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Phil Stern. Sicily 1943

E’ celebre per i ritratti che lo hanno consacrato come uno dei maggiori fotografi contemporanei e maestro del bianco e nero, come quelli dedicati James Dean, Marilyn Monroe, Louis Amstrong, Ella Fitzgerald e Frank Sinatra, solo per citarne alcuni.

E’ celebre perché è sempre stato “al posto giusto al momento giusto”, divenendo egli stesso un’icona dell’arte di cui si è fatto da sempre portavoce impeccabile e geniale.

Ma non tutti sanno che Phil Stern iniziò la sua carriera come fotografo di guerra, come testimone di barbarie e salvezze.

A lui è così dedicata la prima e ampia monografica inaugurata mercoledì 10 luglio nella Galleria del Credito Siciliano di Acireale dal titolo esplicativo Phil Stern. Sicily 1943.

Prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese con la collaborazione della Regione Sicilia, curata da Ezio Costanzo, storico e giornalista, la mostra che testimonia l’avvio dell’operazione Husky con cui le truppe alleate sbarcarono in Sicilia nella notte tra il 9 e il 10 luglio di quel 1943 (la data dell’inaugurazione non è un caso) presenta circa settanta immagini in grande formato ed è accompagnata da un video slideshow – documentario a cura di Carmelo Nicosia, responsabile del dipartimento di fotografia e video dell’Accademia di Belle Arti di Catania.

A tutto ciò si affiancano oltre cento immagini conservate negli archivi del War Museum di Londra, scattate dai combat cameraman durante l’invasione dell’isola.

Immagine dietro immagine, momento dopo momento, stupore, paura, speranza, gioia e ancora paura, in quei volti di soldati e non, testimoniano una pagina di storia scritta con sangue misto a inchiostro.

Quella notte sbarcarono sull’isola 160 mila soldati anglo-americani. Le truppe americane raggiunsero Gela, Scoglitti e Licata, mentre le truppe britanniche occuparono il litorale sud orientale dell’isola, tra Marzamemi e Siracusa. La difesa sicula fu affidata a 220 mila soldati italiani e 30 mila tedeschi. Il 22 luglio Patton conquistò Palermo, il 17 agosto raggiunse Messina. Delle truppe alleate circa 5.000 unità perirono in questa missione.

Il 3 settembre a Cassibile, l’Italia firmò l’armistizio che fu reso pubblico solo l’8 settembre dal generale Badoglio che sanciva la resa incondizionata agli Alleati.

Tutto è raccontato lì, come una luce di conoscenza, come una sferzata di dolore, come un anelito di vita in quella tempesta di morte. Anelito che si respira nella gente comune, tra la gente comune, nell’abbraccio dei contadini, nello sguardo triste dei soldati.

C’è un mondo di cui ci sono sempre meno testimoni, ma c’è la storia non solo di una nazione, ma le sorti di un intero pianeta, in quel “colore” che si ritrova anche nei chiaroscuri di sentimenti e sensazioni che respira chi ha la fortuna di visitare questa testimonianza, così palpitante e a tratti così lontana, di una storia che è la nostra storia, di un passato che ha segnato inequivocabilmente il presente e il futuro.

Tutto lì, in una macchina fotografica di un giovane reporter di 24 anni, oggi più che novantenne, che seppe cogliere più della semplice documentazione, che seppe cogliere più degli eventi, che seppe cogliere l’aspetto forse più importante, quello di un’umanità che chiedeva solo la fine di un disastroso conflitto.

La personale sarà visitabile fino a giorno 8 settembre 2013.

Il cursore diretto sulle immagini visualizzerà le didascalie; cliccare sulle stesse per ingrandire.

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