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La vita sobria. Racconti ubriachi da NEO Edizioni

La vita sobria, cover by Toni Alfano
La vita sobria, cover by Toni Alfano

Il racconto Jet lag di Claudia Durastanti, che apre la raccolta La vita sobria. Racconti ubriachi  (Aa.Vv., a cura di Graziano Dell’Anna, NEO Edizioni, 2014), è il più bello e potete leggerlo qui.

Insieme a lei ci sono altri nove inebrianti scrittori. Come Gianni Solla, ad esempio, che ha donato a questa raccolta un racconto giallo limone e nero umidità: Limoncello, liquido amniotico di tre storie sole e ingrate.

«In vita sua Helena aveva imparato a memoria una sola frase: “Tieni le gambe aperte”. Era stata sua madre a dirglielo a dodici anni e solo ventidue anni dopo l’aveva messa in pratica. Aveva impiegato tutti quegli anni per capire che quella donna che fumava cinquanta sigarette al giorno nella palazzina popolare del quartiere di Desna aveva ragione. Adesso che era arrivata a Sorrento dalla periferia di Kiev e l’avevano assunta per tenere la contabilità in quella fabbrica di limoncello, aspettando che Renato le pagasse i primi due stipendi arretrati, aveva deciso di aprire le gambe a quel vecchio che abitava a due isolati dal suo portone e che un giorno le aveva chiesto quanto costasse».

Ma anche come Alessandro Turati che con Sogni andati a male è tornato (dopo Le 13 cose, NEO Edizioni) a far malinconicamente ridere. A farvi sentire crudeli e rilassati, persi a cercare la coda avendo lasciato chissà dove il capo. Ubriachi come i bambini fino ai dieci anni che, sobri, «dicono cose senza filtro, sono disinvolti, distorcono la realtà, cadono e non sentono male». Beati.

E poi c’è pure una bambina bionda, coi boccoli perfetti, che a casa ha una mamma bambina e la tazza del latte depredata da sciatterie adulte. C’è Olivia Corio, dunque, che con Il guscio vuoto si è rimessa al metro di una bambina di sei anni, Greta, lasciandole il compito di uno sguardo pratico – non giudicante, al massimo infastidito – sulla vita e sui bisogni: «Dove voleva andare? Era sua madre che doveva fare la spesa, prendere le uova, il pane e il latte, occuparsi di lei. Era sua madre che doveva essere sveglia di sabato mattina, vigile e attiva, pulita e sorridente come le madri di tutto il mondo».

Ci sono anche, immancabili: Fabio Viola, Francesco Pacifico, Dario Falconi, Paolo Zardi, Stefano Sgambati e Filippo Tuena.

Lasciapassare per tristezze ed euforie, l’alcol offerto da La vita sobria fa stare insieme dieci mondi letterari tra i più interessanti. Subìto o consenziente è lo specchio attraverso il quale assistere alla vera manifestazione di sé. È un pretesto per venire a patti con le proprie miserie, e dimenticarsene passata la sbronza.

Citando il curatore Graziano Dell’Anna, questi racconti rappresentano «il pantano del mondo d’oggi e dell’uomo di sempre, di una vita cupamente sobria riscattata qua e là dall’ironia o da un lampo di dignità senza fanfare. E, alla fine di tutto, dalla scrittura che, questa vita, la racconta». Salute.

 

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