oggetto meraviglioso chiamato libro.
Senza la collaborazione dei Dirigenti scolastici e del corpo docente, tutto questo non si sarebbe potuto realizzare, senza le famiglie degli studenti non si sarebbe ottenuto il successo che abbiamo realizzato.
Il mio personale ringraziamento va a tutti loro e a chi con amore e costanza continua a dirmi: “vai avanti la nostra periferia con i libri può farcela e tu e la Fondazione dovete continuare a fare cose belle”.
Alessandra anche detta "La Libraia" è un operatrice culturale nella periferia est della capitale dal 2018, anno in cui apre la prima libreria del municipio VI di Roma, anche denominato della Torri. Migliaia le presentazioni letterarie e le attività culturali portate avanti in questi 7 anni di attività nella libreria e presso i plessi scolastici del territorio. Molte sono state anche le attività solidali che hanno contraddistinto il lavoro sul territorio di questo luogo di aggregazione. Le più rilevanti: punto book crossing per favorire la lettura, laboratori di lettura per insegnare alle mamme la leggere ai più piccoli, i pranzi solidali con i senza fissa dimora, le raccolte solidali per i popoli afflitti dalla guerra o per le persone indigenti del territorio dove la libreria è ubicata. La libreria LeTorri è un grande contenitore e la sua titolare cerca ogni giorno di riempirlo con idee e attività che possano rallegrare e stimolare i giovani lettori e non solo.




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Emozionanti le tue parole. La tua impronta deve continuare a lasciare il segno.