InCastro Festival 2026 – VIII edizione
“Opere Gentili. RESISTERE”
7 luglio – 3 agosto 2026
Messina • Milazzo • Castroreale • Motta d’Affermo • Reitano
Dal 7 luglio al 3 agosto 2026 torna InCastro Festival, giunto alla sua ottava edizione: quattro settimane di danza e arte contemporanea distribuite su cinque comuni della Provincia di Messina, in un programma che trasforma borghi medievali, musei, chiese, piazze in palcoscenici vivi e sorprendenti.
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La natura diffusa del festival non è un dettaglio logistico: è la sua ragione più profonda. Ogni performance è concepita in dialogo con lo spazio che la ospita. Gli spazi del MuMa Museo del Mare nel Castello di Milazzo, le chiese, musei, piazze e vicoli di Castroreale, la Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli a Motta d’Affermo, la Finestra sul Mare di Tano Festa a Villa Margi: ogni luogo entra a far parte della drammaturgia, diventa co-autore dell’evento.
Seguire il programma di InCastro significa tracciare un itinerario nel cuore della Sicilia tirrenica, tra paesaggi, patrimoni artistici e comunità locali che il festival abita con cura e con affetto da otto anni.
Il tema del 2026 è RESISTERE, parola-chiave del triennio “Opere Gentili”. Non opposizione frontale, ma pratica poetica e politica di presenza: restare, creare, abitare i luoghi e le relazioni. Un invito a resistere all’invisibilità, all’isolamento, allo sradicamento – con delicatezza, con il corpo, con la danza. La qualità dell’offerta artistica 2026 è tra le più alte nella storia del festival.
Tra le produzioni e le compagnie ospiti figurano Balletto Civile – con tre diversi lavori in programma – la Compagnia Zappalà Danza (Centro di Rilevante Interesse Nazionale), le produzioni Abbondanza/Bertoni, Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni, Chiasma .
Accanto a questi nomi di primissimo piano della scena italiana, InCastro 2026 presenta una selezione accurata di artisti siciliani emergenti e consolidati, in un dialogo generoso tra esperienze, generazioni e linguaggi.
In tutto 25 azioni performative, tra spettacoli, performance partecipative, immersive, installazioni; otto laboratori con ampio raggio di relazione e target; progetti trasversali tra jam session di musica e danza, passeggiate sociologiche, azioni cittadine, feste collettive, un programma che non ha nulla da invidiare ai festival nazionali, radicato però in un territorio che lo ha scelto e che ne ha bisogno.
In un contesto segnato da crisi globali e progressivo impoverimento dell’offerta culturale nelle aree interne, InCastro Festival sceglie di restare. L’ottava edizione è un atto concreto di quella resistenza che il tema 2026 invoca: continuare a fare arte di qualità in luoghi non centrali, investire sul territorio, costruire relazioni durature con le comunità locali e con gli artisti. Un festival che non porta la danza “fuori” dalla città, ma la radica ancora più in profondo nella Sicilia che ha scelto di abitare.
InCastro Festival 2026 è un invito a viaggiare: non come turisti in transito, ma come spettatori in ascolto, disposti a lasciarsi sorprendere da un territorio straordinario e da un programma all’altezza dei migliori festival nazionali.
GLI SPETTACOLI
Il festival apre il 7 luglio al Parco Horcynus Orca, Capo Peloro, Messina, in collaborazione con ONDE Festival di danza e movimento, con una doppia serata di danza affacciata sullo Stretto. Alle 19.00 va in scena Gea Culpa di Aura Calarco (COB Compagnia Opus Ballet), un duetto di forte tensione poetica che esplora il bivio interiore tra gabbia e libertà, tra una realtà dimezzata e la scelta radicale di rinascere: Vincitore Premio Theodor Rawyler 2024.
A seguire, alle 20.00, Panta rhei di Salvatore Romania e Laura Odierna (Compagnia Petranura Danza) immerge due corpi nel flusso continuo dell’esistenza, con le musiche di Debussy a scandire trasformazioni e mutamenti: ogni gesto è unico, ogni incontro irripetibile.
Il festival si sposta poi al MuMa Museo del Mare, Castello di Milazzo, per due giorni di programmazione intensa, con 3 artiste, 3 visioni e modalità differenti di vedere lo stesso spazio. Il 17 e 18 luglio, in doppia replica mattutina e serale (ore 9.00 e 18.00), Sara Vilardo porta SIRENE, una performance partecipativa sul tema della casa e dello sradicamento: i partecipanti vengono guidati attraverso gli spazi del MuMa e del Castello in un cammino che trasforma il corpo in gesto politico.
Il 17 luglio, ore 20.00 Giorgia Di Giovanni presenta, come artista associata a Balletto Civile, I see you, I feel you, free dance partecipativa con cuffie e silent party, esperimento sui neuroni a specchio in cui i confini tra performer e spettatore restano deliberatamente aperti (istruzioni: portare occhiali da sole).
Sabato 18 luglio ore 20.00 è il momento di Fototropica di Shahrzad Mohsenifar (Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni), una partitura fisica di rara precisione ed emozione che usa la metafora della pianta che cerca la luce per indagare la resistenza silenziosa e gentile, creata ad hoc per il Giardino Botanico del MuMa.
Dal 23 al 30 luglio il festival si installa a Castroreale, borgo medievale a 400 metri sul livello del mare, sede del progetto, che per una settimana intera il centro nevralgico di InCastro. Musei, chiese, piazze e vicoli si popolano di danza in un palinsesto serrato che non conosce pause.
Il 24 luglio appuntamento al Museo Civico con CAPRICCIO di Giuseppe Muscarello (Muxarte) alle 19.00, lavoro site-adapted pensato per dialogare con luoghi non convenzionali.
In serata, Piazza delle Aquile accoglie alle 21.00 Unione Colori | Cromie resistenti di Giorgia Di Giovanni (ANFFAS/Muxarte), dispositivo coreografico aperto che usa corpo, gesto e materia cromatica per costruire una visione plurale della normalità, dedicato a “piccoli-adulti e adulti-bambini”. Chiude la serata alle 22.00 Amàru o sulla nostalgia di Adriano Popolo Rubbio (La Rocca), vincitore del Premio Pillole 2025: la nostalgia come forza attiva, il corpo come archivio e ferita.
Il 25 luglio la piazza si anima con FIGLIASANTA, anteprima site-specific di Ludovica M. Poerio e Sergio Beercock (Compagnia Abbondanza/Bertoni), opera di teatro-danza con musica dal vivo che esplora il rapporto materno, la memoria e l’appartenenza, ispirata alla figura antropologica del “figlio santo” tipica del Sud Italia tra Ottocento e Novecento (ore 21.00).
La notte si chiude con Resistenza, progetto speciale Opere gentili, di Adriano Popolo Rubbio e Vitu Vinci aka Pierfrancesco Mucari (KOMOCO), duetto site-specific corpo/suono che si trasforma in rito collettivo e danza condivisa, con DJ-set dal vivo (ore 22.00), in relazione all’opera Planetes Asteres, Artigiani Sanchez.
Il 26 luglio alle h18.30 Escursione urbana a cura del Sociologo Pier Paolo Zampieri che culmina con l’inaugurazione ufficiale di “Opere Gentili 2026”, progetto che prosegue anche il giorno successivo, 27 luglio con altri due appuntamenti: alle 21.00 Illusione di Giovanna Velardi e Monica Demuru (PinDoc), incontro tra danza e musica dal vivo intorno all’opera di Milo Floramo e poi alle 22.00 Gioco gentile di Laura Aris Álvarez e Cristiano Calcagnile, alleanza effimera tra danzatrice, musicista e pubblico in cui la gentilezza si fa pratica poetica di resistenza, in omaggio a Gentilezza di Anna Gallerani. Culmine della serata la Jam session di C.Calcagnile, M.Demuru, A. Giammanco e P. Mucari.
Il 28 luglio la piazza accoglie alle ore 20.00 [Tra] di Rebecca Pianese (Deja Donne), indagine coreografica sul rapporto tra corpo e spazio con performance live e installazione video; alle 21.00 tocca a I rami non sono ancora secchi di Sara Cavalieri (TocnaDanza) e il musicista Alfredo Giammanco, lavoro nato dopo il Covid dal bisogno di tornare alla Natura come stato primordiale. L’appuntamento è inserito nella programmazione come progetto speciale Opere Gentili in relazione ad Ascesa con mascherone di Mario Termini (2026).
Il 29 luglio la programmazione si concentra sulla Piazza delle Aquile e sulla Chiesa SS. Salvatore: Fuori Pasto di Malomodo Studio (CHIASMA) alle 19.00 indaga la relazione tra corpo, cibo e memoria come prassi di resistenza; CARONTE di Camilla Montesi (Scenario Pubblico) alle 21.00 decostruisce l’immaginario dell’inferno affidando alla figura mitologica il peso della fragilità umana; in chiusura, alle 22.00, Corpi Liturgici di Roberto Zappalà (Compagnia Zappalà Danza – Centro di Rilevante Interesse Nazionale), preghiera fisica dedicata a San Francesco nell’ottavo centenario della morte, con musiche di David Lang. Il 30 luglio chiude la settimana castrense Just before now di Danilo Smedile che allestisce in uno spazio aperto un’indagine viva sul rischio del presente (ore 19.30).
Il 1° agosto il festival raggiunge la Fiumara d’Arte, il grande parco di sculture contemporanee a cielo aperto fondato da Antonio Presti lungo il fiume Tusa.
Alla Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli a Motta d’Affermo, due performance del progetto speciale Opere Gentili x Fiumara d’Arte dialogano con l’opera e con il paesaggio: Trame di Federica Aloisio e Federica Marullo (PinDoc) alle 19.00, performance/installazione site-specific sui legami affettivi come trame invisibili; Stare al mondo di Emanuela Serra (Balletto Civile) alle 20.00, indagine fisica tra corpo, parola e spazio costruita all’interno della Piramide, con canto armonico dal vivo di Renato Miritello.
Il festival si conclude il 3 agosto a Villa Margi, alla Finestra sul Mare di Tano Festa, l’opera della Fiumara d’Arte che è un affaccio sull’infinito, inno al colore e all’infanzia.
Due performance chiudono l’edizione: LAND | InCastro di Emanuela Serra e Alessandro Pallecchi (Balletto Civile) alle 20.00, performance site-specific nata da una residenza di ricerca sui luoghi del festival, con musica dal vivo di Pierfrancesco Mucari; e Resistenza di Adriano Popolo Rubbio e Vitu Vinci (KOMOCO) alle 21.00, rito finale con DJ-set che restituisce alla collettività il senso di un’intera stagione.
I LABORATORI
Parallelo agli spettacoli, InCastro Festival offre un programma di laboratori e pratiche partecipative condotti dagli stessi artisti ospiti – una circolarità tra ricerca, creazione e trasmissione che è tra i tratti più caratteristici del festival. Gli incontri sono aperti a professionisti della danza e, in molti casi, a partecipanti senza esperienza pregressa, con attenzione all’accessibilità e all’inclusione.
A Castroreale, dal 23 luglio, Vincenzo Bellia conduce Danza che fa comunità, pratica condivisa di Danzamovimentoterapia Espressivo-Relazionale aperta a tutte e tutti. Nello stesso giorno, in serata, Ludovica M. Poerio e Sergio Beercock aprono Corro a casa, laboratorio di danza-teatro e drammaturgia corale legato al loro spettacolo Figliasanta.
Adriano Popolo Rubbio conduce Scirocco (24 e 25 luglio, Chiesa SS. Salvatore), classe di improvvisazione incentrata sulla colonna vertebrale e sulla qualità del movimento. Giovanna Velardi propone Corpi umani e gentili che tramano nei luoghi (24, 25 e 26 luglio), laboratorio urbano sul rapporto tra corpo, natura e architettura.
Laura Arís Álvarez conduce Play Full Body(28, 29 e 30 luglio, Chiesa SS. Salvatore e incursione urbana), pratica di improvvisazione in cui movimento, attenzione e immaginazione si incontrano per tre giornate intensive. Maud de la Purification porta il workshop MoDem Language (29 e 30 luglio, Chiesa SS. Salvatore e Arena), dedicato al linguaggio coreografico sviluppato da Roberto Zappalà.
Alla Fiumara d’Arte, tra Reitano e le opere abitate a cavallo tra luglio e agosto, Federica Aloisio e Federica Marullo conducono Tessiture (30 e 31 luglio, 1 agosto), laboratorio in collaborazione con le proloco di Reitano, Motta d’Affermo e Villa Margi legato alla performance Trame, centrato sulla creazione condivisa di un manufatto tessile con stoffe e frammenti personali portati dai partecipanti.
In chiusura, Emanuela Serra e Alessandro Pallecchi di Balletto Civile conducono People/InCastroFestival (31 luglio, 1, 2 e 3 agosto, Finestra sul Mare), laboratorio di teatro fisico che semina il linguaggio di Balletto Civile nel territorio in vista della residenza creativa del 2027, quando la compagnia tornerà con lo spettacolo GENTE/PEOPLE di Michela Lucenti.
InCastro Festival 2026 è organizzato dall’Associazione Vento di Scirocco ETS (Castroreale, ME), con la direzione di Giorgia Di Giovanni e Pierfrancesco Mucari, con il contributo del Ministero della Cultura, Regione Siciliana – Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, Comune di Castroreale, Unione dei Comuni Valle del Patri, Comune di Motta d’Affermo, Comune di Reitano
Con il patrocinio del Comune di Messina
Comune di Milazzo
In collaborazione con MuMa Museo del Mare — Castello di Milazzo | ONDE Festival di danza e movimento | Fondazione Horcynus Orca | Fiumara d’Arte — Fondazione Antonio Presti ETS
- BIGLIETTI:
https://www.liveticket.it/ventodiscirocco - INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
- info.incastrofestival@gmail.com www.incastrofestival.com
- Marina Saraceno
- Ufficio stampa InCastro Festival
- Tel: 349 360 2434 Email: marinasaraceno@gmail.com








