È giovanissima Lucia Cassarà, eppure già mostra la classe, l’eleganza e la preparazione di chi farà strada nel mondo dell’arte. Perché a questo dobbiamo fare riferimento e, cioè, alla bellezza piena dell’arte che sa coniugare la musica e il cinema in un connubio forte e vincente come presentato nel saggio Mozart, Disney e Co. – L’immagine e il suono: la magia del cinema (Ernesto Di Lorenzo Editore).

Cassarà ci consegna così un testo dalla scrittura leggera e dal contenuto sapiente, frutto di una ricerca che, se da una parte mostra lo studio attento dell’autrice, dell’altra ci regala uno spaccato storico del mondo della celluloide dai primi anni del Novecento ad oggi, da Chaplin a Bergman, da Pasolini a Kubrick, da Visconti a Rosi e che rivela un amore antico dell’autrice:
Da bambina: fui affascinata dai film di Charlie Chaplin, un universo di poesia, simpatia e musica che mi fece percepire fin da subito la magia del cinema. All’età di sette anni partecipai al cortometraggio Mai più soli del regista Danilo Cataldo, organizzato dalla scuola, e scoprii il lavoro dietro la macchina da presa.
Qualche anno più tardi presi parte a un altro cortometraggio, questa volta come compositrice: realizzai la musica Lo stupore dell’acqua per alcune scene del cortometraggio Contenere l’infinito del regista Alessandro Ferrara. In quell’occasione riuscii a conciliare le mie due grandi passioni, il cinema e la musica.”
Due grandi passioni che ha modo di scoprire sempre più nel tempo:
Ho approfondito la relazione tra cinema muto e musica durante gli anni universitari a Bologna, esplorando il passaggio dagli accompagnamenti dal vivo del cinema muto alle moderne colonne sonore, analizzando anche le tecnologie di restauro audio.
Mi sono appassionata particolarmente agli accompagnamenti musicali dal vivo delle pellicole mute, concentrandomi su un esempio emblematico di questa sinergia tra immagine e suono: il film italiano Histoire d’un Pierrot, diretto da Baldassarre Negroni, con musiche di Mario Costa, scritte appositamente per la pellicola.
Nel saggio Mozart, Disney & Co. e in altri articoli specialistici porto avanti i risultati della mia ricerca.
Una ricerca che la giovane pianista di Alcamo presenta pagina dopo pagina del testo, concentrandosi particolarmente sulla scelta di alcuni registi famosi di attingere alla musica classica per le colonne sonore dei loro film piuttosto che ricorrere a composizioni ad hoc, come la stessa Lucia ci spiega:
L’utilizzo di brani di musica classica permette ai registi di evocare atmosfere specifiche e di attingere a composizioni già intrise di significato emotivo. Questo approccio crea un ponte tra il patrimonio musicale tradizionale e le esigenze narrative del film.
Registi come Stanley Kubrick e Pier Paolo Pasolini hanno scelto di utilizzare la musica classica per conferire alle loro opere una maggiore profondità emotiva e un senso di atemporalità.
Kubrick era celebre per la sua predilezione per la musica classica, come in 2001: Odissea nello spazio e Barry Lyndon, mentre Pasolini ha inserito le opere di Bach in molti dei suoi film, creando un contrasto potente tra immagini e suoni.

E, naturalmente, in questo scibile, la nostra pianista ha le sue preferenze:
Sicuramente un posto di rilievo merita la colonna sonora di Barry Lyndon, con musiche di Händel, compositore che amo particolarmente, e quella de Il Pianista, con le straordinarie composizioni di Chopin.
Queste opere dimostrano come la musica possa elevare l’esperienza cinematografica. Sono attratta anche dalle musiche minimaliste di Philip Glass, che accompagnano film come The Truman Show di Peter Weir e The Hours, diretto da Stephen Daldry.
Rita Caramma è giornalista e scrittrice. Per poesia ha pubblicato: “Nella mia ricca solitudine” (Il Filo – Roma – 2005), “Retrospettive dell’inquietudine” (Zona - Arezzo – 2008), “Ti parlerò d’amor” (Drepanum – Trapani – 2016), “Parole di carta, parole di cartone” (Youcanprint – 2018). Per la narrativa il racconto lungo “Tecla” (Youcanprint – 2019). Per il teatro: “Una vestale di nome Ginevra” (Zona – 2010) e “Respiri migranti” (CR – Acireale – 2018), di quest’ultimo ha curato anche la regia. Ha scritto le favole in rima “Il ragno” (Arteincircolo 2007) e “Gelsomina” (Youcanprint – 2018). Ha curato diverse antologie di poesie e racconti. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti a livello nazionale, fra questi nel 2010 le è stato conferito il premio “Ercole Patti” per il suo impegno culturale.







