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Letteratura Inaspettata #73. Pensiero Viola. La musica di Viola Nocenzi raccontata da Leonardo Lodato

di Rita Caramma

Una passeggiata tra le parole e la vita, un incedere calmo, luminoso e attento che racconta gli anni, le comunanze, le conoscenze e la musica.
Pensiero Viola (ed. Compagnia Nuove Indye), di Leonardo Lodato e Viola Nocenzi, con prefazione di Pamela Villoresi,  diventa man mano che i capitoli si susseguono un  viaggio tra le pieghe degli anni, tra i disegni sognati della  nostra giovinezza e quella delle generazioni successive. Tra i gesti di chi ha fatto dell’arte musicale un dono per sé e per gli altri,  e di chi ha vissuto e vive il giornalismo autentico e bello, come scelta di vita.

Così, Leonardo Lodato, giornalista e scrittore,  ci regala un’intervista a Viola Nocenzi, musicista e figlia d’arte (il papà Vittorio è il fondatore del Banco di Mutuo Soccorso), che diviene dialogo luminoso tra i due, scambio di ricordi, mani tese di suggestioni e colori per un testo magnificamente scritto a quattro mani.

Sono loro due che raccontano e  siamo noi che ci rivediamo in quegli anni vissuti da due angolazioni di memoria diversi, ma che ci permettono di ritrovare in  un tempo passato e presente, personaggi a noi cari  come Franco Battiato, Alda Merini, Lucio Dalla, solo per citarne alcuni. Tutto è lì, tutto da scoprire e custodire nel cuore di chi legge, esistenze che si intrecciano e si scoprono, attimi che bastano a porre domande simboliche e non, che divengono lettere delicate, redatte con cura per un’idea geniale di scrittura che rende il testo immediato, fluente,  incisivo, come le risposte di  Lodato nella nostra intervista:

Uno scambio epistolare, fitto e intenso per raccontare Viola e non solo. Com’è nata l’idea?

Tutto nasce da un paio di telefonate con Viola Nocenzi. Dopo la prima intervista che le ho fatto in occasione dell’uscita del suo disco di debutto, è nata un’amicizia tutt’altro che scontata. Ci siamo sentiti spesso al telefono raccontandoci reciprocamente di fatti legati al nostro lavoro, alla vita privata. Lei mi ha parlato di tante cose interessanti finché, un giorno, le ho fatto una battuta: ci sarebbe da scrivere un libro su di te! Lei non si è scomposta e mi ha lanciato il guanto della sfida: fallo tu! L’idea dello scambio epistolare è stato un escamotage per spingerla a raccontarsi non in modo banale.

Pagine che scandagliano l’animo della donna, della cantante, dell’artista. Pagine che scavano anche nel tuo, attraverso ricordi ed esperienze.

È vero. Ho cercato di scardinare il lucchetto del suo cuore e della sua anima per toccare corde altrimenti inavvicinabili. E, ovviamente, per fare tutto questo mi sono dovuto “esporre” anch’io. Qualcuno mi ha fatto notare che in questo libro c’è molto di me. Sì, è vero, ma è stato l’unico modo per lasciare che Viola si aprisse al lettore. Abbiamo vissuto la stesura del libro in un perenne “concorso di colpa.

È un libro che racconta anche gli anni trascorsi, non certo lontani, eppure forse così diversi dai giorni nostri.

Viola è giovane, molto più giovane di me, eppure come tanti ragazzi di oggi, ha una curiosità innata che la spinge alla conoscenza di ciò che è stato per immaginare ciò che sarà. Questo vale in tutti i campi, dalla musica, ovviamente, alla storia. Viola è una ragazza con i piedi ben piantati nel passato e la testa proiettata nel futuro. Il presente è servito!

Il tuo prossimo lavoro?

“Bella domanda. Ormai da anni ho un obiettivo che ancora non sono riuscito a centrare ma ci sto lavorando. Nei miei primi tre libri ho affrontato, metaforicamente, l’acqua (Storie di Uomini e di Navi), l’aria (Cielo, la mia musica), i colori (Pensiero Viola). Ho dimenticato qualcosa? Sì, mi manca il fuoco…

E questo “fuoco” già l’aspettiamo.

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Rita Caramma è giornalista e scrittrice. Per poesia ha pubblicato: “Nella mia ricca solitudine” (Il Filo – Roma – 2005), “Retrospettive dell’inquietudine” (Zona - Arezzo – 2008), “Ti parlerò d’amor” (Drepanum – Trapani – 2016), “Parole di carta, parole di cartone” (Youcanprint – 2018). Per la narrativa il racconto lungo “Tecla” (Youcanprint – 2019). Per il teatro: “Una vestale di nome Ginevra” (Zona – 2010) e “Respiri migranti” (CR – Acireale – 2018), di quest’ultimo ha curato anche la regia. Ha scritto le favole in rima “Il ragno” (Arteincircolo 2007) e “Gelsomina” (Youcanprint – 2018). Ha curato diverse antologie di poesie e racconti. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti a livello nazionale, fra questi nel 2010 le è stato conferito il premio “Ercole Patti” per il suo impegno culturale.

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